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Licio Gelli, Repubblica,
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G.Orwell

"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
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"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

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Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
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"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
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(Umberto Galimberti)

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martedì, 22 maggio 2007
da http://blog.Quintarelli.it

Le grandi opere infrastrutturali ci accompagneranno per il resto della vita, nostra e dei nostri figli.

Il ponte sullo stretto di Messina, la TAV in val di Susa, la Variante di Valico della A1, sono stati tutti argomenti di discussione ampia, con trasmissioni dedicate in prima serata, dato il rilevante impatto che avranno sulla vita sociale ed economica del Paese.

Di un'altra grande opera infrastrutturale, che è fondamentale per il futuro della società e dell'economia, che ci accompagnerà per i prossimi 60 anni, invece, non si è parlato assolutamente. (si è parlato del suo proprietario, ma non dell'opera).  E' la cosidetta "rete di nuova generazione".

Sappiamo ormai tutto sulle diverse alternative di trasportare le merci in Francia, di tracciati appenninici, di potenziale di utilizzo del ponte rispetto ad alternative o alla situazione attuale.

Delle alternative per la nuova rete, cosa sappiamo ?

Sappiamo chi c'e' nella società Stretto di Messina e come sarebbe finanziata l'opera, si è dibattuto sui costi della Variante di Valico e la sua utilità e del ruolo che la Società Autostrade deve avere.

E del finanziamento della nuova rete, cosa sappiamo ? 

 

Sappiamo chi sono le aziende appaltatrici che fanno i lavori per le grandi opere, il ruolo dell'industria italiana, le cordate dei grandi costruttori e dei produttori del materiale rotabile.

E del ruolo delle aziende italiane nella nuova rete, cosa sappiamo ? chi fornirà gli apparati ? Quali implicazioni delle scelte per la nuova rete sull'occupazione ?


Riguardo la scelta della modalità realizzativa,ci sono diverse alternative ed ognuna di queste e' come decidere di fare o meno un tunnel, scegliere un tracciato ferroviario : portare la fibra fino in casa (Fiber to the home: FTTH), o portarla ad un nodo (Fiber to the node: FTTN) e il nodo in questione potrebbe essere il palazzo (Fiber to the building: FTTB) o il marciapiede (Fiber to the Curb: FTTC).

Se non si arriva con la fibra fino in casa (FTTH), dove termina la fibra ci si deve collegare al rame esistente e si usa una evoluzione del DSL: il VDSL (che in USA sta causando grandi problemi all'AT&T sulla nuova rete e i cui progetti di installazione nel resto d'europa sono stati sospesi piu' o meno dovunque).

Certo, portare la fibra in casa costà di più, ma consuma molta meno energia, è la soluzione piu' "future proof" (a prova di futuro), è la soluzione che offre le prestazioni migliori e che si guasta di meno. 

Non si pensi "facciamo un percorso evolutivo: iniziamo fino al marciapiede (FTTC), e poi arriviamo fino in casa (FTTH)". Non funziona. E' come dire "mi serve un furgone, intanto compro una moto".

In economia, il valore si sta progressivamente spostando nell'informazione, il ruolo della rete è probabilmente addirittura più importante della variante di valico, del ponte sullo stretto e della TAV in val di susa.

Vogliamo iniziare a discuterne ? o lasciamo che tutte le scelte (secondo me subottimali) vengano decise da una azienda che (legittimamente) può (e deve) pensare solo al propio rendimento nei confronti dei propri azionisti (e quindi con orizzonte 3-12 mesi) trascurando l'interesse generale di lungo termine ?

A mia moglie che mi chiede "perche' fai questo ?" rispondo sempre che lo faccio per le nostre figlie.

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categoria:controinformazione, macroeconomia, passaparola, corporations at work
sabato, 10 marzo 2007

COMUNICATO STAMPA DEL 07/03/07

 

SENATO, AUDIZIONE AIFA: UN’OFFESA ALLA COMMISSIONE SANITA’

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in audizione in Senato per ottenere il via libera all’introduzione del Ritalin® in Italia ed all’attivazione del Registro Nazionale dei bambini in terapia con psicofarmaci.La Commissione ha espresso un parere positivo, ma sulla base di una descrizione dello scenario del tutto parziale da parte dell’AIFA, che ha omesso documenti importanti: questo è a nostro avviso offensivo per tutti i Senatori e per noi addetti ai lavori del settore salute. Non siamo stupiti di quest’ottimo “servizio” a big pharma: ai vertici dell’AIFA siede un ex dirigente di FarmIndustria”.

