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Contro la legge bavaglio lunedì, 14 maggio 2007..... Passa un'altra vergogna... zitti tutti! sabato, 21 aprile 2007..... Il DNA culturale della prossima generazione martedì, 20 marzo 2007..... Nuda oscenità domenica, 04 marzo 2007..... Il terrorismo non rivendicato della NATO giovedì, 25 gennaio 2007..... Darfur oscurato mercoledì, 20 dicembre 2006..... Ordinaria repressione: Silenziare gli innocenti sabato, 02 dicembre 2006..... Broglio, col bene che ti voglio martedì, 28 novembre 2006..... 10 anni, visita siti sull'11/9: cacciato da scuola domenica, 12 novembre 2006..... La lista di Pompa venerdì, 03 novembre 2006.....
 
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"Fatti non foste a viver come bruti"
Dante

"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario"
G.Orwell


"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero"
Antonio Gramsci

"La legge e' uguale per tutti, e io sono un po piu' uguale degli altri"
Silvio Berlusconi, durante il processo sme

"tutti gli animali sono uguali e i maiali sono più uguali di tutti"
George Orwell

"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"
Peter Parker

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
Joseph Pulitzer

"Quando ero bambino, ragazzo, credevo in Dio. Adesso so"
Carl Gustav Jung

"La sabbia è oro per chi non sa"
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"Uno stato che organizza un esercito diventa aguzzino di se stesso"
Josè Figueres

"il bello della guerra è che ogni capo degli assassini fa benedire le proprie bandiere e invoca solennemente Dio prima di dedicarsi a sterminare il prossimo"
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"Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i dirittid'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa."
Licio Gelli, Repubblica,
28/09/2003

"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente"
G.Orwell

"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
Mohandas Ghandi, 1928

"Occhio per occhio lascia tutti ciechi"
Dr Martin Luher King

"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
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lunedì, 14 maggio 2007
Raccogliamo firme per contrastare il DDL del Ministro Della Giustizia Italiana Clemente Mastella, che sta per passare al Senato.
Cosiddetto DECRETO BAVAGLIO, che tenta appunto di imbavagliare i giornalisti Italiani.
Questo il sunto del decreto:

Il Ddl dice:
"è vietata la pubblicazione,anche parziale o per riassunto,degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive,anche se non più coperti dal segreto,fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare" vi ricordo che gli atti non sono più segreti dal momento in cui diventano conoscibili dall'indagato o dal difensore

"è vietata la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,della documentazione,degli atti relativi a conversazioni,anche telefoniche,o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico o telematico,anche se non più coperti da segreto,fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino alla conclusione dell'udienza preliminare"

"è vietata la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,delle richieste e delle ordinanze emesse in materie di misure cautelari.Di tali atti e tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta ad indagini ovvero il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell'ordinanza in materia di misure cautelari" cioè si può ancora dire che uno è sottoposto a misure cautelari,ma le intercettazioni restano segrete fino alla fine dell'udienza preliminare

"se si procede al dibattimento,non è consentita la pubblicazione ,anche parziale,degli atti del fascicolo del pubblico ministero,se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello.è sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazione o dei quali sia sitata data lettura in pubblica udienza"

Gli atti non coperti da segreto che non siano contenuti nei commi precedenti possono essere pubblicati.

QUINDI: le intercettazioni di qualunque tipo restano segrete fino alla fine delle indagini o dell'udienza preliminare,i fascicoli del pm fino alla fine del processo di appello.Si può ancora dire che qualcuno è indagato o è stato arrestato ma non si possono riprodurre le parti che riguardano intercettazioni.Le notizie sono vere o non sono segrete,ma non si possono pubblicare.

Le intercettazioni che,anche se magari potrebbero essere interessanti per il pubblico,non vengono acquisite agli atti del processo perchè penalmente irrilevanti,sono sempre coperte da segreto ,ugualmente tutti i documenti contenenti dati acquisiti illecitamente sono sempre coperti da segreto.
Se vengono acquisiti nel processo,sono anch'essi coperti dal segreto fino alla fine delle indagini preliminari.

