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venerdì, 13 aprile 2007
Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa.

Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso
per sottoscrivere:


http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/03/8_per_mille_all.html

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categoria:religione, macroeconomia, passaparola, agire
domenica, 08 aprile 2007
Tra antiche divinità nordiche e simbologie pagane

di Andrea Romanazzi

Introduzione

Nella religione cristiana grande importanza ha la festività di Pasqua, la Resurrezione di Cristo che con il suo sacrificio cancella le ataviche colpe umane.
Tra le pieghe di questa festa religiosa, però, sono ben nascosti molti simboli e tradizioni di origine pagana, ricordi di altre e ben più antiche festività poi cancellate dal Cristianesimo con una vera e propria opera di sincretismo.

Inizieremo così un viaggio che ci porterà tra le desolate lande dell'Europa del nord, alla ricerca di antiche divinità celtiche che ci aiuteranno a scoprire le vere origini e i simboli di questa festività.

Per effettuare un esame etimologico della "Pasqua" dobbiamo rifarci al termine inglese "Easter" che ci riporterebbe ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e in particolare ad una antica divinità pagana, la Dea Eostre.

Questa antica Dea non è molto conosciuta nella mitologia nordica, viene menzionata per la prima volta dal Venerabile Bede (679-735) nel suo "De Temporum Ratione" dove è messa in relazione alla primavera e alla fertilità dei campi.
Infatti il nome sembrerebbe provenire da aus o aes e cioè Est, dunque è una divinità legata al sole nascente e al suo calore, del resto il tema dei fuochi e del ritorno dell'astro sarà un tema ricorrente nel proseguo delle tradizioni pasquali.

Le origini di questa Dea però non sono molto chiare, dalle caratteristiche sembrerebbe una divinità nordica, anche se non viene per nulla citata nella mitologia celtica, tanto da far credere ad alcuni studiosi che si tratti di una divinità inventata dallo stesso Bede, spiegazione non molto plausibile in quanto un religioso cristiano non avrebbe avuto bisogno di creare una nuova divinità in un pantheon pagano già molto ricco e variegato.

Il Grimm, noto studioso di mitologia nordica nel suo "Teutonic Mythology" descrive Eostre come una divinità pagana portatrice di fertilità e la collega alla luce dell'Est e in particolare all'equinozio di Primavera che veniva chiamato dai popoli celti "Eostur-Monath" e successivamente di "Ostara".

Uova pasquali e il mistico coniglio

Interessante tradizione tipica della Pasqua è lo scambio delle uova di cioccolato, in Germania ad esempio vi è l'usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal "coniglio pasquale", in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto.

Questa tradizione è fortemente legata al culto della Dea precedentemente descritta, infatti nelle tradizioni pagane si celebrava il ritorno della Dea andando a scambiarsi uova "sacre" sotto l'albero ritenuto "magico" del villaggio, usanza che dunque collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.

Simbolo della Dea è la lepre o il coniglio che in realtà rappresenta la stessa divinità che si rende immanente e concepisce se stessa come divinità dei boschi.

Questo carattere sembrerebbe far ritornare l'idea di Eostre come Dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che, come vedremo, sono collegate anch'esse a tale festività. L'animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre, sancendo così la sacralità dell'animale.

Una delle credenze dell'uomo antico era quella che, cibandosi dell'animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino che è insita nella sua immanenza.

Questa tradizione è ripresa poi anche dai pani dolci a forma di zig-zag che vorrebbero rappresentare l'animale e anche la runa Gebo o la ruota solare.
Anche l'uovo non è scelto a caso ma è da sempre simbolo di rinascita. Per l'antico raccoglitore e cacciatore la Primavera portava gli uccelli a deporre le proprie uova e dunque ad avere un nuovo sostentamento dopo l'austerità dell'inverno. La stessa deposizione di uova differenti da parte delle diverse specie di uccelli potrebbe portare all'idea delle uova differentemente dipinte che si sono poi tramandate fino ai giorni nostri.

L'uovo diventa così potente talismano di fertilità e vita come testimoniato dalle usanze delle uova sacre Russe o Ucraine ove il cibarsi di questo alimento celebrerebbe la rinascita del sole e il ritorno delle stagioni dell'abbondanza.

