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G.Orwell

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Mohandas Ghandi, 1928

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"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

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"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
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"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
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"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
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martedì, 22 maggio 2007
da http://blog.Quintarelli.it

Le grandi opere infrastrutturali ci accompagneranno per il resto della vita, nostra e dei nostri figli.

Il ponte sullo stretto di Messina, la TAV in val di Susa, la Variante di Valico della A1, sono stati tutti argomenti di discussione ampia, con trasmissioni dedicate in prima serata, dato il rilevante impatto che avranno sulla vita sociale ed economica del Paese.

Di un'altra grande opera infrastrutturale, che è fondamentale per il futuro della società e dell'economia, che ci accompagnerà per i prossimi 60 anni, invece, non si è parlato assolutamente. (si è parlato del suo proprietario, ma non dell'opera).  E' la cosidetta "rete di nuova generazione".

Sappiamo ormai tutto sulle diverse alternative di trasportare le merci in Francia, di tracciati appenninici, di potenziale di utilizzo del ponte rispetto ad alternative o alla situazione attuale.

Delle alternative per la nuova rete, cosa sappiamo ?

Sappiamo chi c'e' nella società Stretto di Messina e come sarebbe finanziata l'opera, si è dibattuto sui costi della Variante di Valico e la sua utilità e del ruolo che la Società Autostrade deve avere.

E del finanziamento della nuova rete, cosa sappiamo ? 

 

Sappiamo chi sono le aziende appaltatrici che fanno i lavori per le grandi opere, il ruolo dell'industria italiana, le cordate dei grandi costruttori e dei produttori del materiale rotabile.

E del ruolo delle aziende italiane nella nuova rete, cosa sappiamo ? chi fornirà gli apparati ? Quali implicazioni delle scelte per la nuova rete sull'occupazione ?


Riguardo la scelta della modalità realizzativa,ci sono diverse alternative ed ognuna di queste e' come decidere di fare o meno un tunnel, scegliere un tracciato ferroviario : portare la fibra fino in casa (Fiber to the home: FTTH), o portarla ad un nodo (Fiber to the node: FTTN) e il nodo in questione potrebbe essere il palazzo (Fiber to the building: FTTB) o il marciapiede (Fiber to the Curb: FTTC).

Se non si arriva con la fibra fino in casa (FTTH), dove termina la fibra ci si deve collegare al rame esistente e si usa una evoluzione del DSL: il VDSL (che in USA sta causando grandi problemi all'AT&T sulla nuova rete e i cui progetti di installazione nel resto d'europa sono stati sospesi piu' o meno dovunque).

Certo, portare la fibra in casa costà di più, ma consuma molta meno energia, è la soluzione piu' "future proof" (a prova di futuro), è la soluzione che offre le prestazioni migliori e che si guasta di meno. 

Non si pensi "facciamo un percorso evolutivo: iniziamo fino al marciapiede (FTTC), e poi arriviamo fino in casa (FTTH)". Non funziona. E' come dire "mi serve un furgone, intanto compro una moto".

In economia, il valore si sta progressivamente spostando nell'informazione, il ruolo della rete è probabilmente addirittura più importante della variante di valico, del ponte sullo stretto e della TAV in val di susa.

Vogliamo iniziare a discuterne ? o lasciamo che tutte le scelte (secondo me subottimali) vengano decise da una azienda che (legittimamente) può (e deve) pensare solo al propio rendimento nei confronti dei propri azionisti (e quindi con orizzonte 3-12 mesi) trascurando l'interesse generale di lungo termine ?

A mia moglie che mi chiede "perche' fai questo ?" rispondo sempre che lo faccio per le nostre figlie.

postato da: paskal007r alle ore 16:38 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, macroeconomia, passaparola, corporations at work
venerdì, 13 aprile 2007
Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa.

Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso
per sottoscrivere:


http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/03/8_per_mille_all.html

postato da: paskal007r alle ore 20:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:religione, macroeconomia, passaparola, agire
sabato, 10 marzo 2007

COMUNICATO STAMPA DEL 07/03/07

 

SENATO, AUDIZIONE AIFA: UN’OFFESA ALLA COMMISSIONE SANITA’

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in audizione in Senato per ottenere il via libera all’introduzione del Ritalin® in Italia ed all’attivazione del Registro Nazionale dei bambini in terapia con psicofarmaci.La Commissione ha espresso un parere positivo, ma sulla base di una descrizione dello scenario del tutto parziale da parte dell’AIFA, che ha omesso documenti importanti: questo è a nostro avviso offensivo per tutti i Senatori e per noi addetti ai lavori del settore salute. Non siamo stupiti di quest’ottimo “servizio” a big pharma: ai vertici dell’AIFA siede un ex dirigente di FarmIndustria”.

