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"Fatti non foste a viver come bruti"
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"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario"
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"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero"
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"La legge e' uguale per tutti, e io sono un po piu' uguale degli altri"
Silvio Berlusconi, durante il processo sme

"tutti gli animali sono uguali e i maiali sono più uguali di tutti"
George Orwell

"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"
Peter Parker

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
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"Quando ero bambino, ragazzo, credevo in Dio. Adesso so"
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"il bello della guerra è che ogni capo degli assassini fa benedire le proprie bandiere e invoca solennemente Dio prima di dedicarsi a sterminare il prossimo"
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"Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i dirittid'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa."
Licio Gelli, Repubblica,
28/09/2003

"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente"
G.Orwell

"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
Mohandas Ghandi, 1928

"Occhio per occhio lascia tutti ciechi"
Dr Martin Luher King

"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
(Umberto Galimberti)

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lunedì, 14 maggio 2007
Raccogliamo firme per contrastare il DDL del Ministro Della Giustizia Italiana Clemente Mastella, che sta per passare al Senato.
Cosiddetto DECRETO BAVAGLIO, che tenta appunto di imbavagliare i giornalisti Italiani.
Questo il sunto del decreto:

Il Ddl dice:
"è vietata la pubblicazione,anche parziale o per riassunto,degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive,anche se non più coperti dal segreto,fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare" vi ricordo che gli atti non sono più segreti dal momento in cui diventano conoscibili dall'indagato o dal difensore

"è vietata la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,della documentazione,degli atti relativi a conversazioni,anche telefoniche,o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico,anche se non più coperti da segreto,fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino alla conclusione dell'udienza preliminare"

"è vietata la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,delle richieste e delle ordinanze emesse in materie di misure cautelari.Di tali atti e tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini ovvero il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell'ordinanza in materia di misure cautelari" cioè si può ancora dire che uno è sottoposto a misure cautelari,ma le intercettazioni restano segrete fino alla fine dell'udienza preliminare

"se si procede al dibattimento,non è consentita la pubblicazione ,anche parziale,degli atti del fascicolo del pubblico ministero,se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello.è sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazione o dei quali sia sitata data lettura in pubblica udienza"

Gli atti non coperti da segreto che non siano contenuti nei commi precedenti possono essere pubblicati.

QUINDI: le intercettazioni di qualunque tipo restano segrete fino alla fine delle indagini o dell'udienza preliminare,i fascicoli del pm fino alla fine del processo di appello.Si può ancora dire che qualcuno è indagato o è stato arrestato ma non si possono riprodurre le parti che riguardano intercettazioni.Le notizie sono vere o non sono segrete,ma non si possono pubblicare.

Le intercettazioni che,anche se magari potrebbero essere interessanti per il pubblico,non vengono acquisite agli atti del processo perchè penalmente irrilevanti,sono sempre coperte da segreto ,ugualmente tutti i documenti contenenti dati acquisiti illecitamente sono sempre coperti da segreto.
Se vengono acquisiti nel processo,sono anch'essi coperti dal segreto fino alla fine delle indagini preliminari.

Veniamo ora alle sanzioni:
"chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti del procedimento penale coperti da segreto(cioè tutti i casi che abbiamo visto prima)dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale,o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza,è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni."
"Salvo che il fatto costituisca più grave reato,chiunque rivela,mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico,in tutto o in parte,il contenuto di documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni èpunito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni."
La multa per i giornalisti che pubblicano gli atti coperti da segreto passa da"51 a 258 euro" a "da 10.000 a 100.000 euro"!!! e si prevede una detenzione fino a 30 giorni.


ABBIAMO BISOGNO DELLE VOSTRE ADESIONI PER OTTENERE CREDIBILITA'!!!!

FIRMATE!->>>>
postato da: paskal007r alle ore 22:14 | Permalink | commenti
categoria:passaparola, agire, inciuci, controllo di massa, violenza di stato, senza pudore
sabato, 21 aprile 2007

In questi giorni Travaglio lancia, quasi inascoltato, un grido di disperato allarme dalle pagine dell'unità. Passate parola, è importante.