 

 

Si è tenuta ieri l’audizione in Commissione Sanità del Senato di Nello Martini, Direttore dell’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, massimo organismo di controllo sanitario in Italia, per ottenere l’assenso alla strategia di reintroduzione del Ritalin® in Italia e all’attivazione del Registro per monitorare i bambini in terapia con psicofarmaci. Nel corso dell’audizione il rappresentante dell’AIFA ha da un lato ammesso l’esistenza di abusi in altri paesi, e dall’altro rassicurato i Senatori circa il presunto “approccio prudenziale” dell’AIFA stessa a queste delicate tematiche. “Come cittadini e come addetti ai lavori del settore salute siamo sconcertati dalla descrizione del tutto parziale, e quindi non genuina, rappresentata dall’AIFA alla Commissione Sanitàha dichiarato Luca Poma, portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia. Pur di ottenere il via libera, l’Agenzia ha omesso ad esempio di illustrare nel dettaglio gli ultimi ‘warnings’ della Food and Drug Administration, che allertano tutti i medici americani circa il rischio di crisi maniaco-depressive, ictus, arresto cardiaco e morte improvvisa dei bambini in terapia con questi psicofarmaci, anche bimbi sani che non avevano mai avuto queste patologie. Questo atteggiamento di fatto reticente nei confronti della Commissione è a nostro avviso irriguardoso verso i Senatori presenti, autorevoli rappresentanti del popolo la cui opinione rischia di venire così viziata da tali gravi omissioni. L’AIFA ha “dimenticato” di spiegare alla Commissione che i protocolli diagnostico-terapeutici, elaborati con l’Istituto Superiore di Sanità e classificati come “documenti confidenziali”, sono totalmente orientati verso la terapia farmacologica, e ignorano in larga misura le alternative al farmaco, anche se scientificamente testate, e che inoltre non vengono stanziate risorse aggiuntive per garantire la presa in carico del bimbo, se non a base di psicofarmaci. D’altra parte – conclude Poma – non ci stupisce che l’AIFA – al di la delle chiacchiere – non tuteli i piccoli pazienti, dal momento che la Presidente del Consiglio di Amministrazione AIFA, organo che darà nel corrente mese di marzo il via libera definitivo alla somministrazione di questi psicofarmaci ai bimbi italiani, prima di occupare questo incarico era un’alta dirigente di FarmIndustria, la lobby dei produttori di farmaci: ecco che i “controllati” siedono nei posti chiave degli organismi di controllo, con buona pace del diritto alla salute dei minori italiani. Non comprendiamo come possa il Ministro Turco continuare a tollerare questo grave conflitto d’interesse”. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini”®, che rappresenta centotredici associazioni ed enti, si oppone fermamente a questa strategia, ed ha già anticipato azioni in sede giudiziaria.

 

Media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org

martedì, 20 febbraio 2007
La Monsanto, multinazionale della chimica da qualche anno anche leader nelle biotecnologie e nella produzione di sementi transgeniche, è accusata di aver scaricato in Inghilterra numerosi rifiuti tossici risultato degli scarti della lavorazione industriale . La multinazionale avrebbe pagato 100 milioni di sterline per seppellire nel Galles del sud rifiuti speciali che hanno contaminato non solo il terreno ma anche tutta la catena alimentare.
In una discarica di Groesfaen, nei pressi di Cardiff, sono stati ritrovati materiali la cui tossicità è acclarata da anni: diossina, policlorobifenili, derivati dell’agente orange, un misto di due erbicidi il 245T e il 24D, che furono usati dai militari statunitensi nella guerra in Vietnam per la distruzione delle foreste. Tutti questi materiali sono stati sepolti in un terreno senza seguire le norme previste per i rifiuti speciali, nonostante il prezzo elevato pagato dall’industria per "infossare" questo materiale.