 

 

Si è tenuta ieri l’audizione in Commissione Sanità del Senato di Nello Martini, Direttore dell’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, massimo organismo di controllo sanitario in Italia, per ottenere l’assenso alla strategia di reintroduzione del Ritalin® in Italia e all’attivazione del Registro per monitorare i bambini in terapia con psicofarmaci. Nel corso dell’audizione il rappresentante dell’AIFA ha da un lato ammesso l’esistenza di abusi in altri paesi, e dall’altro rassicurato i Senatori circa il presunto “approccio prudenziale” dell’AIFA stessa a queste delicate tematiche. “Come cittadini e come addetti ai lavori del settore salute siamo sconcertati dalla descrizione del tutto parziale, e quindi non genuina, rappresentata dall’AIFA alla Commissione Sanitàha dichiarato Luca Poma, portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia. Pur di ottenere il via libera, l’Agenzia ha omesso ad esempio di illustrare nel dettaglio gli ultimi ‘warnings’ della Food and Drug Administration, che allertano tutti i medici americani circa il rischio di crisi maniaco-depressive, ictus, arresto cardiaco e morte improvvisa dei bambini in terapia con questi psicofarmaci, anche bimbi sani che non avevano mai avuto queste patologie. Questo atteggiamento di fatto reticente nei confronti della Commissione è a nostro avviso irriguardoso verso i Senatori presenti, autorevoli rappresentanti del popolo la cui opinione rischia di venire così viziata da tali gravi omissioni. L’AIFA ha “dimenticato” di spiegare alla Commissione che i protocolli diagnostico-terapeutici, elaborati con l’Istituto Superiore di Sanità e classificati come “documenti confidenziali”, sono totalmente orientati verso la terapia farmacologica, e ignorano in larga misura le alternative al farmaco, anche se scientificamente testate, e che inoltre non vengono stanziate risorse aggiuntive per garantire la presa in carico del bimbo, se non a base di psicofarmaci. D’altra parte – conclude Poma – non ci stupisce che l’AIFA – al di la delle chiacchiere – non tuteli i piccoli pazienti, dal momento che la Presidente del Consiglio di Amministrazione AIFA, organo che darà nel corrente mese di marzo il via libera definitivo alla somministrazione di questi psicofarmaci ai bimbi italiani, prima di occupare questo incarico era un’alta dirigente di FarmIndustria, la lobby dei produttori di farmaci: ecco che i “controllati” siedono nei posti chiave degli organismi di controllo, con buona pace del diritto alla salute dei minori italiani. Non comprendiamo come possa il Ministro Turco continuare a tollerare questo grave conflitto d’interesse”. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini”®, che rappresenta centotredici associazioni ed enti, si oppone fermamente a questa strategia, ed ha già anticipato azioni in sede giudiziaria.

 

Media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org

sabato, 03 marzo 2007
Una petizione che ho trovato:

PER OBBLIGARE LE MULTINAZIONALI DEL PETROLIO AD INSTALLARE ALMENO UN DISTRIBUTORE DI IDROGENO IN OGNI STAZIONE DI SERVIZIO

Noi Italiani vogliamo essere i primi al mondo nel creare una legge che obblighi le multinazionali petrolifere ad installare distributori di idrogeno accanto ai convenzionali distributori di benzina?

CON QUESTA PETIZIONE CHIEDIAMO UNA LEGGE CHE OBBLIGHI LE MULTINAZIONALI DEL PETROLIO AD INSTALLARE DISTRIBUTORI DI IDROGENO IN OGNI STAZIONE DI SERVIZIO E A PRODURLO UTILIZZANDO ENERGIE ALTERNATIVE!

per dettagli visita il sito www.automobileidrogeno.com

Per firmare clicca qui
postato da: paskal007r alle ore 13:02 | Permalink | commenti
categoria:macroeconomia, agire
giovedì, 01 marzo 2007
Negli USA parte oggi l'annunciato boicottaggio dei prodotti RIAA che ora trova una sponda italiana: il Partito Pirata diffonde un appello a tutti affinché qualsiasi prodotto marchiato SIAE sia evitato come la peste per tutto il mese

 icona

Roma - C'è un solo modo per far valere le ragioni di chi vuole un altro diritto d'autore nell'era di Internet ed è quello di ferire chi difende lo status quo là dove più fa male: il portafogli. Con questo spirito si presenta un appello pubblico agli italiani diffuso dall'associazione Partito Pirata italiana, un appello per uno sciopero degli acquisti per l'intero mese di marzo.