"L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.

“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.

“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”.

L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. ... Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini."

sabato, 07 aprile 2007
Una nuova legge è stata approvata dalla Duma moscovita, ora in attesa della sola vidimazione da parte del sindaco della città, stabilisce la totale impossibilità pratica di organizzare qualsivoglia manifestazione, uccide il diritto delle masse di esprimere pubblicamente dissenso.
Certo, non si abolisce formalmente il diritto, ci si limita a renderlo impossibile da reclamare nella pratica, dopotutto l'effetto non cambia, ma si risparmiano parecchie accuse dall'europa, che per molto meno ha messo sotto embargo la palestina.
Si vieta che in un corteo ci siano più di due persone per metro quadro, così la piazza rossa (capienza mezzo milione) può ospitare appena quarantamila individui.
Divieto totale poi di manifestare vicino ad un qualsiasi luogo di interesse storico o artistico, come se fosse più importante tutelare la viabilità delle strade del centro o la visibilità di un monumento a Lenin che i diritti di una popolazione.
Ma tanto i manifestanti non noteranno grosse differenze: infatti fin ora già prima di arrivare lì dove una simile infrazione potrebbe essergli contestata venivano gentilmente caricati su cellulari e arrestati. Almeno questo è successo una quindicina di giorni fa, a 200 persone. Neppure il tempo di arrivare in città, alla stazione degli autobus e a quella ferroviaria li attendevano gli sfollagente, le camionette, un passaggio per uno stadio vicino dove sono stati ammassati.
Persino lo scacchista campione mondiale, Kasparov ha deciso di entrare nella scena politica e combattere contro il regime, guidando l'opposizione, anche in piazza. Per questo oggi è costretto a girare con una scorta di cinque uomini armati, quando si trova in Russia .
La situazione è tragica anche per i giornalisti che, diversamente dai nostri, fanno il loro dovere.
E' recente caso di Viktor Shmakov il quale è sotto processo con l'accusa di "istigazione all'insubordinazione alle autorità legittime", la stessa cosa che fecero Martin Luther King o Ghandi per intenderci.
Rischia cinque anni di carcere, per aver osato criticare il regime russo nel suo giornale.

Ma forse la notizia che merita maggior rilievo è l'esistenza di prigioni dei servizi segreti. La notizia è recente e la racconta il "novaja gazeta", il giornale della martire Politovskaia, sembra infatti che la duma stessa abbia approvato la legge che garantisce loro il controllo di alcune strutture detentive. In questi centri cosa succederà?
Facile indovinarlo, un servizio segreto a chi dovrà mai rendere conto delle persone che finiscono in simili centri, a chi se ogni sua operazione è coperta dal mistero?
Nessuno potrà impedire torture, indiscriminate operazioni di polizia, rapimenti, abusi di potere.

Questo e altro nella alleata dittatura russa.
sabato, 17 marzo 2007
Khalid Sheikh Mohammed, catturato ed imprigionato a Guantanamo già da più di quattro anni, ha infine confessato di essere la mente che ha ideato ed organizzato gli attentati dell'undici settembre 2001 e quelli del 1993 contro le stesse torri, oltre ad altri 27 crimini di cui sarebbe stato la mente.

