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"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

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sabato, 21 aprile 2007

In questi giorni Travaglio lancia, quasi inascoltato, un grido di disperato allarme dalle pagine dell'unità. Passate parola, è importante.

"L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.

“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.

“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”.

L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. ... Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini."

domenica, 08 aprile 2007
Tra antiche divinità nordiche e simbologie pagane

di Andrea Romanazzi

Introduzione

Nella religione cristiana grande importanza ha la festività di Pasqua, la Resurrezione di Cristo che con il suo sacrificio cancella le ataviche colpe umane.
Tra le pieghe di questa festa religiosa, però, sono ben nascosti molti simboli e tradizioni di origine pagana, ricordi di altre e ben più antiche festività poi cancellate dal Cristianesimo con una vera e propria opera di sincretismo.

Inizieremo così un viaggio che ci porterà tra le desolate lande dell'Europa del nord, alla ricerca di antiche divinità celtiche che ci aiuteranno a scoprire le vere origini e i simboli di questa festività.

Per effettuare un esame etimologico della "Pasqua" dobbiamo rifarci al termine inglese "Easter" che ci riporterebbe ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e in particolare ad una antica divinità pagana, la Dea Eostre.

Questa antica Dea non è molto conosciuta nella mitologia nordica, viene menzionata per la prima volta dal Venerabile Bede (679-735) nel suo "De Temporum Ratione" dove è messa in relazione alla primavera e alla fertilità dei campi.
Infatti il nome sembrerebbe provenire da aus o aes e cioè Est, dunque è una divinità legata al sole nascente e al suo calore, del resto il tema dei fuochi e del ritorno dell'astro sarà un tema ricorrente nel proseguo delle tradizioni pasquali.

Le origini di questa Dea però non sono molto chiare, dalle caratteristiche sembrerebbe una divinità nordica, anche se non viene per nulla citata nella mitologia celtica, tanto da far credere ad alcuni studiosi che si tratti di una divinità inventata dallo stesso Bede, spiegazione non molto plausibile in quanto un religioso cristiano non avrebbe avuto bisogno di creare una nuova divinità in un pantheon pagano già molto ricco e variegato.

Il Grimm, noto studioso di mitologia nordica nel suo "Teutonic Mythology" descrive Eostre come una divinità pagana portatrice di fertilità e la collega alla luce dell'Est e in particolare all'equinozio di Primavera che veniva chiamato dai popoli celti "Eostur-Monath" e successivamente di "Ostara".

Uova pasquali e il mistico coniglio

Interessante tradizione tipica della Pasqua è lo scambio delle uova di cioccolato, in Germania ad esempio vi è l'usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal "coniglio pasquale", in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto.

Questa tradizione è fortemente legata al culto della Dea precedentemente descritta, infatti nelle tradizioni pagane si celebrava il ritorno della Dea andando a scambiarsi uova "sacre" sotto l'albero ritenuto "magico" del villaggio, usanza che dunque collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.

Simbolo della Dea è la lepre o il coniglio che in realtà rappresenta la stessa divinità che si rende immanente e concepisce se stessa come divinità dei boschi.

Questo carattere sembrerebbe far ritornare l'idea di Eostre come Dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che, come vedremo, sono collegate anch'esse a tale festività. L'animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre, sancendo così la sacralità dell'animale.

Una delle credenze dell'uomo antico era quella che, cibandosi dell'animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino che è insita nella sua immanenza.

Questa tradizione è ripresa poi anche dai pani dolci a forma di zig-zag che vorrebbero rappresentare l'animale e anche la runa Gebo o la ruota solare.
Anche l'uovo non è scelto a caso ma è da sempre simbolo di rinascita. Per l'antico raccoglitore e cacciatore la Primavera portava gli uccelli a deporre le proprie uova e dunque ad avere un nuovo sostentamento dopo l'austerità dell'inverno. La stessa deposizione di uova differenti da parte delle diverse specie di uccelli potrebbe portare all'idea delle uova differentemente dipinte che si sono poi tramandate fino ai giorni nostri.

L'uovo diventa così potente talismano di fertilità e vita come testimoniato dalle usanze delle uova sacre Russe o Ucraine ove il cibarsi di questo alimento celebrerebbe la rinascita del sole e il ritorno delle stagioni dell'abbondanza.

L'idea del "sacro" uovo si è così tramutata nel tempo, basti pensare all'uovo alchemico di Hermete Trismegisto o agli antichi romani per i quali "omne vivum ex ovo". Una leggenda narra ad esempio che Maria Maddalena si presentò all'imperatore Tiberio con un uovo dal guscio rosso , o ancora la Vergine Maria donò a Ponzio Pilato un cesto di uova colorate per implorare la liberazione del Cristo. Il cibarsi delle uova, così, diventa un rituale collettivo di partecipazione alla nuova vita e dunque alla resurrezione.