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postato da: paskal007r alle ore 17:29 | Permalink | commenti
categoria:macroeconomia, corporations at work
sabato, 03 febbraio 2007
Luciano Bertozzi -Nigrizia.it
Una legge Finanziaria 2007 positiva per l’industria militare. Saranno utilizzati anche i soldi del Tfr per finanziare la Difesa.

 E’ stato costituito un apposito Fondo per le esigenze di investimento per la difesa, nell’ambito del ministero della difesa, con uno stanziamento di 1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550 per il 2008 e di 1.200 milioni per il 2009. Il Fondo realizzerà programmi di investimento pluriennali per la difesa nazionale, per un totale di 4.450 milioni nel triennio 2007-2009. Dal 2010 ulteriori stanziamenti saranno stabiliti dalle successive leggi finanziarie.   Sempre nell’ambito del predetto Ministero è stato introdotto un Fondo per esigenze di mantenimento della difesa, con la dotazione di 350 milioni di euro nel 2007 e 450 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per un totale di 1.250 milioni nel triennio 2007-2009. In particolare il Fondo finanzierà interventi di sostituzione,ripristino, manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali infrastrutture ed equipaggiamenti, anche in funzione delle operazioni internazionali di pace. 

E’ previsto anche il rifinanziamento di investimenti nel settore aerospaziale, elettronico e per la produzione del caccia Eurofighter, da realizzare in base ad una coproduzione fra aziende italiane, inglesi, tedesche e spagnole. Per il biennio 2007-08 lo stanziamento è pari a 520 milioni di euro e di 310 milioni per gli anni successivi. Nel disegno di legge è contenuto anche il fondo per le missioni militari all’estero con una dotazione di un miliardo per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.   Inoltre, una parte del trattamento di fine rapporto (tfr) che i lavoratori dipendenti delle aziende private con più di 49 addetti non destineranno alla previdenza complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo statale che finanzierà anche un Fondo per le spese di funzionamento della Difesa, per un ammontare di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni nel 2008 e di 200 milioni nel 2009. Anche lo stanziamento per le navi FREMM, non è stato toccato, nonostante si tratti di circa 2 miliardi di euro, scaglionati fra il 2007 ed il 2010 compreso   E’ previsto anche un fondo di 25 milioni di euro per bonificare i poligoni militari e le navi, per la tutela del mare e del territorio ed un altro fondo di 15 milioni per interventi sanitari a favore dei militari italiani all’estero e delle popolazioni civili dove sono presenti missioni internazionali.

A fronte a tutti questi soldi per le armi non c’è nessuno stanziamento per la riconversione produttiva dal militare al civile; gli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo sono elevati a circa 650 milioni per ciascuno degli anni 2007,2008 e 2009, misura peraltro insufficiente ed il Fondo per lo sminamento umanitario è stato di poco ridotto rispetto alla misura 2006 (circa 2,2 milioni di euro annui, dimezzato rispetto allo stanziamento di qualche anno fa).Allo stesso modo l’Esecutivo non ha tenuto fede agli impegni presi in sede di G-8 sul Fondo globale per la lotta all’Aids, alla TBC ed alla malaria.   L’Esecutivo Prodi ha ceduto alla lobby delle armi ed ha autorizzato un rilevante programma di investimenti. Anche se in parte, sono rifinanziamenti di programmi già decisi in precedenza, tutto ciò appare ancor più grave, ove si consideri che il Governo Berlusconi era stato costretto ad operare, suo malgrado, delle riduzioni.   Il Governo si è mostrato poco sensibile alle richieste di parte del suo elettorato e di decine di parlamentari della Maggioranza che hanno chiesto un drastico taglio delle spese militari, per dirottarle verso quelle sociali, di aumentare i fondi della cooperazione e di stanziare risorse per la riconversione produttiva verso il settore civile. Nel corso del travagliato iter parlamentare la finanziaria, sugli investimenti militari, ha subito tagli minimi, mentre ad esempio sono stati ridotti i fondi per la ricerca e la scuola. Allo stesso modo l’Esecutivo non ha ancora dato attuazione al programma elettorale dell’Unione che ha previsto la diminuzione delle spese militari.
lunedì, 29 gennaio 2007

La rete, internet, sta aprendo le porte ad un nuovo modello di comunicazione.
E' una cosa che viene comunemente insegnata nei corsi universitari riguardanti "teoria e metodo dei mass media": si tratta di una rivoluzione che non ha pari nella storia, ben più importante per esempio dell'invenzione di Gutemberg della stampa a caratteri mobili.