La confessione è stata rilanciata su tutti i media, finalmente il mandante dell'11/9 confessa.
Quello che forse pochi hanno notato è che la confessione è stata resa a Guantanamo, sotto la tortura dell'annegamento ("Water Boarding"), di certo non ne hanno fatto accenno nei tg. Khalid addirittura, secondo quanto dichiarato dagli stessi ufficiali C.I.A. avrebbe resistito un "tempo record di due minuti e mezzo circa alla tortura del Water Boarding prima di iniziare a confessare".
Quello che Luogocomune.net sottolinea con prova di buona memoria storica è che il reo confesso di essere la mente dell'undici settembre in realtà c'era già, infatti la confessione era già stata estorta con la tortura nel lontano 2003 allo stesso Khalid.
Va anche ricordato che l'attentato del 1993, che lui ha "confessato", venne effettuato da una cellula che era stata infiltrata e finanziata dall'FBI, la quale aveva anche autorizzato l'attentato, come provarono delle registrazioni pubblicate sul New York Times.
A questa notizia si aggiunge il ricordo della presunta infermità mentale di Mohammed Atta (il "ventesimo attentatore" condannato per il dirottamento che non sarebbe riuscito a commettere), costretto a non difendersi da solo proprio in virtù di tale follia, della quale non ha dato nessun segno nè prima, nè durante, nè dopo il processo.
Dopo queste notizie lo stile d'indagine dell'amministrazione USA non può non ricordare quello della Russia sovietica, in cui i criminali confessavano crimini di cui erano innocenti, e chi era contro la verità ufficiale veniva spesso internato in manicomio.

Un'altra notizia vecchia quanto ignorata da chi sceglie quali far conoscere al pubblico e quali no: secondo la rivista New Statesmen, il governo americano ha offerto al governo pakistano una sostanziosa taglia per ogni "combattente nemico" che gli fosse stato consegnato generando così il rastrellamento sommario di  circa 689 individui venduti senza neppure che li si sospettasse di alcun legame con il terrorismo. Il quotidiano La Jornada quantifica che il 95% dei prigionieri di Guantanamo sia stato comprato in questa maniera.

Ma cosa spinge la C.I.A. a fare tutto questo?
Riflettiamoci, che senso ha subire le proteste di tutto il mondo per le atroci torture inflitte a persone che sono state comprate al mercato delle taglie, senza che possano avere oggettivamente delle informazioni utili?
Che beneficio possono sperare di trarne i generali a stelle e strisce dalla spesa di milioni di dollari solo per acquistare inutili riempitivi per celle e di altri milioni di dollari per estorcergli infornazioni che non hanno?
Forse si potrebbe trattare di un'elaborata mess'inscena per far si che si possano loro imboccare le confessioni giuste?
Per quanto abbiano fatto anche questo ciò non basta a spiegare un simile sforzo politico ed economico.
Inoltre perchè creare Guantanamo e le altre prigioni extraterritoriali della tortura per qualcosa che avrebbero potuto fare con comodo in una qualsiasi struttura militare?

No, il motivo deve essere ben più profondo.
Il motivo è più probabilmente che questi teocrati della violenza hanno voluto creare dei luoghi in cui potessero infrangere ogni legge ed ogni regola morale, una dimostrazione di potere assoluto e arbitrario, ma anche dei luoghi di totale impunità, luoghi che garantiscono un grande potere. Il motivo è anche che se li si accusa di eccessivo zelo nel perseguire i terroristi non li si può accusare nè dell'averli creati, nè dell'essere i veri organizzatori e realizzatori degli attentati stessi, e neppure di aver scatenato una guerra senza motivo.

Motivi quindi sia tattici che propagandistici, di un tentativo di eversione dell'ordine democratico e costituzionale delle grandi nazioni industrializzate in cui il cittadino è ancora libero di dissentire oggi un pò meno di ieri, ma ancora un pò più di domani.
domenica, 25 febbraio 2007
La questione dell'immondizia è una questione, per chi vive al di sopra di un certo meridiano, semplice ordinaria amministrazione. Per altri, come me, è sinonimo di morte, di inquinamento, di scorie tossiche, di tumori, di chemioterapie, di inadempienze politiche, di omertà, di malavita.
Eppure anche se è sinonimo di tutte queste cose difficilmente riuscirei a spiegare come mai è così, e certamente non sono in grado di raccontare tutte le malefatte, tutte le coltellate affondate nel grembo della nostra madre terra qui in campania.

Per fortuna c'è un libro che ci racconta tutto questo, chiedetelo nella vostra libreria, è importante che si diffonda!