La reminiscenza dello spirito arboreo

Come possiamo notare dunque la Pasqua è una festa dalle origini antichissime e che si collega ai rituali naturali e alla sacralità degli alberi, essa altro non sarebbe che un'altra forma di venerazione, di quel principio agreste basato sulla morte e rinascita dello spirito della vegetazione rappresentato spesso nell'uccisione e nella risurrezione della Dea o successivamente dell'Uomo Selvatico.

Una tradizione interessante è quella dei cosi detti Giardini di Adone: in particolare nell'area orientale si venerava, sotto i nomi di Tammuz e Adone, la decadenza e la rinascita annuale della vita e anche se le fonti intorno a queste divinità sono frammentarie e oscure, da esse deduciamo che morissero ogni anno per poi risorgere. Ad esse era dedicato una specie di giardino che altro non era che un simbolo basato sul principio della Magia Imitativa, cioè che il simile produce il simile: realizzare questi giardini fioriti era un modo per incoraggiare la crescita delle messi.

Si schiude come di incanto la spiegazione di un rituale creduto cristiano ma che affonda le sue radici nel paganesimo, i "sepolcri", realizzati il Venerdì Santo per il Cristo con piante, spighe e fiori, veri "giardini" realizzati sulla tomba del dio morto creando un legame ancora più stretto tra festività e rituali arborei.

Anche la simbologia dell'agnello o meglio del "capretto" sarebbe strettamente legata al culto arboreo nello stesso significato della lepre per la Dea Eostre. La capra infatti, errando nei boschi, rosicchia le cortecce degli alberi danneggiandoli notevolmente, così solo il dio della vegetazione si nutre della pianta da esso personificata, e dunque lo stesso animale non può che essere sacro.

Come nel caso delle uova, l'uomo antico mangiando la carne dell'animale crede di acquistare e assorbire una parte di divinità. Pertanto il cibarsi di animali sacri per il dio è un sacramento solenne come la celebrazione di Gesù, rappresentato da un Agnello che ancora oggi, in molte parti di Italia si consuma.

"…io sono l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo…"


La festa del fuoco

Strettamente connesso con i rituali legati alla vegetazione e alla rinascita è la tradizione pasquale di accendere falò. I cosi detti fuochi di gioia da cui poi deriverebbe la tradizione del cero pasquale.

In Germania ad esempio i contadini raccolgono tutti i rami secchi che trovano nelle loro campagne per poi farne un enorme rogo e spargere le ceneri nei campi per propiziare il raccolto, mentre tizzoni accesi vengono portati all'interno delle case come protezione dagli spiriti maligni. Tali rituali li troviamo anche in molte altre parti d'Europa e nella nostra stessa Italia.

La spiegazione data è molteplice, per alcuni si tratterebbe di un rito purificatorio, in sintonia con quello che poi sarebbe il significato della Pasqua cristiana, del resto è abitudine spesso bruciare in questi roghi delle effigie stregonesche o un fantoccio costituito da sterpaglie che comunemente viene chiamato "Giuda".
In realtà la tradizione ben si sposa con il concetto di Magia Imitativa molto caro all'uomo antico, infatti la festa legata all'equinozio di primavera è strettamente legata alla rinascita del Sole dopo la sua morte, il buio e la luce si equivalgono per poi far prendere il sopravvento di quest'ultima.

I rituali erano così un modo di imitare il cammino dell'astro o ancora di portare in terra parte del suo calore infatti l'usanza di far ruzzolare ruote infuocate giù per una collina o il correre nei campi con le fiaccole accese fa proprio passare per una imitazione del percorso solare nel cielo.

In questa tradizione fortemente pagana si inserisce il cero pasquale, il fuoco sacro alla religione Cristiana che anche in questo caso attinge a piene mani dal mistico sacco dei rituali pagani. Così ecco che nelle chiese si spengono le luci, proprio a rappresentare il dominio assoluto del buio, visto solo successivamente come male, poi trionfa la luce, simboleggiata dal cero dal quale si accendono le varie candele, che si portano a casa come i pagani portavano i loro tizzoni accesi: un mistico intreccio di culture e credenze che si fondono in antichi rituali e simbologie che si perdono nella notte dei tempi.