L'idea del "sacro" uovo si è così tramutata nel tempo, basti pensare all'uovo alchemico di Hermete Trismegisto o agli antichi romani per i quali "omne vivum ex ovo". Una leggenda narra ad esempio che Maria Maddalena si presentò all'imperatore Tiberio con un uovo dal guscio rosso , o ancora la Vergine Maria donò a Ponzio Pilato un cesto di uova colorate per implorare la liberazione del Cristo. Il cibarsi delle uova, così, diventa un rituale collettivo di partecipazione alla nuova vita e dunque alla resurrezione.

La reminiscenza dello spirito arboreo

Come possiamo notare dunque la Pasqua è una festa dalle origini antichissime e che si collega ai rituali naturali e alla sacralità degli alberi, essa altro non sarebbe che un'altra forma di venerazione, di quel principio agreste basato sulla morte e rinascita dello spirito della vegetazione rappresentato spesso nell'uccisione e nella risurrezione della Dea o successivamente dell'Uomo Selvatico.

Una tradizione interessante è quella dei cosi detti Giardini di Adone: in particolare nell'area orientale si venerava, sotto i nomi di Tammuz e Adone, la decadenza e la rinascita annuale della vita e anche se le fonti intorno a queste divinità sono frammentarie e oscure, da esse deduciamo che morissero ogni anno per poi risorgere. Ad esse era dedicato una specie di giardino che altro non era che un simbolo basato sul principio della Magia Imitativa, cioè che il simile produce il simile: realizzare questi giardini fioriti era un modo per incoraggiare la crescita delle messi.

Si schiude come di incanto la spiegazione di un rituale creduto cristiano ma che affonda le sue radici nel paganesimo, i "sepolcri", realizzati il Venerdì Santo per il Cristo con piante, spighe e fiori, veri "giardini" realizzati sulla tomba del dio morto creando un legame ancora più stretto tra festività e rituali arborei.

Anche la simbologia dell'agnello o meglio del "capretto" sarebbe strettamente legata al culto arboreo nello stesso significato della lepre per la Dea Eostre. La capra infatti, errando nei boschi, rosicchia le cortecce degli alberi danneggiandoli notevolmente, così solo il dio della vegetazione si nutre della pianta da esso personificata, e dunque lo stesso animale non può che essere sacro.

Come nel caso delle uova, l'uomo antico mangiando la carne dell'animale crede di acquistare e assorbire una parte di divinità. Pertanto il cibarsi di animali sacri per il dio è un sacramento solenne come la celebrazione di Gesù, rappresentato da un Agnello che ancora oggi, in molte parti di Italia si consuma.

"…io sono l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo…"


La festa del fuoco

Strettamente connesso con i rituali legati alla vegetazione e alla rinascita è la tradizione pasquale di accendere falò. I cosi detti fuochi di gioia da cui poi deriverebbe la tradizione del cero pasquale.

In Germania ad esempio i contadini raccolgono tutti i rami secchi che trovano nelle loro campagne per poi farne un enorme rogo e spargere le ceneri nei campi per propiziare il raccolto, mentre tizzoni accesi vengono portati all'interno delle case come protezione dagli spiriti maligni. Tali rituali li troviamo anche in molte altre parti d'Europa e nella nostra stessa Italia.

La spiegazione data è molteplice, per alcuni si tratterebbe di un rito purificatorio, in sintonia con quello che poi sarebbe il significato della Pasqua cristiana, del resto è abitudine spesso bruciare in questi roghi delle effigie stregonesche o un fantoccio costituito da sterpaglie che comunemente viene chiamato "Giuda".
In realtà la tradizione ben si sposa con il concetto di Magia Imitativa molto caro all'uomo antico, infatti la festa legata all'equinozio di primavera è strettamente legata alla rinascita del Sole dopo la sua morte, il buio e la luce si equivalgono per poi far prendere il sopravvento di quest'ultima.

I rituali erano così un modo di imitare il cammino dell'astro o ancora di portare in terra parte del suo calore infatti l'usanza di far ruzzolare ruote infuocate giù per una collina o il correre nei campi con le fiaccole accese fa proprio passare per una imitazione del percorso solare nel cielo.

In questa tradizione fortemente pagana si inserisce il cero pasquale, il fuoco sacro alla religione Cristiana che anche in questo caso attinge a piene mani dal mistico sacco dei rituali pagani. Così ecco che nelle chiese si spengono le luci, proprio a rappresentare il dominio assoluto del buio, visto solo successivamente come male, poi trionfa la luce, simboleggiata dal cero dal quale si accendono le varie candele, che si portano a casa come i pagani portavano i loro tizzoni accesi: un mistico intreccio di culture e credenze che si fondono in antichi rituali e simbologie che si perdono nella notte dei tempi.