Scheda sintetica del libro
:

Titolo: Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
Autore: Alessandro Iacuelli
Prezzo: versione cartacea a partire da € 12,46; e-book € 1,33
Dati: 15.24cm x 22.86cm, 236 pagine
Anno: 2007
Editore: Altrenotizie.org / Lulu
ISBN: 978-1-84753-184-1
Sinossi e breve recensione del libro
“Le vie infinite dei rifiuti” è un’inchiesta giornalistica di Alessandro Iacuelli in cui si ricostruisce il
viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell’ormai
cronica “emergenza rifiuti” della regione.
Il suo libro denuncia e racconta come oggi Napoli sia diventata un desolante paesaggio che agonizza
soffocato dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e perché la Campania sta morendo avvelenata da materiali
tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
Ciclicamente l’emergenza rifiuti in Campania torna a far parlare di sé non appena un qualcosa, anche
un episodio molto piccolo e apparentemente insignificante, interviene ad interrompere l’ormai oliato
sistema delle connivenze mafiose su cui gira da sempre una macchina illegale che lo Stato non riesce (o
non vuole riuscire) a sovvertire in alcun modo. Eppure, questa morsa di "monnezza" che opprime la
Campania potrebbe essere spazzata via. Basterebbe solo volerlo.
Perché, allora, non si vuole? Cosa c’è dietro un’inquietante immobilità della classe politica che
nonostante impegni gran parte del proprio tempo a raccogliere dati ed elementi sul problema, poi resta
colpevolmente silente quando si tratta di passare all'azione? E, soprattutto: chi guadagna montagne di
denaro sulla pelle delle persone?
Con una coraggiosa inchiesta giornalistica, Alessandro Iacuelli ha scavato nelle radici di questa
imbarazzante pagina della storia del nostro Paese ricostruendo nei dettagli il percorso che le ecomafie
hanno fatto in quindici anni per conquistare il “potere” sul territorio e garantirsi introiti stratosferici
attraverso traffici illegali che avvengono sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno muova un dito per
fermarli. Soprattutto quelli che avrebbero il dovere di farlo. Perchè la soluzione - anzi, le soluzioni - ci
sono eccome. E Iacuelli non le tace, così come non manca di ricordare nomi, circostanze, luoghi e
omertà che inchiodano i responsabili di questo scempio davanti all’opinione pubblica senza possibilità
di sconti.
Un’inchiesta, dunque, che consente a chiunque di vedere lucidamente i contorni del problema ed
arrivare a capire qual è oggi il vero “oro di Napoli”. E poter guardare negli occhi gli autori di questa
vergogna senza alcun timore.
L'autore:
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Attualmente fa parte della redazione della testata on-line
Altrenotizie (http://www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l’altro, inchieste sull’emergenza
gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare
“emergenza” che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la “sua” terra, il
commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica e
l’aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
Per ulteriori informazioni e contatti
http://rifiuti.alessandroiacuelli.net
martedì, 06 febbraio 2007
di Bianca Cerri

...

A Miami, terza città più povera d’America, in questi giorni gli hotels da 600 dollari a notte sono stracolmi di bionde imperiali accompagnate da maturi signori, disposti a sborsare fino a novemila dollari per un biglietto. L’offerta di sesso è sempre generosa a Miami, ma il super-bowl ha richiamato battaglioni di allegre fanciulle da ogni parte d’America. Inseguono soprattutto i giocatori ma non disdegnano la compagnia dei generosi turisti arrivati per l’occasione. I dirigenti NFL si fregano le mani al pensiero dei 400 milioni di dollari venduti e gli albergatori sono al settimo cielo per i pacchetti da diecimila dollari, champagne compreso, andati a ruba. A Bal Harbour le boutiques resteranno aperte giorno e notte per accogliere i turisti che passeggeranno sul tappeto rosso da due milioni di dollari voluto dal sindaco.