La comunicazione naturale, a viva voce, è una comunicazione che da 1 persona ne raggiunge 1 è la comunicazione dello stato primordiale della società, la condizione che rendeva inesistente il 4° potere che Wells ha immortalato migliaia di anni dopo.
La scrittura è una forma di comunicazione innovativa, che ha sconvolto le società, portando il rapporto in ragione di 1 a 10-50, garantendo grandi poteri ai detentori della scrittura, in genere nobili e sacerdoti. Lo stesso per il libro, che ha portato il rapporto verso l' 1 a 1'000, creando per la prima volta la forma della comunicazione di massa, non più appannaggio esclusivo di una restrittissima elite, ma nemmeno adatta al "volgo".
Risultato fu il crollo del potere dell'aristocrazia in favore, guardacaso, delle nuove classi che avevano acquisito la possibilità di fruire di questa invenzione, finanziando la stampa di libri.
I giornali, le radio e i mass-media in generale hanno portato il rapporto ad 1 a 1'000'000, conferendo un potere immenso a quei pochissimi che riuscivano a controllare la fonte, è l'apice del 4° potere.
Internet, per la prima volta nella storia umana ha aumentato non il numero di destinatari, ma il numero di fonti, che così riguadagna la parità, come era nella comunicazione orale, ma con il vantaggio di essere dotata di una suprema diffusione. Il rapporto è diventato 1'000'000 a 1'000'000, ne consegue la distruzione di quell'esclusività, di quel potere che era unicamente appannaggio di chi controllava l'unica fonte.
E' incalcolabile la portata di questa rivoluzione, è come se si passasse dalla prima lampadina al pc ultimo modello in una generazione, un aumento in progressione esponenziale delle possibilità di sviluppo della società.
Eppure questa rivoluzione può essere uccisa sul nascere.

La rivoluzione è resa possibile dalla totale indipendenza della rete: nessuno ha il controllo sulla comunicazione, tutti sono allo stesso piano, ed è solo in virtù di questa eguaglianza tecnica che è possibile l'eguaglianza a tutti gli altri livelli.

Ci sono due gangli cardine, due bandoli di questa immensa matassa che però possono essere tirati per eliminare l'uguaglianza.
Il primo sono i sistemi di ricerca e indicizzazione, l'occhio dell'utente sulla rete.
Google per esempio ha esercitato questa sua facoltà censoria di recente sul sito di informazione Uruknet.info (uno dei più critici siti di controinformazione sull'Iraq occupato) eliminandolo dal servizio Google News senza alcuna ragione tecnica nè alcun preavviso.
Semplicemente è stato cancellato, questo in concomitanza con numerosi attacchi informatici che sono stati diretti da "soliti igNOTI".

Il secondo è la neutralità della rete, la voce dell'utente, che è distribuita in maniera equa tra tutti i fruitori dei servizi, in quanto al gestore non è concesso fare contratti discriminatori in base ai contenuti che passano per i suoi sistemi. La discriminazione non è da intendersi al singolo utente che da casa riceve i suoi dati, ma alla fonte di questi dati.
E' impossibile per esempio che il sistema possa discriminare tra il video che state guardando dal blog di un vostro amico magari su un server personale e quello che state guardando dai server di MTV o You Tube.
Eppure le ultime polemiche tese alla deregolamentazione stanno minando la neutralità della rete, in Italia. Già in passato è stato fatto un primo tentativo in questo senso da parte di Telecom Italia con “Rossoalice”, tuttavia grazie all'intervento dell'Associazione Italiana Internet Provider che tramite un esposto notificò la situazione alla DG Concorrenza a Bruxelles, è stata imposta la cessazione di questa pratica discriminatoria. Ora la battaglia è portata avanti attraverso il sito www.regoleperiptv.it .