Bibliografia:

J.Frazer: "Il Ramo d'Oro" Bolati-Boringhieri

A.Romanazzi: "La Dea Madre e il culto Betilico: Antiche conoscenze tra mito e folklore" Levante Editore Feb.2003
postato da: paskal007r alle ore 17:51 | Permalink | commenti
categoria:religione, grandi menzogne, dura a morire
sabato, 07 aprile 2007
Una nuova legge è stata approvata dalla Duma moscovita, ora in attesa della sola vidimazione da parte del sindaco della città, stabilisce la totale impossibilità pratica di organizzare qualsivoglia manifestazione, uccide il diritto delle masse di esprimere pubblicamente dissenso.
Certo, non si abolisce formalmente il diritto, ci si limita a renderlo impossibile da reclamare nella pratica, dopotutto l'effetto non cambia, ma si risparmiano parecchie accuse dall'europa, che per molto meno ha messo sotto embargo la palestina.
Si vieta che in un corteo ci siano più di due persone per metro quadro, così la piazza rossa (capienza mezzo milione) può ospitare appena quarantamila individui.
Divieto totale poi di manifestare vicino ad un qualsiasi luogo di interesse storico o artistico, come se fosse più importante tutelare la viabilità delle strade del centro o la visibilità di un monumento a Lenin che i diritti di una popolazione.
Ma tanto i manifestanti non noteranno grosse differenze: infatti fin ora già prima di arrivare lì dove una simile infrazione potrebbe essergli contestata venivano gentilmente caricati su cellulari e arrestati. Almeno questo è successo una quindicina di giorni fa, a 200 persone. Neppure il tempo di arrivare in città, alla stazione degli autobus e a quella ferroviaria li attendevano gli sfollagente, le camionette, un passaggio per uno stadio vicino dove sono stati ammassati.
Persino lo scacchista campione mondiale, Kasparov ha deciso di entrare nella scena politica e combattere contro il regime, guidando l'opposizione, anche in piazza. Per questo oggi è costretto a girare con una scorta di cinque uomini armati, quando si trova in Russia .
La situazione è tragica anche per i giornalisti che, diversamente dai nostri, fanno il loro dovere.
E' recente caso di Viktor Shmakov il quale è sotto processo con l'accusa di "istigazione all'insubordinazione alle autorità legittime", la stessa cosa che fecero Martin Luther King o Ghandi per intenderci.
Rischia cinque anni di carcere, per aver osato criticare il regime russo nel suo giornale.

Ma forse la notizia che merita maggior rilievo è l'esistenza di prigioni dei servizi segreti. La notizia è recente e la racconta il "novaja gazeta", il giornale della martire Politovskaia, sembra infatti che la duma stessa abbia approvato la legge che garantisce loro il controllo di alcune strutture detentive. In questi centri cosa succederà?
Facile indovinarlo, un servizio segreto a chi dovrà mai rendere conto delle persone che finiscono in simili centri, a chi se ogni sua operazione è coperta dal mistero?
Nessuno potrà impedire torture, indiscriminate operazioni di polizia, rapimenti, abusi di potere.

Questo e altro nella alleata dittatura russa.
sabato, 17 marzo 2007
Khalid Sheikh Mohammed, catturato ed imprigionato a Guantanamo già da più di quattro anni, ha infine confessato di essere la mente che ha ideato ed organizzato gli attentati dell'undici settembre 2001 e quelli del 1993 contro le stesse torri, oltre ad altri 27 crimini di cui sarebbe stato la mente.

La confessione è stata rilanciata su tutti i media, finalmente il mandante dell'11/9 confessa.
Quello che forse pochi hanno notato è che la confessione è stata resa a Guantanamo, sotto la tortura dell'annegamento ("Water Boarding"), di certo non ne hanno fatto accenno nei tg. Khalid addirittura, secondo quanto dichiarato dagli stessi ufficiali C.I.A. avrebbe resistito un "tempo record di due minuti e mezzo circa alla tortura del Water Boarding prima di iniziare a confessare".
Quello che Luogocomune.net sottolinea con prova di buona memoria storica è che il reo confesso di essere la mente dell'undici settembre in realtà c'era già, infatti la confessione era già stata estorta con la tortura nel lontano 2003 allo stesso Khalid.
Va anche ricordato che l'attentato del 1993, che lui ha "confessato", venne effettuato da una cellula che era stata infiltrata e finanziata dall'FBI, la quale aveva anche autorizzato l'attentato, come provarono delle registrazioni pubblicate sul New York Times.
A questa notizia si aggiunge il ricordo della presunta infermità mentale di Mohammed Atta (il "ventesimo attentatore" condannato per il dirottamento che non sarebbe riuscito a commettere), costretto a non difendersi da solo proprio in virtù di tale follia, della quale non ha dato nessun segno nè prima, nè durante, nè dopo il processo.
Dopo queste notizie lo stile d'indagine dell'amministrazione USA non può non ricordare quello della Russia sovietica, in cui i criminali confessavano crimini di cui erano innocenti, e chi era contro la verità ufficiale veniva spesso internato in manicomio.