Per non correre rischi, i senzatetto di Umoja, una baraccopoli di casupole messe su con il cartone pressato e munite di rudimentali scolatoi che riescono solo parzialmente a drenare l’acqua piovana, sono stati trasferiti in un residence. Si tratta soprattutto di lavoratori regolari che non guadagnano abbastanza per pagarsi una vera casa. Arrivarono tutti assieme nel 1998, quando le autorità comunali li costrinsero a sloggiare da un’altra zona dopo aver dato alle fiamme i loro averi. Ci sono anche tre famiglie con bambini piccoli che condividono ogni momento della giornata con tutti gli altri. Gli esseri umani hanno sempre lottato per realizzare i propri sogni, ma in posti come Umoja, che in swahili significa “unione”, i sogni difficilmente sopravvivono alla realtà quotidiana. Chi ha una baracca in cui vivere e il rispetto dei suoi simili si considera già fortunato. La cucina e il barbecue sono in comune, i vegetali vengono coltivati negli orticelli attigui alle baracche e quello che c’è viene messo a disposizione della comunità.

....

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sabato, 03 febbraio 2007
Una campagna promossa dall'ottima senatrix Franca Rame, che vi giro, riguardo la questione di Vicenza.

Affinché questo sogno si possa verificare, occorre un’enorme mobilitazione e grande impegno da parte di moltissimi.
Quindi proponiamo di inviare in numero spropositato di email o, chi non ne avesse la possibilità, cartoline postali, al Corriere della Sera (cormil@rcs.it - Corriere della Sera - via Solferino, 28 - 20121 Milano) e alla Presidenza del Consiglio (trasparenzanormativa@governo.it - Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370
00187 Roma). Ognuno può scrivere il messaggio che sente purché BREVE, ma per comodità del copia-incolla suggeriamo un testo:
RIPENSACI PRODI! LIBERA VICENZA DALLA BASE AMERICANA DAL MOLIN

io invece preferisco come testo il seguente:
oggetto:
Ripensaci prodi! No Dal Molin
testo:
Protesto vibratamente contro la decisione dittatoriale di Prodi di andare contro il programma dell'unione, il mandato popolare e la manifesta volontà delle comunità locali nonchè il buon senso e la ragion di stato.
Protesto oltre al metodo anche contro il merito della questione vicentina, un governo votato PER LA PACE dovrebbe ridurre le presenze militari in italia, non ampliare le basi militari o fare una finanziaria che prevede 3 miliardi di euro di aumento di spesa in investimenti nelle armi!
postato da: paskal007r alle ore 10:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:controinformazione, passaparola, agire, violenza di stato, senza pudore
giovedì, 25 gennaio 2007
Daniele Ganser, professore di storia contemporanea all’università di Basilea e presidente dell’ Aspo-Svizzera, ha pubblicato un libro "sugli eserciti segreti della NATO". Secondo lui, gli Stati Uniti hanno organizzato in Europa dell’Ovest durante gli ultimi 50 anni attentati che sono stati attribuiti alla sinistra e alla sinistra estrema per screditarli agli occhi dei loro elettori. Questa strategia dura ancora oggi per suscitare il timore dell’islam e giustificare le guerre per il petrolio.

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giovedì, 25 gennaio 2007
Proprio come sta avvenendo per la base USA di Vicenza, pur senza lo stesso "peso mediatico", anche Sigonella "raddoppia".

Riporto la "scheda tecnica" del nuovo insediamento USA a Lentini in fase di realizzazione:

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postato da: paskal007r alle ore 13:47 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, violenza di stato, senza pudore
lunedì, 15 gennaio 2007
Non sembrava neppure immaginabile eppure è stato fatto.
E' un evento semplicemente incredibile ma davanti alla prova dei fatti non possiamo che ammetterlo.
Gli USA sono riusciti nell'impossibile impresa di far rimpiangere Saddam agli Iracheni.
E non a quella minoranza  di privilegiati del regime di Saddam, ma alla popolazione in generale!
Lo dice l'Iraq Centre for Research and Strategic Studies / Gulf Research Center , Metodologia: interviste faccia a faccia con 2000 Iracheni adulti a Baghdad, Anbar e Najaf, condotte alla fine di Novembre 2006. Margine di errore, 3.1% .
Ecco i risultati:

Pensate che la situazione nel paese sia meglio oggi o prima dell’invasione guidata dagli USA?
Meglio prima: 90%
Meglio dopo: 5%
Non so: 5%
fonte