Negli USA si è invece già arrivati ad una rete a 2 velocità che penalizza il fruitore di servizi costringendolo a non poter sfruttare appieno la propria banda per tutti i servizi a disposizione ma solo per quelli "autorizzati".

Paradossalmente anche le grandi aziende che usufruirebbero dei servizi di fascia alta, come Microsoft, in questa battaglia sono schierati a favore dei clienti in quanto una situazione del genere costringerebbe i colossi a scegliere tra tutti i contratti quelli più costosi per rimanere competitivi cosa che significherebbe un aumento dei costi per le aziende. Per creare questa situazione di limitazione su base censoria (intendendo in base al "census" latino, il grado di ricchezza) si adoperano invece i fornitori di banda che potranno offrire contratti per loro più lucrativi incuranti del danno mortale inferto alla democrazia.

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categoria:controinformazione, passaparola, corporations at work, senza pudore
sabato, 27 gennaio 2007
Qualche giorno fa sul blog di Grillo è comparsa un'immagine scioccante, questa immagine.
Cos'ha di inquietante?
Il tondino di carta che vedete è un filtro che è stato applicato per sole 12 ore davanti ad un aspiratore dotato all'incirca della medesima potenza dei vostri polmoni.
In sole 12 ore si è annerito, tutto veleno che ci entra nelle viscere.
E la cosa divertente è che quel tipo di filtro è usato per la misurazione delle PM10, le polveri sottili 10 nanometri. Ma esistono, grazie agli inceneritori, anche le PM2.5, un quarto di quelle che quel filtro è in grado di bloccare.
Non temete, i nostri polmoni invece le prendono benissimo. Le prendono e lì rimangono. O meglio, buona parte poi passa anche al sangue e agli altri organi interni, ma almeno possiamo goderci il viaggio in auto, paralizzati nel traffico urbano girando da mezz'ora solo perchè non si trova posto.
Alè!
martedì, 16 gennaio 2007

FATTURATO: 83,4 milioni di euro (161.500 miliardi di lire)

  • TELEVISORI: Mitsubishi
  • VIDEOREGISTRATORI: Mitsubishi
  • STEREO: Mitsubishi
  • AUTOMOBILI: Mitsubishi
  • MACCHINE FOTOGRAFICHE: Nikon
  • BIRRA: Kirin

.. Il Giappone è uno dei maggiori importatori di legname tropicale nel mondo. La Mitsubishi Trading Company è una delle più potenti compagnie giapponesi di legname tropicale, ottenuto dalla distruzione delle foreste. Essa ha estese operazioni di sfruttamento delle foreste in Brasile, Indonesia, Filippine, Papua Nuova Guinea, Cile, Canada. In Malesia le operazioni di disboscamento della Mitsubishi procedono ininterrottamente 24 ore al giorno, distruggendo le foreste negli stati di Sabah e Sarawak al ritmo di 300.000 ettari all'anno. Questa compagnia non solo uccide gli alberi, ma distrugge anche culture. I Penan, i Kayan, i Kenyan, i Kelabit e gli Iban, tribù indigene malesi, stanno disperatamente cercando di salvare la loro casa, la foresta, dalla distruzione. Essi hanno provato con mezzi legali, hanno organizzato blocchi nonviolenti per fermare i camion e i bulldozer, e sono stati arrestati. L'operazione della Mitsubishi è davvero un caso di genocidio culturale: il disboscamento diffonde la malaria e la tubercolosi fra gli indigeni. Molti sono ridotti in povertà perché le loro tradizionali fonti di cibo sono distrutte. Altri ancora sono costretti ad emigrare nelle città. Oltre alle persone, milioni di animali, uccelli, piante e insetti sono stati spazzati via dalla distruzione della foresta. Pur ammettendo il legittimo bisogno di legname, il Giappone usa la maggior parte del legno tropicale in modo dissennato: casseforme per il cemento armato usa-e-getta, mobili fai-da-te, bastoncini per ristoranti .. In tutti questi casi ci sono alternative meno distruttive dal punto di vista ambientale.