Veniamo ora alle sanzioni:
"chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti del procedimento penale coperti da segreto(cioè tutti i casi che abbiamo visto prima)dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale,o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza,è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni."
"Salvo che il fatto costituisca più grave reato,chiunque rivela,mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico,in tutto o in parte,il contenuto di documenti redatti attraverso la raccolta illecita di informazioni èpunito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni."
La multa per i giornalisti che pubblicano gli atti coperti da segreto passa da"51 a 258 euro" a "da 10.000 a 100.000 euro"!!! e si prevede una detenzione fino a 30 giorni.


ABBIAMO BISOGNO DELLE VOSTRE ADESIONI PER OTTENERE CREDIBILITA'!!!!

FIRMATE!->>>>
postato da: paskal007r alle ore 22:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:passaparola, agire, inciuci, controllo di massa, violenza di stato, senza pudore
sabato, 21 aprile 2007

In questi giorni Travaglio lancia, quasi inascoltato, un grido di disperato allarme dalle pagine dell'unità. Passate parola, è importante.

"L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.

“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.

“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”.

L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. ... Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini."

martedì, 20 marzo 2007
da Foruminsegnanti.it

Lettera aperta al Ministro On. Giuseppe Fioroni e al Viceministro On. Mariangela Bastico

RIPARTIAMO DAI PROGRAMMI
Le Indicazioni Nazionali sono inemendabili,
è giunto il momento di archiviarle definitivamente!

Apprendiamo, ancora una volta da canali non ufficiali, la costituzione di una commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali.
Da notare che l’utilizzo, non certo casuale, del termine revisione piuttosto che riscrittura, lascia intendere trattarsi di un’operazione meramente emendativa, la quale assume come testo base le Indicazioni Nazionali provvisorie allegate alla Legge 53, piuttosto che i Programmi Ministeriali del '91 (Infanzia) '85 (Elementare) '79 (Media) preesistenti e tuttora vigenti, dal momento che nessuna disposizione formale li ha mai abrogati. In virtù di ciò non sussiste alcuna ragione ostativa dal punto di vista giuridico tale da impedire di considerarli documenti di riferimento sui quali innestare eventuali necessari adeguamenti alle mutate realtà, mentre fondate e legittime motivazioni inducono ad archiviare definitivamente le Indicazioni Nazionali ampiamente criticate dalla comunità scientifica e decisamente respinte dal mondo della scuola reale.


Nel ravvisare la necessità di un confronto vero e serio di metodo e di merito

DENUNCIAMO

un difetto di trasparenza e democraticità nei rapporti tra il Ministero e i diversi soggetti della scuola, che reiteratamente ed intenzionalmente sono stati tenuti all’oscuro di iniziative che direttamente li riguardano;
vedi:

Progetto Ascolto (?): mai apparso sul sito nazionale del MPI, del quale ad oggi sono pressochè sconosciute le finalità, i metodi, i contenuti e gli esiti

Nota riservata del ministro alle case editrici, che in quanto tale non ci è dato di conoscere, ma facciamo davvero difficoltà a comprendere la necessità del “sotterfugio”…

…che, tra l’altro, si ripete con la missiva segreta (svelata dal quotidiano il Secolo XIX) in cui il Ministro invita capi dipartimento, direttori regionali e provveditori a non rilasciare dichiarazioni pubbliche su argomenti di carattere politico.

Per ultimo il Decreto Compartimentale n.7 del 22 gennaio 2007 con il quale viene costituita la commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali, introvabile alla data odierna sul sito del MPI.


In merito al succitato decreto

RILEVIAMO

che dalla composizione della commissione restano esclusi gli insegnanti della scuola pubblica statale e gli specialisti delle discipline. Inoltre essa non rispecchia adeguatamente le diverse realtà geografiche.