Bibliografia:

J.Frazer: "Il Ramo d'Oro" Bolati-Boringhieri

A.Romanazzi: "La Dea Madre e il culto Betilico: Antiche conoscenze tra mito e folklore" Levante Editore Feb.2003
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categoria:religione, grandi menzogne, dura a morire
giovedì, 29 marzo 2007
da http://www.queerblog.it/

1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l'aria condizionata.

2. Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay, allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti

3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi

4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste

5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta

6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini

7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali

8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all'intera nazione. Ecco perché in Italia c'è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita

9. I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10. Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all'allungamento della vita media

postato da: paskal007r alle ore 23:18 | Permalink | commenti (12)
categoria:religione, stupidità, dura a morire
martedì, 06 marzo 2007
C'è chi dice che Fede e Ragione non sono contrapposte, niente di più falso.

Non c'è molto da dire, bastano poche e semplici parole, due righe, ma per una volta voglio essere puntiglioso e fare una dimostrazione "passo passo".

Prendiamo la logica, strumento principe della Ragione.
Se qualcosa è contro la logica è anche contro la Ragione, su questo assioma fondamentale non credo ci siano dubbi.
Nella logica esiste un errore comune, detto "Ricorso all'autorità" ne incollo la definizione dal Nikzor project (un sito che tratta di errori logici sia in italiano che in inglese).

Descrizione di Ricorso all'autorità

Un Ricorso all'autorità è un errore con la seguente forma:

  • La persona A è (o si afferma che sia) un'autorità sull'argomento S.
  • La persona A fa l'affermazione C sull'argomento S.
  • Quindi, C è vero.
  • [...]

    Quando una persona cade preda di questo errore, sta accettando una tesi come vera senza che ci siano adeguate prove per farlo. Più specificamente, sta accettando la tesi perchè crede che la persona che fa l'affermazione sia un vero esperto e che quindi sia ragionevole accettare l'affermazione. Dato che la gente tende a credere alle autorità (e ci sono, infatti, buone ragioni per accettare alcune affermazioni fatte dalle autorità) questo errore è piuttosto comune.

    In pratica è un errore il ritenere vera una affermazione in base all'autorità della fonte di questa affermazione.

    In logica, palesemente, è anche un errore prendere per vera una affermazione in maniera arbitraria, in base ad un proprio convincimento.

    Ecco invece la definizione di FEDE, in ambito religioso, secondo il dizionario di Sapere.it:

    féde

    s. f.

    credenza ferma e certa che si fonda su un interiore convincimento o su un'adesione all'autorità di altri, senza bisogno di prove di fatto o di dimostrazioni logiche

    Insomma per la logica dato che "ritenere vera una affermazione in base alla sola autorità altrui" o "in base alla sola propria arbitraria volontà" è un errore e per definizione aver Fede è esattamente questo, ciò vuol dire che per la Ragione aver Fede è un errore.

    Quindi abbiamo dimostrato che la Ragione è contro la Fede.

    Dal punto di vista della Fede invece si possono avere diversi casi:

    O il fedele ritiene di essere irrazionale o il fedele ritiene di essere razionale.

    Se ritiene di essere irrazionale, è automaticamente vero che nel suo caso non si può aver Fede e Ragione contemporaneamente, per propria ammissione.

    Se invece ritiene di essere razionale, allora ritiene anche che la sua situazione non è una contraddizione, perchè se sapesse di essere in contraddizione ammetterebbe di essere irrazionale e quindi rientrerebbe nel caso precedente.

    Dato che come abbiamo dimostrato nella prima parte essere razionali significa anche considerare la Fede un errore allora se si ha Fede e si è razionali si deve anche considerare un errore la Fede il che è una contraddizione! A questo punto o il fedele ritiene di essere irrazionale e torna al primo caso, o decide di accettare la contraddizione e pretendere contemporaneamente di essere razionale. Ma ammettere di accettare una contraddizione è come ammettere di rifiutare una regola fondamentale della logica, il principio di non-contraddizione. Quindi equivale a rifiutare la Ragione.

    In conclusione per ognuno dei casi esaminati in cui si ha Fede (altri casi non esistono) non si può avere anche Ragione, quindi possiamo anche dire che la Fede è contro la Ragione.

    Quindi in base a quanto detto Fede e Ragione non possono coesistere.