.. Il Gruppo Mitsubishi, o 'Keiretsu', consiste di 29 compagnie .. con 131 industrie connesse, fra cui Mitsubishi Bank (la terza nel mondo), Mitsubishi Electric, Mitsubishi Motors, Nikon Corporation, Bank of California, Kirin Beer, e Value Rent-a-car. Sebbene queste compagnie siano collegate tra di loro in vari modi, comprese quote azionarie incrociate, non c'è nessuna singola compagnia che le possiede tutte ..: la Mitsubishi Corporation è una compagnia commerciale che non può essere direttamente boicottata.

COSA COMBINA NEL MONDO LA MITSUBISHI

.. Una consociata Mitsubishi, la Alberta Pacific, in Canada è impegnata nel taglio degli alberi in una vasta zona a nord-est dello stato di Alberta, il che ha conseguenze negative sulla vita dei popoli Cree e Dene, molti dei quali vivono in territori mai ceduti al governo e tuttora rivendicati dai nativi americani.

.. Negli ultimi 15 anni sono state distrutte vaste aree di foresta tropicale in Sarawak, dove le operazioni di taglio continuano per 24 ore al giorno, alla luce di riflettori. La Mitsubishi ha operazioni di taglio in nove nazioni. Un'altra consociata sta per aprire una miniera in un'area costiera della foresta tropicale dell'Ecuador, nelle terre della nazione indiana Awa e nella Riserva Ecologica Cotacachi-Cayapas, una delle zone prioritarie per la conservazione della biodiversità in Ecuador.

ENERGIA NUCLEARE: la Mitsubishi Heavy Industries fornisce i seguenti servizi per l'industria nucleare: .. fornitura di plutonio, inceneritori di rifiuti radioattivi, riprocessamento e trattamento delle acque.

ARMI: la Mitsubishi Heavy Industries è anche produttrice di armamenti, in particolare: aerei, missili, cannoni, carri armati.

Dal sito: www.fenice.info

giovedì, 21 dicembre 2006
ribelle nigeriano anti-shellIn Nigeria, le bande di guerriglieri si scontrano da anni con le compagnie petrolifere; la stampa riferisce quasi puntigliosamente, anche se non in prima pagina, la cronaca di questa dura lotta, per quanto gli articoli siano spesso obiettivi, i titoli rasentano il catastrofico: "Ultimatum in nigeria: li uccidiamo", "Nigeria, serie di attacchi agli impianti petroliferi","Nigeria, attacco a postazione agip" e via dicendo.
Tuttavia queste cronache a volte anche puntigliose nel riferire i dettagli non consentono in alcun modo di ricavarne un quadro generale della situazione.

Di recente è avvenuto il rapimento di 3 tecnici italiani dell'agip, sui titoli si parla solo della minaccia di morte che sarebbe giunta dai rapitori. Le notizie invece fanno capire che da parte dei rapitori non ci sono state minacce: "pagateci E li ammazzeremo, se li volete indietro facciamo uno scambio di prigionieri" ecco cosa hanno detto.

E' una risposta ironica, chiara e lapidaria, quello che vogliono non sono i soldi, anche per un bambino è ovvio che non hanno la minima intenzione di uccidere gli ostaggi per ora. Perchè una risposta così secca e decisa? Non vogliono essere scambiati per alcuni di quei tanti, troppi che della pirateria e del rapimento hanno fatto una fonte di sostentamento. Ecco tutto.