Un'altra notizia vecchia quanto ignorata da chi sceglie quali far conoscere al pubblico e quali no: secondo la rivista New Statesmen, il governo americano ha offerto al governo pakistano una sostanziosa taglia per ogni "combattente nemico" che gli fosse stato consegnato generando così il rastrellamento sommario di  circa 689 individui venduti senza neppure che li si sospettasse di alcun legame con il terrorismo. Il quotidiano La Jornada quantifica che il 95% dei prigionieri di Guantanamo sia stato comprato in questa maniera.

Ma cosa spinge la C.I.A. a fare tutto questo?
Riflettiamoci, che senso ha subire le proteste di tutto il mondo per le atroci torture inflitte a persone che sono state comprate al mercato delle taglie, senza che possano avere oggettivamente delle informazioni utili?
Che beneficio possono sperare di trarne i generali a stelle e strisce dalla spesa di milioni di dollari solo per acquistare inutili riempitivi per celle e di altri milioni di dollari per estorcergli infornazioni che non hanno?
Forse si potrebbe trattare di un'elaborata mess'inscena per far si che si possano loro imboccare le confessioni giuste?
Per quanto abbiano fatto anche questo ciò non basta a spiegare un simile sforzo politico ed economico.
Inoltre perchè creare Guantanamo e le altre prigioni extraterritoriali della tortura per qualcosa che avrebbero potuto fare con comodo in una qualsiasi struttura militare?

No, il motivo deve essere ben più profondo.
Il motivo è più probabilmente che questi teocrati della violenza hanno voluto creare dei luoghi in cui potessero infrangere ogni legge ed ogni regola morale, una dimostrazione di potere assoluto e arbitrario, ma anche dei luoghi di totale impunità, luoghi che garantiscono un grande potere. Il motivo è anche che se li si accusa di eccessivo zelo nel perseguire i terroristi non li si può accusare nè dell'averli creati, nè dell'essere i veri organizzatori e realizzatori degli attentati stessi, e neppure di aver scatenato una guerra senza motivo.

Motivi quindi sia tattici che propagandistici, di un tentativo di eversione dell'ordine democratico e costituzionale delle grandi nazioni industrializzate in cui il cittadino è ancora libero di dissentire oggi un pò meno di ieri, ma ancora un pò più di domani.
sabato, 10 marzo 2007

COMUNICATO STAMPA DEL 07/03/07

 

SENATO, AUDIZIONE AIFA: UN’OFFESA ALLA COMMISSIONE SANITA’

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in audizione in Senato per ottenere il via libera all’introduzione del Ritalin® in Italia ed all’attivazione del Registro Nazionale dei bambini in terapia con psicofarmaci.La Commissione ha espresso un parere positivo, ma sulla base di una descrizione dello scenario del tutto parziale da parte dell’AIFA, che ha omesso documenti importanti: questo è a nostro avviso offensivo per tutti i Senatori e per noi addetti ai lavori del settore salute. Non siamo stupiti di quest’ottimo “servizio” a big pharma: ai vertici dell’AIFA siede un ex dirigente di FarmIndustria”.

 

 

Si è tenuta ieri l’audizione in Commissione Sanità del Senato di Nello Martini, Direttore dell’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, massimo organismo di controllo sanitario in Italia, per ottenere l’assenso alla strategia di reintroduzione del Ritalin® in Italia e all’attivazione del Registro per monitorare i bambini in terapia con psicofarmaci. Nel corso dell’audizione il rappresentante dell’AIFA ha da un lato ammesso l’esistenza di abusi in altri paesi, e dall’altro rassicurato i Senatori circa il presunto “approccio prudenziale” dell’AIFA stessa a queste delicate tematiche. “Come cittadini e come addetti ai lavori del settore salute siamo sconcertati dalla descrizione del tutto parziale, e quindi non genuina, rappresentata dall’AIFA alla Commissione Sanitàha dichiarato Luca Poma, portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia. Pur di ottenere il via libera, l’Agenzia ha omesso ad esempio di illustrare nel dettaglio gli ultimi ‘warnings’ della Food and Drug Administration, che allertano tutti i medici americani circa il rischio di crisi maniaco-depressive, ictus, arresto cardiaco e morte improvvisa dei bambini in terapia con questi psicofarmaci, anche bimbi sani che non avevano mai avuto queste patologie. Questo atteggiamento di fatto reticente nei confronti della Commissione è a nostro avviso irriguardoso verso i Senatori presenti, autorevoli rappresentanti del popolo la cui opinione rischia di venire così viziata da tali gravi omissioni. L’AIFA ha “dimenticato” di spiegare alla Commissione che i protocolli diagnostico-terapeutici, elaborati con l’Istituto Superiore di Sanità e classificati come “documenti confidenziali”, sono totalmente orientati verso la terapia farmacologica, e ignorano in larga misura le alternative al farmaco, anche se scientificamente testate, e che inoltre non vengono stanziate risorse aggiuntive per garantire la presa in carico del bimbo, se non a base di psicofarmaci. D’altra parte – conclude Poma – non ci stupisce che l’AIFA – al di la delle chiacchiere – non tuteli i piccoli pazienti, dal momento che la Presidente del Consiglio di Amministrazione AIFA, organo che darà nel corrente mese di marzo il via libera definitivo alla somministrazione di questi psicofarmaci ai bimbi italiani, prima di occupare questo incarico era un’alta dirigente di FarmIndustria, la lobby dei produttori di farmaci: ecco che i “controllati” siedono nei posti chiave degli organismi di controllo, con buona pace del diritto alla salute dei minori italiani. Non comprendiamo come possa il Ministro Turco continuare a tollerare questo grave conflitto d’interesse”. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini”®, che rappresenta centotredici associazioni ed enti, si oppone fermamente a questa strategia, ed ha già anticipato azioni in sede giudiziaria.