CHIEDIAMO

- che la commissione che sarà preposta all’elaborazione dei nuovi Programmi sia composta soprattutto da insegnanti provenienti dai diversi ordini di scuola;
- che l'attività della stessa preveda una vera campagna di ascolto nelle scuole, con il coinvolgimento diretto e attivo di insegnanti, genitori e studenti;
- che il testo su cui lavorare non siano le “Indicazioni” ma i “Programmi” del '91 (Scuola dell’Infanzia), '85 (Scuola Elementare), '79 (Scuola Media).

Attendiamo, vorremmo dire fiduciosi (ma non nascondiamo la nostra preoccupazione di essere per l’ennesima volta delusi) un riscontro a questo nostro appello.

FIRMA>>>
postato da: paskal007r alle ore 20:47 | Permalink | commenti
categoria:passaparola, agire, inciuci, controllo di massa
domenica, 04 marzo 2007
W l'Italia, un programma di raitre, stasera ha deciso di deliziarci con un'inchiesta che mostra come è finita questa schifosa Italia del lassismo assoluto.
Il clientelismo alla luce del sole, così, come se nulla fosse, un "capo elettore" rivela di favoritismi, reti di voto di scambio e tutto quel disgustoso marciume in cui annega catanzaro e la nazione intera. Sotto l'occhio della telecamera raccomanda uno studente per un esame universitario. Rivela che controlla tutti i voti che gli vengono promessi, voti che di fatto non sono segreti.

I programmi non contano nulla, i partiti nemmeno, solo gli scambi di favori. Messo a nudo tutto quel marcio, passato finora sotto il nome di politica, in realtà miserabile lotta tra simoniaci delle poltrone. Metà degli elettori, o forse tutti, si vendono al miglior offerente, per cosa? favori, come un posto di lavoro o saltarsi la coda per un esame medico.

Piatti di lenticchie.

Cosa ci si è venduti? la crocetta su un foglio, la vita, l'anima... L'Italia intera. E' per colpa di questi venduti, di questi corrotti, si, corrotti elettori se le amministrazioni sono così inette, se la 'ndrangheta, la camorra o cosa nostra trova con chi accordarsi una volta passate le elezioni, se la legge viene buttata giorno per giorno nella spazzatura assieme ai nostri diritti e ai nostri soldi!

E gli onesti invece ancora stanno lì a chiedersi quale sia tra i due gruppi di corrotti il meno peggio a scannarsi pur di stare nella padella anzichè nella brace senza rendersi conto che fritti o arrostiti sempre cotti e mangiati si finisce. Senza rendersi conto che quei pochi che ogni tanto decidono di prendere la mentalità giusta, la mentalità del non accontentarsi di quelle briciole che i corrotti lasciano per mandare avanti la farsa, la mentalità di pretendere il giusto, il rispetto del mandato popolare, vengono scannati in pubblico per aver osato fare il loro dovere, e il nostro bene.

Si dirà che "altrimenti vince l'altro", che bisogna votare "contro", che bisogna "fermarli". Ma alla fine cosa si fa? Cos'è che vincono? poltrone e stipendi d'oro, nient'altro. Chi governa, chi fa le leggi è il parlamento, non i ministri, non il presidente del consiglio. Se anche vince una coalizione e riesce a mettere i suoi uomini al potere, quella coalizione non potrà far nulla senza i numeri sia alla camera dei deputati che al senato! E allora che succederà? nulla, i soliti corrotti faranno il salto della quaglia e verranno ben ricompensati, ma noialtri avremo imparato di chi ci si può fidare e di chi no.