    Questo vale per le persone dotate di Ragione, le persone dotate di Fede decideranno o che possono fare a meno della Ragione o, in base ad un loro "interiore convincimento", che questa dimostrazione logica è sbagliata, per Fede appunto, ma così facendo andrà contro la Ragione.
    postato da: paskal007r alle ore 18:20 | Permalink | commenti (6)
    categoria:religione, stupidità, grandi menzogne, dura a morire
    venerdì, 17 novembre 2006
    Ti hanno battezzato, ti sei cresimato.
    Pensi che la morale cattolica sia basata sui dieci comandamenti, sull'amore verso il prossimo. Che la regola più importante sia "ama il prossimo tuo come te stesso".
    Ci credi, il prete lo ripete sempre a messa. Hai fede.
    Hai fede che se rispetti i principi, i comandamenti verrà un giorno il tuo premio.

    Prendiamo il comandamento NON UCCIDERE.

    Negazione.Infinito.
    Non ammette eccezioni, la lingua è chiara.
    La chiesa le eccezioni invece le ammette eccome, infatti non condanna, per esempio, la pena di morte.
    Di casi come questo il catechismo ne è pieno a essere sbagliata è l'impostazione di fondo.
    L'impostazione di fondo.
    Qual'è l'impostazione di fondo del cristianesimo?

    Bontà, altruismo, opere di bene?
    Niente affatto.

    Prendiamo i 10 comandamenti ancora una volta stavolta testo integrale esodo 20:2-17, non la riveduta e corretta del catechismo.

    2 «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: 3 non avrai altri dèi di fronte a me. 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6 ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
    7 Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
    8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
    12 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
    13 Non uccidere.
    14 Non commettere adulterio.
    15 Non rubare.
    16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
    17 Non desiderare la casa del tuo prossimo.
    Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».


    Noti niente?
    I primi 12 versetti riguardano l'amore, la bontà ecc ecc?
    No.
    Non uccidere (che dovrebbe essere il primo) è solo al 13° versetto.
    PRIMA VIENE L'OBBEDIENZA. Obbedienza a dio, alla religione, al tuo popolo, ai tuoi capi, ai tuoi genitori, a chi stava lì prima di te.

    Peccato originale?
    Adamo ed eva sono rei di aver pensato con la propria testa.
    Premio dell'aldilà?
    Sarai libero di servire dio fino ala fine dei tempi.
    Come puoi guadagnartelo?
    Obbedendo ai dettami della sua chiesa.
    Dalla culla alla tomba col capo chino e vuoto. Vuoto come prima del peccato originale, che il tuo corpo si muova solo come dicono i sacerdoti.
    I preti.
    La chiesa, anzi.
    Se i preti fossero tutti come i comboniani alla Zanotelli, o come madre teresa, non avrei nulla da ridire. Invece personaggi così sono l'eccezione e vengono regolarmente emarginati dalla chiesa.
    Gli ecclesiastici doc sono di tutt'altra pasta. Vivono nel lusso e predicano la povertà, mangiano coi nostri soldi anche se noi non vorremmo affatto dargliene!
    L'otto per mille di coloro che non lo assegnano (chi lascia in bianco) viene ripartito tra le organizzazioni che ne hanno beneficiato, nella proporzione in cui è stato indicato da chi invece di lasciare in bianco ha messo un destinatario.
    Ad esempio se su dieci persone una indica "chiesa" e l'altra "stato" l'otto per mille delle altre otto, che non indicano nulla, è spartito alla pari tra chiesa e stato.
    Quello che la chiesa dovrebbe avere per indicazione dei fedeli dell'otto per mille è solo un decimo di quello che ottiene grazie a questo sistema.
    Soldi nostri, soldi rubati legalmente.

    Non rubare si diceva... Anche qui niente eccezioni.

    Parliamo poi dell'omertoso silenzio sugli abusi commessi dai preti.
    Ratzinger oggi mormora qualcosa sul "punire chi abusa" mentre per decenni lui in persona si è occupato di tenere le cose sotto silenzio e di impedire che i pedofili della chiesa finissero nelle mani della giustizia.
    Ovviamente non tutti i preti sono pedofili, ma LA CHIESA PROTEGGE I PEDOFILI rendendosene complice!

    Ecco a chi hai promesso obbedienza quando ti sei cresimato.
    postato da: paskal007r alle ore 17:27 | Permalink | commenti (8)
    categoria:religione