 

Media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org

martedì, 06 marzo 2007
C'è chi dice che Fede e Ragione non sono contrapposte, niente di più falso.

Non c'è molto da dire, bastano poche e semplici parole, due righe, ma per una volta voglio essere puntiglioso e fare una dimostrazione "passo passo".

Prendiamo la logica, strumento principe della Ragione.
Se qualcosa è contro la logica è anche contro la Ragione, su questo assioma fondamentale non credo ci siano dubbi.
Nella logica esiste un errore comune, detto "Ricorso all'autorità" ne incollo la definizione dal Nikzor project (un sito che tratta di errori logici sia in italiano che in inglese).

Descrizione di Ricorso all'autorità

Un Ricorso all'autorità è un errore con la seguente forma:

  • La persona A è (o si afferma che sia) un'autorità sull'argomento S.
  • La persona A fa l'affermazione C sull'argomento S.
  • Quindi, C è vero.
  • [...]

    Quando una persona cade preda di questo errore, sta accettando una tesi come vera senza che ci siano adeguate prove per farlo. Più specificamente, sta accettando la tesi perchè crede che la persona che fa l'affermazione sia un vero esperto e che quindi sia ragionevole accettare l'affermazione. Dato che la gente tende a credere alle autorità (e ci sono, infatti, buone ragioni per accettare alcune affermazioni fatte dalle autorità) questo errore è piuttosto comune.

    In pratica è un errore il ritenere vera una affermazione in base all'autorità della fonte di questa affermazione.

    In logica, palesemente, è anche un errore prendere per vera una affermazione in maniera arbitraria, in base ad un proprio convincimento.

    Ecco invece la definizione di FEDE, in ambito religioso, secondo il dizionario di Sapere.it:

    féde

    s. f.

    credenza ferma e certa che si fonda su un interiore convincimento o su un'adesione all'autorità di altri, senza bisogno di prove di fatto o di dimostrazioni logiche

    Insomma per la logica dato che "ritenere vera una affermazione in base alla sola autorità altrui" o "in base alla sola propria arbitraria volontà" è un errore e per definizione aver Fede è esattamente questo, ciò vuol dire che per la Ragione aver Fede è un errore.

    Quindi abbiamo dimostrato che la Ragione è contro la Fede.

    Dal punto di vista della Fede invece si possono avere diversi casi:

    O il fedele ritiene di essere irrazionale o il fedele ritiene di essere razionale.

    Se ritiene di essere irrazionale, è automaticamente vero che nel suo caso non si può aver Fede e Ragione contemporaneamente, per propria ammissione.

    Se invece ritiene di essere razionale, allora ritiene anche che la sua situazione non è una contraddizione, perchè se sapesse di essere in contraddizione ammetterebbe di essere irrazionale e quindi rientrerebbe nel caso precedente.

    Dato che come abbiamo dimostrato nella prima parte essere razionali significa anche considerare la Fede un errore allora se si ha Fede e si è razionali si deve anche considerare un errore la Fede il che è una contraddizione! A questo punto o il fedele ritiene di essere irrazionale e torna al primo caso, o decide di accettare la contraddizione e pretendere contemporaneamente di essere razionale. Ma ammettere di accettare una contraddizione è come ammettere di rifiutare una regola fondamentale della logica, il principio di non-contraddizione. Quindi equivale a rifiutare la Ragione.

    In conclusione per ognuno dei casi esaminati in cui si ha Fede (altri casi non esistono) non si può avere anche Ragione, quindi possiamo anche dire che la Fede è contro la Ragione.