E' ora che la divisione si smetta di subirla, quella patetica illusione di dividersi tra destra e sinistra; in un paese tanto incivile quale è il nostro una cosa simile non esiste, è ora di cominciare a fare la divisione ma tra brave persone e farabutti, tra chi vuole che le regole si facciano per rispettarle e chi vuole che si facciano solo per evitarle ai raccomandati, ai venduti, agli uomini di partito, ai vermi, ai corrotti, agli amici degli amici. Anche questa, in fondo, è mafia!

Non ne usciremo in tempi brevi, non basteranno nè cinque nè dieci anni. Se saremo fortunati la prossima generazione avrà a malapena la possibilità di assistere al conflitto tra onesti e corrotti. E bisogna iniziare a muoversi nelle sedi istituzionali, nei consigli comunali, nelle giunte regionali, nel parlamento, non soltanto nei movimenti o nei comitati che in fin dei conti più che fare pressione sui politici non possono. Non è possibile cambiare i politici, bisogna CAMBIARE POLITICI!

Ma se non si comincia, non si finisce.
giovedì, 25 gennaio 2007
Daniele Ganser, professore di storia contemporanea all’università di Basilea e presidente dell’ Aspo-Svizzera, ha pubblicato un libro "sugli eserciti segreti della NATO". Secondo lui, gli Stati Uniti hanno organizzato in Europa dell’Ovest durante gli ultimi 50 anni attentati che sono stati attribuiti alla sinistra e alla sinistra estrema per screditarli agli occhi dei loro elettori. Questa strategia dura ancora oggi per suscitare il timore dell’islam e giustificare le guerre per il petrolio.

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mercoledì, 20 dicembre 2006
Preghiamo di prestare massima attenzione e di dare massima diffusione al seguente comunicato.
In particolare, invitiamo le associazioni per i diritti umani a sottoscriverne il testo, segnalandoci la loro adesione all'indirizzo itablogsfordarfur@savetherabbit.net .
Grazie,
Cordiali saluti.
 
ITALIAN BLOGS FOR DARFUR
Movimento per la promozione dei diritti umani in Darfur
http://itablogs4darfur.blogspot.com
http://www.savetherabbit.net/darfur
 
 

 

COMUNICATO DEL 17/12/2006

 

 

In occasione del recente aumento del canone RAI, fissato per l’anno 2007, ci sentiamo in obbligo di domandare una migliore qualità dell'informazione e maggiore attenzione a temi quali lo stato dei diritti umani nel mondo e, in particolare, nel Darfur, il cui conflitto dura inosservato da tre anni e spegne ogni giorno la vita di centinaia di civili.

Chiediamo di svegliare le coscienze dal torpore dell’indifferenza, di volgere lo sguardo verso gli uomini e le donne che ogni giorno lottano per la sopravvivenza, ascoltare il grido che dal basso tenta di raggiungere i vertici dell’informazione televisiva per costringerli con il nostro potere contrattuale, che ci deriva dall’essere i “consumatori” dell’informazione, a promuovere servizi e approfondimenti sulle grandi crisi umanitarie come quelle del Darfur. Alimentando una maggiore coscienza del genocidio in atto nel Darfur, si può infatti sperare che il Governo Italiano si impegni maggiormente a livello internazionale per fermare le ingiustizie e le atrocità che si stanno compiendo nella regione.

Non c’è niente- di lecito – che possa fermare uomini e donne assetati di conoscenza, ma molti – troppi- sono gli interessi in gioco e in tanti premono affinché il consumatore non sia posto nelle condizioni di fare domande. Chi sa e vuole sapere ancora di più è, infatti, il meno controllabile e il meno gestibile dei cittadini.

Abbiamo una grande arma pronta a sparare: il telecomando.

Allora svegliamoci dal sonno della coscienza, rendiamo liberi i produttori dell’informazione dalla schiavitù del mercato e dalla banalità dello share, comprensibile ma non giustificabile dinanzi a temi d’universale portata per i privati ma inconcepibile per una televisione che si dichiara pubblica e al servizio dei cittadini.
sabato, 02 dicembre 2006
3 ragazzi distribuiscono volantini con la sentenza del processo Andreotti. Portati in questura e indagati. Segue il racconto di Claudio, uno dei 3.
 