La figura di questi guerriglieri è piuttosto atipica, tutto sommato. Parliamo ora di contro chi combattono, del contesto.
Secondo Human Rights Watch, nel rapporto "The Niger Delta: No Democratic Dividend", che cito testualmente: "troppo spesso le fuoriuscite d'olio distruggono terra coltivabile, o aree di pesca con assai scarsi tentativi di rimediare; le forze di sicurezza statale in forze agli impianti shell continuano a tormentare indiscriminatamente la gente; e i benefici dell'industria petrolifera sono ancora incanalati verso una ristretta elite".
A questi problemi non sono estranei tuttavia i corrotti politici della nigeria (che si trova al 138° posto nella classifica mondiale di percezione della corruzione, con 2,3 punti su 10, l'Italia, per paragone, è al 45° con 4,9), che non hanno minimamente investito in una conversione dell'economia verso campi diversi dal petrolio che rappresenta il 95% delle esportazioni e il 65% delle entrate statali, in uno stato in cui abita approssimativamente un quinto della popolazione dell'Africa intera ossia 133 milioni di abitanti, al nono posto nella classifica delle nazioni più popolate.

Le multinazionali petrolifere hanno invaso la loro terra, inquinato il loro ambiente e tramite le milizie fornite dallo stato nigeriano anche "tormentato la popolazione". Loro sono insorti e chiedono un'equa distribuzione dei profitti di quell'oro nero che si estrae dalle loro terre.
Non so voi, ma io tifo per loro, per quei ribelli.
mercoledì, 20 dicembre 2006
Preghiamo di prestare massima attenzione e di dare massima diffusione al seguente comunicato.
In particolare, invitiamo le associazioni per i diritti umani a sottoscriverne il testo, segnalandoci la loro adesione all'indirizzo itablogsfordarfur@savetherabbit.net .
Grazie,
Cordiali saluti.
 
ITALIAN BLOGS FOR DARFUR
Movimento per la promozione dei diritti umani in Darfur
http://itablogs4darfur.blogspot.com
http://www.savetherabbit.net/darfur
 
 

 

COMUNICATO DEL 17/12/2006

 

 

In occasione del recente aumento del canone RAI, fissato per l’anno 2007, ci sentiamo in obbligo di domandare una migliore qualità dell'informazione e maggiore attenzione a temi quali lo stato dei diritti umani nel mondo e, in particolare, nel Darfur, il cui conflitto dura inosservato da tre anni e spegne ogni giorno la vita di centinaia di civili.

Chiediamo di svegliare le coscienze dal torpore dell’indifferenza, di volgere lo sguardo verso gli uomini e le donne che ogni giorno lottano per la sopravvivenza, ascoltare il grido che dal basso tenta di raggiungere i vertici dell’informazione televisiva per costringerli con il nostro potere contrattuale, che ci deriva dall’essere i “consumatori” dell’informazione, a promuovere servizi e approfondimenti sulle grandi crisi umanitarie come quelle del Darfur. Alimentando una maggiore coscienza del genocidio in atto nel Darfur, si può infatti sperare che il Governo Italiano si impegni maggiormente a livello internazionale per fermare le ingiustizie e le atrocità che si stanno compiendo nella regione.

Non c’è niente- di lecito – che possa fermare uomini e donne assetati di conoscenza, ma molti – troppi- sono gli interessi in gioco e in tanti premono affinché il consumatore non sia posto nelle condizioni di fare domande. Chi sa e vuole sapere ancora di più è, infatti, il meno controllabile e il meno gestibile dei cittadini.

Abbiamo una grande arma pronta a sparare: il telecomando.

Allora svegliamoci dal sonno della coscienza, rendiamo liberi i produttori dell’informazione dalla schiavitù del mercato e dalla banalità dello share, comprensibile ma non giustificabile dinanzi a temi d’universale portata per i privati ma inconcepibile per una televisione che si dichiara pubblica e al servizio dei cittadini.
giovedì, 16 novembre 2006
E' successo.
Voglio 3 giorni di lutto per il welfare.
E' stata approvata la direttiva bolkenstein.
Da oggi non siamo più cittadini di strutture statali che assicurano i servizi essenziali.
Siamo consumatori (poco) tutelati dalla legge.
Ogni servizio è privatizzabile, dalla scuola alla sanità passando per la polizia.
Ogni sfera dei servizi essenziali è ormai solo un mercato da spremere e monopolizzare con la complicità delle classi politiche.
Pare sia passato anche il principio del paese d'origine, modificato solo nella forma.

E' finita gente, abbiamo perso.

[Per info>>>]
postato da: paskal007r alle ore 17:14 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, macroeconomia, corporations at work