    Quindi in base a quanto detto Fede e Ragione non possono coesistere.

    Questo vale per le persone dotate di Ragione, le persone dotate di Fede decideranno o che possono fare a meno della Ragione o, in base ad un loro "interiore convincimento", che questa dimostrazione logica è sbagliata, per Fede appunto, ma così facendo andrà contro la Ragione.
    postato da: paskal007r alle ore 18:20 | Permalink | commenti (6)
    categoria:religione, stupidità, grandi menzogne, dura a morire
    domenica, 04 marzo 2007
    W l'Italia, un programma di raitre, stasera ha deciso di deliziarci con un'inchiesta che mostra come è finita questa schifosa Italia del lassismo assoluto.
    Il clientelismo alla luce del sole, così, come se nulla fosse, un "capo elettore" rivela di favoritismi, reti di voto di scambio e tutto quel disgustoso marciume in cui annega catanzaro e la nazione intera. Sotto l'occhio della telecamera raccomanda uno studente per un esame universitario. Rivela che controlla tutti i voti che gli vengono promessi, voti che di fatto non sono segreti.

    I programmi non contano nulla, i partiti nemmeno, solo gli scambi di favori. Messo a nudo tutto quel marcio, passato finora sotto il nome di politica, in realtà miserabile lotta tra simoniaci delle poltrone. Metà degli elettori, o forse tutti, si vendono al miglior offerente, per cosa? favori, come un posto di lavoro o saltarsi la coda per un esame medico.

    Piatti di lenticchie.

    Cosa ci si è venduti? la crocetta su un foglio, la vita, l'anima... L'Italia intera. E' per colpa di questi venduti, di questi corrotti, si, corrotti elettori se le amministrazioni sono così inette, se la 'ndrangheta, la camorra o cosa nostra trova con chi accordarsi una volta passate le elezioni, se la legge viene buttata giorno per giorno nella spazzatura assieme ai nostri diritti e ai nostri soldi!

    E gli onesti invece ancora stanno lì a chiedersi quale sia tra i due gruppi di corrotti il meno peggio a scannarsi pur di stare nella padella anzichè nella brace senza rendersi conto che fritti o arrostiti sempre cotti e mangiati si finisce. Senza rendersi conto che quei pochi che ogni tanto decidono di prendere la mentalità giusta, la mentalità del non accontentarsi di quelle briciole che i corrotti lasciano per mandare avanti la farsa, la mentalità di pretendere il giusto, il rispetto del mandato popolare, vengono scannati in pubblico per aver osato fare il loro dovere, e il nostro bene.

    Si dirà che "altrimenti vince l'altro", che bisogna votare "contro", che bisogna "fermarli". Ma alla fine cosa si fa? Cos'è che vincono? poltrone e stipendi d'oro, nient'altro. Chi governa, chi fa le leggi è il parlamento, non i ministri, non il presidente del consiglio. Se anche vince una coalizione e riesce a mettere i suoi uomini al potere, quella coalizione non potrà far nulla senza i numeri sia alla camera dei deputati che al senato! E allora che succederà? nulla, i soliti corrotti faranno il salto della quaglia e verranno ben ricompensati, ma noialtri avremo imparato di chi ci si può fidare e di chi no.

    E' ora che la divisione si smetta di subirla, quella patetica illusione di dividersi tra destra e sinistra; in un paese tanto incivile quale è il nostro una cosa simile non esiste, è ora di cominciare a fare la divisione ma tra brave persone e farabutti, tra chi vuole che le regole si facciano per rispettarle e chi vuole che si facciano solo per evitarle ai raccomandati, ai venduti, agli uomini di partito, ai vermi, ai corrotti, agli amici degli amici. Anche questa, in fondo, è mafia!

    Non ne usciremo in tempi brevi, non basteranno nè cinque nè dieci anni. Se saremo fortunati la prossima generazione avrà a malapena la possibilità di assistere al conflitto tra onesti e corrotti. E bisogna iniziare a muoversi nelle sedi istituzionali, nei consigli comunali, nelle giunte regionali, nel parlamento, non soltanto nei movimenti o nei comitati che in fin dei conti più che fare pressione sui politici non possono. Non è possibile cambiare i politici, bisogna CAMBIARE POLITICI!

    Ma se non si comincia, non si finisce.
    domenica, 25 febbraio 2007
    La questione dell'immondizia è una questione, per chi vive al di sopra di un certo meridiano, semplice ordinaria amministrazione. Per altri, come me, è sinonimo di morte, di inquinamento, di scorie tossiche, di tumori, di chemioterapie, di inadempienze politiche, di omertà, di malavita.
    Eppure anche se è sinonimo di tutte queste cose difficilmente riuscirei a spiegare come mai è così, e certamente non sono in grado di raccontare tutte le malefatte, tutte le coltellate affondate nel grembo della nostra madre terra qui in campania.