In Italia – ed invero in gran parte dell'Occidente che si fregia di essere civiltà illuminata – la libertà di espressione sussiste soltanto previa autorizzazione. Dire la propria è lecito solo se viene accordato il permesso dall'alto. Insomma, c'è sì libertà di pensiero, ma basta che te lo tieni per te. Questa non è democrazia: è cripto-dittatura camuffata.
Ieri io, Fulvio ed Ambra, tre semplici cittadini qualunque, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle.

Venuti a conoscenza che il 27 novembre Giulio Andreotti avrebbe presentato un libro all'Università Lumsa di Roma, avevamo deciso di organizzare un sit-in di protesta ed informazione contro il Disonorevole Prescritto a Vita - per l'occasione abbiamo anche aperto un blog al fine di raccogliere documentazione, articoli e materiale vario sul Senatore. L'idea era quella di distribuire davanti alla sede della conferenza copie della sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 2 maggio 2003 che certifica i rapporti tra Andreotti e Cosa Nostra intercorsi fino al 1980.

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martedì, 28 novembre 2006
Fonte: www.pressante.com

Scritto da Marco Travaglio
  
 La notte delle elezioni ero a Telelombardia a commentare i dati che via via giungevano dal Viminale. Era in studio l’ex sondaggista di Berlusconi, Luigi Crespi, il quale confrontava i dati con i sondaggi e gli exit poll di tutti gli istituti di rilevamento italiani e stranieri, e rilevava che tutti avevano azzeccato al dettaglio i risultati di tutti i partiti, anche i più piccoli, tranne due: l’esito di FI (sottostimato dai sondaggisti) e la percentuale delle schede bianche (sovrastimato dai sondaggisti). E chiudeva con una sola parola: “Brogli”. Poi arrivò il ds Franco Grillini, che rivelò: “Il partito sta presidiando le prefetture, abbiamo l’impressione che stia accadendo qualcosa di grave”.

Da allora decine di giornalisti raccontavano a mezza voce che quella notte Pisanu e Berlusconi avevano litigato furiosamente.
Per sette mesi i giornali hanno atteso senza fiatare che il Viminale si degnasse di comunicare i dati delle schede bianche: un ritardo che nemmeno nelle isole Andamane. Per sette mesi stampa e tv hanno riferito, senza muovere un sopracciglio, le accuse di Berlusconi che dava per sicuri i “brogli della sinistra”. Per sette mesi i giornali - salvo rare eccezioni - hanno finto di non accorgersi dell’uscita di un libro, “Il broglio” di Agente Italiano, pieno di riferimenti precisi sui misteri del 9-10 aprile. Ora due giornalisti, Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, hanno avuto il coraggio di fare quello che in Italia non fa quasi più nessuno: un’inchiesta giornalistica. Ci hanno messo la faccia e la firma. L’hanno intitolata “Uccidete la democrazia!”. Da ieri è in tutte le edicole, in dvd, con Diario.
 
Finora, soltanto Lucia Annunziata ed Enrico Bertolino hanno avuto il coraggio di parlarne in tv. Comunque la si pensi, è doveroso vederla e discuterne, per evitare che anche quest’inchiesta, come tante nel recente passato, scivoli via come un’opinione più o meno fondata, dunque confutabile con altre opinioni in un bel dibattito catodico. Lo scriveva l’altroieri Michele Serra su Repubblica: ci vorrebbe un Garante dei Fatti, un’Authority dell’Oggettività per farla finita con l’opinionismo che sta uccidendo il giornalismo. Se Deaglio e Cremagnani fanno domande giuste, qualcuno dovrà fornire risposte giuste.
 