L'idea è di sfruttare il momento favorevole: non solo negli Stati Uniti proprio oggi parte il mese del boicottaggio della musica diffusa dalle major statunitensi della RIAA ma non è mai stato così duro lo scontro anche qui da noi tra i sostenitori delle libertà digitali e l'ancien régime della produzione industriale.

L'associazione, si legge in una nota ripresa anche su GeekPlace, invita "ad astenersi dagli acquisti di brani musicali o filmati video protetti dalla SIAE per tutto il mese di Marzo".

"Le iniziative della SIAE per lo sfruttamento della cultura a beneficio degli editori piuttosto che degli autori - si legge nell'appello - devono essere ridimensionate. A sostegno di una sensibilizzazione politica sul problema, l'unico modo di farsi valere, come fruitori, è di toccare i detentori dei diritti, che sono ormai considerati dinastici, nel portafoglio. Per il mese di Marzo asteniamoci quindi dall'acquisto di qualsiasi brano audio/video protetto dalla SIAE".

E non si parla solo di supporti, come CD o DVD, ma anche di rappresentazioni teatrali: il PP invita a non pagare la porzione SIAE dei biglietti di quegli esercizi in cui si rappresentano opere di Pirandello o Deledda, il cui lavoro è ormai libero da royalty.

Un boicottaggio a tutto tondo con cui, questa la speranza del PP, si potrebbe dare l'avvio ad una (r)evolution. Secondo l'associazione infatti i consumatori italiani hanno solo da giovarsi di una iniziativa di questo tipo, "affinché si possa finalmente dibattere su una più equa ripartizione dei diritti e dei doveri di chi specula sulla cultura e di chi alla cultura ha diritto".

fonte: punto informatico
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categoria:buone nuove, macroeconomia, passaparola, agire, economie alternative
domenica, 25 febbraio 2007
La questione dell'immondizia è una questione, per chi vive al di sopra di un certo meridiano, semplice ordinaria amministrazione. Per altri, come me, è sinonimo di morte, di inquinamento, di scorie tossiche, di tumori, di chemioterapie, di inadempienze politiche, di omertà, di malavita.
Eppure anche se è sinonimo di tutte queste cose difficilmente riuscirei a spiegare come mai è così, e certamente non sono in grado di raccontare tutte le malefatte, tutte le coltellate affondate nel grembo della nostra madre terra qui in campania.

Per fortuna c'è un libro che ci racconta tutto questo, chiedetelo nella vostra libreria, è importante che si diffonda!

Scheda sintetica del libro
:

Titolo: Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
Autore: Alessandro Iacuelli
Prezzo: versione cartacea a partire da € 12,46; e-book € 1,33
Dati: 15.24cm x 22.86cm, 236 pagine
Anno: 2007
Editore: Altrenotizie.org / Lulu
ISBN: 978-1-84753-184-1
Sinossi e breve recensione del libro
“Le vie infinite dei rifiuti” è un’inchiesta giornalistica di Alessandro Iacuelli in cui si ricostruisce il
viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell’ormai
cronica “emergenza rifiuti” della regione.
Il suo libro denuncia e racconta come oggi Napoli sia diventata un desolante paesaggio che agonizza
soffocato dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e perché la Campania sta morendo avvelenata da materiali
tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
Ciclicamente l’emergenza rifiuti in Campania torna a far parlare di sé non appena un qualcosa, anche
un episodio molto piccolo e apparentemente insignificante, interviene ad interrompere l’ormai oliato
sistema delle connivenze mafiose su cui gira da sempre una macchina illegale che lo Stato non riesce (o
non vuole riuscire) a sovvertire in alcun modo. Eppure, questa morsa di "monnezza" che opprime la
Campania potrebbe essere spazzata via. Basterebbe solo volerlo.
Perché, allora, non si vuole? Cosa c’è dietro un’inquietante immobilità della classe politica che
nonostante impegni gran parte del proprio tempo a raccogliere dati ed elementi sul problema, poi resta
colpevolmente silente quando si tratta di passare all'azione? E, soprattutto: chi guadagna montagne di
denaro sulla pelle delle persone?
Con una coraggiosa inchiesta giornalistica, Alessandro Iacuelli ha scavato nelle radici di questa
imbarazzante pagina della storia del nostro Paese ricostruendo nei dettagli il percorso che le ecomafie
hanno fatto in quindici anni per conquistare il “potere” sul territorio e garantirsi introiti stratosferici
attraverso traffici illegali che avvengono sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno muova un dito per
fermarli. Soprattutto quelli che avrebbero il dovere di farlo. Perchè la soluzione - anzi, le soluzioni - ci
sono eccome. E Iacuelli non le tace, così come non manca di ricordare nomi, circostanze, luoghi e
omertà che inchiodano i responsabili di questo scempio davanti all’opinione pubblica senza possibilità
di sconti.
Un’inchiesta, dunque, che consente a chiunque di vedere lucidamente i contorni del problema ed
arrivare a capire qual è oggi il vero “oro di Napoli”. E poter guardare negli occhi gli autori di questa
vergogna senza alcun timore.
L'autore:
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Attualmente fa parte della redazione della testata on-line
Altrenotizie (http://www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l’altro, inchieste sull’emergenza
gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare
“emergenza” che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la “sua” terra, il
commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica e
l’aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
Per ulteriori informazioni e contatti
http://rifiuti.alessandroiacuelli.net
martedì, 20 febbraio 2007
La Monsanto, multinazionale della chimica da qualche anno anche leader nelle biotecnologie e nella produzione di sementi transgeniche, è accusata di aver scaricato in Inghilterra numerosi rifiuti tossici risultato degli scarti della lavorazione industriale . La multinazionale avrebbe pagato 100 milioni di sterline per seppellire nel Galles del sud rifiuti speciali che hanno contaminato non solo il terreno ma anche tutta la catena alimentare.
In una discarica di Groesfaen, nei pressi di Cardiff, sono stati ritrovati materiali la cui tossicità è acclarata da anni: diossina, policlorobifenili, derivati dell’agente orange, un misto di due erbicidi il 245T e il 24D, che furono usati dai militari statunitensi nella guerra in Vietnam per la distruzione delle foreste. Tutti questi materiali sono stati sepolti in un terreno senza seguire le norme previste per i rifiuti speciali, nonostante il prezzo elevato pagato dall’industria per "infossare" questo materiale.

Leggi tutto>>>>
postato da: paskal007r alle ore 17:29 | Permalink | commenti
categoria:macroeconomia, corporations at work
sabato, 10 febbraio 2007
(ANSA) - ROMA, 9 FEB - Si' a una moratoria per le privatizzazioni dell'acqua che sono in corso. E' l'accordo raggiunto a Palazzo Chigi. All'incontro erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta e i ministri per l'Ambiente Pecoraro Scanio, per gli Affari Regionali Linda Lanzillotta e per la Solidarieta' sociale Paolo Ferrero. Nei prossimi giorni nascera' anche un comitato di ministri ad hoc per affrontare la questione dell'acqua.
postato da: paskal007r alle ore 20:47 | Permalink | commenti (3)
categoria:buone nuove, macroeconomia, agenzie riportate
martedì, 06 febbraio 2007
di Bianca Cerri

...

A Miami, terza città più povera d’America, in questi giorni gli hotels da 600 dollari a notte sono stracolmi di bionde imperiali accompagnate da maturi signori, disposti a sborsare fino a novemila dollari per un biglietto. L’offerta di sesso è sempre generosa a Miami, ma il super-bowl ha richiamato battaglioni di allegre fanciulle da ogni parte d’America. Inseguono soprattutto i giocatori ma non disdegnano la compagnia dei generosi turisti arrivati per l’occasione. I dirigenti NFL si fregano le mani al pensiero dei 400 milioni di dollari venduti e gli albergatori sono al settimo cielo per i pacchetti da diecimila dollari, champagne compreso, andati a ruba. A Bal Harbour le boutiques resteranno aperte giorno e notte per accogliere i turisti che passeggeranno sul tappeto rosso da due milioni di dollari voluto dal sindaco.


Per non correre rischi, i senzatetto di Umoja, una baraccopoli di casupole messe su con il cartone pressato e munite di rudimentali scolatoi che riescono solo parzialmente a drenare l’acqua piovana, sono stati trasferiti in un residence. Si tratta soprattutto di lavoratori regolari che non guadagnano abbastanza per pagarsi una vera casa. Arrivarono tutti assieme nel 1998, quando le autorità comunali li costrinsero a sloggiare da un’altra zona dopo aver dato alle fiamme i loro averi. Ci sono anche tre famiglie con bambini piccoli che condividono ogni momento della giornata con tutti gli altri. Gli esseri umani hanno sempre lottato per realizzare i propri sogni, ma in posti come Umoja, che in swahili significa “unione”, i sogni difficilmente sopravvivono alla realtà quotidiana. Chi ha una baracca in cui vivere e il rispetto dei suoi simili si considera già fortunato. La cucina e il barbecue sono in comune, i vegetali vengono coltivati negli orticelli attigui alle baracche e quello che c’è viene messo a disposizione della comunità.