    Per fortuna c'è un libro che ci racconta tutto questo, chiedetelo nella vostra libreria, è importante che si diffonda!

    Scheda sintetica del libro
    :

    Titolo: Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
    Autore: Alessandro Iacuelli
    Prezzo: versione cartacea a partire da € 12,46; e-book € 1,33
    Dati: 15.24cm x 22.86cm, 236 pagine
    Anno: 2007
    Editore: Altrenotizie.org / Lulu
    ISBN: 978-1-84753-184-1
    Sinossi e breve recensione del libro
    “Le vie infinite dei rifiuti” è un’inchiesta giornalistica di Alessandro Iacuelli in cui si ricostruisce il
    viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell’ormai
    cronica “emergenza rifiuti” della regione.
    Il suo libro denuncia e racconta come oggi Napoli sia diventata un desolante paesaggio che agonizza
    soffocato dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e perché la Campania sta morendo avvelenata da materiali
    tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
    Ciclicamente l’emergenza rifiuti in Campania torna a far parlare di sé non appena un qualcosa, anche
    un episodio molto piccolo e apparentemente insignificante, interviene ad interrompere l’ormai oliato
    sistema delle connivenze mafiose su cui gira da sempre una macchina illegale che lo Stato non riesce (o
    non vuole riuscire) a sovvertire in alcun modo. Eppure, questa morsa di "monnezza" che opprime la
    Campania potrebbe essere spazzata via. Basterebbe solo volerlo.
    Perché, allora, non si vuole? Cosa c’è dietro un’inquietante immobilità della classe politica che
    nonostante impegni gran parte del proprio tempo a raccogliere dati ed elementi sul problema, poi resta
    colpevolmente silente quando si tratta di passare all'azione? E, soprattutto: chi guadagna montagne di
    denaro sulla pelle delle persone?
    Con una coraggiosa inchiesta giornalistica, Alessandro Iacuelli ha scavato nelle radici di questa
    imbarazzante pagina della storia del nostro Paese ricostruendo nei dettagli il percorso che le ecomafie
    hanno fatto in quindici anni per conquistare il “potere” sul territorio e garantirsi introiti stratosferici
    attraverso traffici illegali che avvengono sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno muova un dito per
    fermarli. Soprattutto quelli che avrebbero il dovere di farlo. Perchè la soluzione - anzi, le soluzioni - ci
    sono eccome. E Iacuelli non le tace, così come non manca di ricordare nomi, circostanze, luoghi e
    omertà che inchiodano i responsabili di questo scempio davanti all’opinione pubblica senza possibilità
    di sconti.
    Un’inchiesta, dunque, che consente a chiunque di vedere lucidamente i contorni del problema ed
    arrivare a capire qual è oggi il vero “oro di Napoli”. E poter guardare negli occhi gli autori di questa
    vergogna senza alcun timore.
    L'autore:
    Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Attualmente fa parte della redazione della testata on-line
    Altrenotizie (http://www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l’altro, inchieste sull’emergenza
    gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
    Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare
    “emergenza” che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la “sua” terra, il
    commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica e
    l’aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
    Per ulteriori informazioni e contatti
    http://rifiuti.alessandroiacuelli.net
    martedì, 06 febbraio 2007
    di Bianca Cerri

    ...

    A Miami, terza città più povera d’America, in questi giorni gli hotels da 600 dollari a notte sono stracolmi di bionde imperiali accompagnate da maturi signori, disposti a sborsare fino a novemila dollari per un biglietto. L’offerta di sesso è sempre generosa a Miami, ma il super-bowl ha richiamato battaglioni di allegre fanciulle da ogni parte d’America. Inseguono soprattutto i giocatori ma non disdegnano la compagnia dei generosi turisti arrivati per l’occasione. I dirigenti NFL si fregano le mani al pensiero dei 400 milioni di dollari venduti e gli albergatori sono al settimo cielo per i pacchetti da diecimila dollari, champagne compreso, andati a ruba. A Bal Harbour le boutiques resteranno aperte giorno e notte per accogliere i turisti che passeggeranno sul tappeto rosso da due milioni di dollari voluto dal sindaco.