....

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sabato, 03 febbraio 2007
Luciano Bertozzi -Nigrizia.it
Una legge Finanziaria 2007 positiva per l’industria militare. Saranno utilizzati anche i soldi del Tfr per finanziare la Difesa.

 E’ stato costituito un apposito Fondo per le esigenze di investimento per la difesa, nell’ambito del ministero della difesa, con uno stanziamento di 1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550 per il 2008 e di 1.200 milioni per il 2009. Il Fondo realizzerà programmi di investimento pluriennali per la difesa nazionale, per un totale di 4.450 milioni nel triennio 2007-2009. Dal 2010 ulteriori stanziamenti saranno stabiliti dalle successive leggi finanziarie.   Sempre nell’ambito del predetto Ministero è stato introdotto un Fondo per esigenze di mantenimento della difesa, con la dotazione di 350 milioni di euro nel 2007 e 450 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per un totale di 1.250 milioni nel triennio 2007-2009. In particolare il Fondo finanzierà interventi di sostituzione,ripristino, manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali infrastrutture ed equipaggiamenti, anche in funzione delle operazioni internazionali di pace. 

E’ previsto anche il rifinanziamento di investimenti nel settore aerospaziale, elettronico e per la produzione del caccia Eurofighter, da realizzare in base ad una coproduzione fra aziende italiane, inglesi, tedesche e spagnole. Per il biennio 2007-08 lo stanziamento è pari a 520 milioni di euro e di 310 milioni per gli anni successivi. Nel disegno di legge è contenuto anche il fondo per le missioni militari all’estero con una dotazione di un miliardo per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.   Inoltre, una parte del trattamento di fine rapporto (tfr) che i lavoratori dipendenti delle aziende private con più di 49 addetti non destineranno alla previdenza complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo statale che finanzierà anche un Fondo per le spese di funzionamento della Difesa, per un ammontare di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni nel 2008 e di 200 milioni nel 2009. Anche lo stanziamento per le navi FREMM, non è stato toccato, nonostante si tratti di circa 2 miliardi di euro, scaglionati fra il 2007 ed il 2010 compreso   E’ previsto anche un fondo di 25 milioni di euro per bonificare i poligoni militari e le navi, per la tutela del mare e del territorio ed un altro fondo di 15 milioni per interventi sanitari a favore dei militari italiani all’estero e delle popolazioni civili dove sono presenti missioni internazionali.

A fronte a tutti questi soldi per le armi non c’è nessuno stanziamento per la riconversione produttiva dal militare al civile; gli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo sono elevati a circa 650 milioni per ciascuno degli anni 2007,2008 e 2009, misura peraltro insufficiente ed il Fondo per lo sminamento umanitario è stato di poco ridotto rispetto alla misura 2006 (circa 2,2 milioni di euro annui, dimezzato rispetto allo stanziamento di qualche anno fa).Allo stesso modo l’Esecutivo non ha tenuto fede agli impegni presi in sede di G-8 sul Fondo globale per la lotta all’Aids, alla TBC ed alla malaria.   L’Esecutivo Prodi ha ceduto alla lobby delle armi ed ha autorizzato un rilevante programma di investimenti. Anche se in parte, sono rifinanziamenti di programmi già decisi in precedenza, tutto ciò appare ancor più grave, ove si consideri che il Governo Berlusconi era stato costretto ad operare, suo malgrado, delle riduzioni.   Il Governo si è mostrato poco sensibile alle richieste di parte del suo elettorato e di decine di parlamentari della Maggioranza che hanno chiesto un drastico taglio delle spese militari, per dirottarle verso quelle sociali, di aumentare i fondi della cooperazione e di stanziare risorse per la riconversione produttiva verso il settore civile. Nel corso del travagliato iter parlamentare la finanziaria, sugli investimenti militari, ha subito tagli minimi, mentre ad esempio sono stati ridotti i fondi per la ricerca e la scuola. Allo stesso modo l’Esecutivo non ha ancora dato attuazione al programma elettorale dell’Unione che ha previsto la diminuzione delle spese militari.