    Per non correre rischi, i senzatetto di Umoja, una baraccopoli di casupole messe su con il cartone pressato e munite di rudimentali scolatoi che riescono solo parzialmente a drenare l’acqua piovana, sono stati trasferiti in un residence. Si tratta soprattutto di lavoratori regolari che non guadagnano abbastanza per pagarsi una vera casa. Arrivarono tutti assieme nel 1998, quando le autorità comunali li costrinsero a sloggiare da un’altra zona dopo aver dato alle fiamme i loro averi. Ci sono anche tre famiglie con bambini piccoli che condividono ogni momento della giornata con tutti gli altri. Gli esseri umani hanno sempre lottato per realizzare i propri sogni, ma in posti come Umoja, che in swahili significa “unione”, i sogni difficilmente sopravvivono alla realtà quotidiana. Chi ha una baracca in cui vivere e il rispetto dei suoi simili si considera già fortunato. La cucina e il barbecue sono in comune, i vegetali vengono coltivati negli orticelli attigui alle baracche e quello che c’è viene messo a disposizione della comunità.

    ....

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    sabato, 03 febbraio 2007
    Luciano Bertozzi -Nigrizia.it
    Una legge Finanziaria 2007 positiva per l’industria militare. Saranno utilizzati anche i soldi del Tfr per finanziare la Difesa.

     E’ stato costituito un apposito Fondo per le esigenze di investimento per la difesa, nell’ambito del ministero della difesa, con uno stanziamento di 1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550 per il 2008 e di 1.200 milioni per il 2009. Il Fondo realizzerà programmi di investimento pluriennali per la difesa nazionale, per un totale di 4.450 milioni nel triennio 2007-2009. Dal 2010 ulteriori stanziamenti saranno stabiliti dalle successive leggi finanziarie.   Sempre nell’ambito del predetto Ministero è stato introdotto un Fondo per esigenze di mantenimento della difesa, con la dotazione di 350 milioni di euro nel 2007 e 450 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per un totale di 1.250 milioni nel triennio 2007-2009. In particolare il Fondo finanzierà interventi di sostituzione,ripristino, manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali infrastrutture ed equipaggiamenti, anche in funzione delle operazioni internazionali di pace. 

    E’ previsto anche il rifinanziamento di investimenti nel settore aerospaziale, elettronico e per la produzione del caccia Eurofighter, da realizzare in base ad una coproduzione fra aziende italiane, inglesi, tedesche e spagnole. Per il biennio 2007-08 lo stanziamento è pari a 520 milioni di euro e di 310 milioni per gli anni successivi. Nel disegno di legge è contenuto anche il fondo per le missioni militari all’estero con una dotazione di un miliardo per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.   Inoltre, una parte del trattamento di fine rapporto (tfr) che i lavoratori dipendenti delle aziende private con più di 49 addetti non destineranno alla previdenza complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo statale che finanzierà anche un Fondo per le spese di funzionamento della Difesa, per un ammontare di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni nel 2008 e di 200 milioni nel 2009. Anche lo stanziamento per le navi FREMM, non è stato toccato, nonostante si tratti di circa 2 miliardi di euro, scaglionati fra il 2007 ed il 2010 compreso   E’ previsto anche un fondo di 25 milioni di euro per bonificare i poligoni militari e le navi, per la tutela del mare e del territorio ed un altro fondo di 15 milioni per interventi sanitari a favore dei militari italiani all’estero e delle popolazioni civili dove sono presenti missioni internazionali.

    A fronte a tutti questi soldi per le armi non c’è nessuno stanziamento per la riconversione produttiva dal militare al civile; gli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo sono elevati a circa 650 milioni per ciascuno degli anni 2007,2008 e 2009, misura peraltro insufficiente ed il Fondo per lo sminamento umanitario è stato di poco ridotto rispetto alla misura 2006 (circa 2,2 milioni di euro annui, dimezzato rispetto allo stanziamento di qualche anno fa).Allo stesso modo l’Esecutivo non ha tenuto fede agli impegni presi in sede di G-8 sul Fondo globale per la lotta all’Aids, alla TBC ed alla malaria.   L’Esecutivo Prodi ha ceduto alla lobby delle armi ed ha autorizzato un rilevante programma di investimenti. Anche se in parte, sono rifinanziamenti di programmi già decisi in precedenza, tutto ciò appare ancor più grave, ove si consideri che il Governo Berlusconi era stato costretto ad operare, suo malgrado, delle riduzioni.   Il Governo si è mostrato poco sensibile alle richieste di parte del suo elettorato e di decine di parlamentari della Maggioranza che hanno chiesto un drastico taglio delle spese militari, per dirottarle verso quelle sociali, di aumentare i fondi della cooperazione e di stanziare risorse per la riconversione produttiva verso il settore civile. Nel corso del travagliato iter parlamentare la finanziaria, sugli investimenti militari, ha subito tagli minimi, mentre ad esempio sono stati ridotti i fondi per la ricerca e la scuola. Allo stesso modo l’Esecutivo non ha ancora dato attuazione al programma elettorale dell’Unione che ha previsto la diminuzione delle spese militari.