Se Deaglio e Cremagnani diffamano o calunniano qualcuno, dovranno essere condannati per calunnia o diffamazione (“Se ha ragione Pisanu, mi porterà via la casa”, ha detto Deaglio). Ma se dicono cose vere, se quelle cose sono realmente accadute, in galera non ci dovranno finire loro. Ci dovrà finire chi quelle cose le ha fatte. E, finché non sapremo la verità, i giornali dovranno tener vivo l’argomento, pretendendo la verità. Che non è un diritto del centrosinistra (così poco interessato a sapere se è stato davvero scippato) e dei suoi elettori, ma di tutti i cittadini italiani, comunque abbiano votato.
 
Il tema è un po’ più cruciale del velo islamico, del delitto di Cogne e della fiction di Lino Banfi. Perché, se le accuse sono vere, hanno un solo nome: colpo di Stato. Il giallo c’è tutto: le bianche (ma non le nulle) che crollano uniformemente in tutto il Paese alle politiche, per risalire prodigiosamente un mese dopo alle amministrative; il ministro dell’Interno che, anziché stare al Viminale, fa la spola con casa Berlusconi mentre il flusso dei dati s’interrompe per un lungo periodo; i sondaggi che azzeccano tutti i partiti tranne uno, il solito; l’improvviso giro di prefetti alla vigilia delle urne; il Viminale che tace per sette mesi proprio sulle schede bianche; la società informatica addetta allo scrutinio elettronico in quattro regioni, che ha come partner il figlio del ministro . E Bellachioma che, come la famosa gallina che canta per prima perché ha fatto l’uovo, tuona contro i brogli della sinistra ancor prima che le urne siano aperte, per poi proseguire dopo.
 
Il dvd del Diario ha anche le sue debolezze. Per esempio, colloca i presunti brogli in sede di conteggio centrale, anziché (come faceva il libro di Agente Italiano) nei seggi, prima della compilazione dei verbali. Per esempio, trae la conclusione (non dimostrata) che tutti i misteri del 9-10 aprile si spiegano con un milione e mezzo di voti sottratti dalla destra alla sinistra, rischiando così di depotenziare i fatti provati: e cioè i buchi neri che finora il Viminale non ha spiegato. Si spera che, dopo il lungo sonno, i giornali terranno viva la faccenda finché tutti i dubbi non saranno cancellati.

 

Per ora, grazie Enrico e grazie Beppe.

 

Dal blog di Gisa "Videopolitik" ecco il filmato dell'inchiesta di Rainews24 sui brogli elettorali, prologo doveroso del film "Uccidete la democrazia" di Deaglio e Cremagnani.

domenica, 12 novembre 2006
Mark, un bambino di 10 anni di Austin, Texas, è stato mandato a casa da scuola ed ha subito provvedimenti disciplinari per aver navigato, nell'aula computer, su siti web per la verità sull'11/9.

Mark è stato pesantemente sgridato davanti a tutti per aver visitato siti "terroristi", facendo dunque passare nella testa di bambini di 10 anni il messaggio che siti che cercano la verità sull'11/9 e siti che non sono allineati al governo, sono terroristi.
[Leggi tutto>>>]
venerdì, 03 novembre 2006
2001, regime mafioso appena insediato, è in questo periodo che nasce una lista di proscrizione trovata nell'archivio di Pio Pompa, collaboratore di Pollari, insomma una lista figlia di un signor pezzo di servizio segreto deviato.
Cosa c'era in quella lista? Nomi e ordini.
Nomi di oppositori del regime, sia politici che magistrati, giornalisti e attivisti, i "nemici di Berlusconi" per intenderci. Tra questi troviamo anche Elio Veltri (direttore di "Democrazia e Legalità", giornale vittima di recenti persecuzioni), Paolo Flores d'Arcais (direttore di Micromega), il pm di mani pulite per intero e buona parte dei politici dell'ex opposizione. Quello che fa più paura però sono gli ordini. In quelle carte infatti si parla di "disarticolare" l'opposizione al regime sia tramite il mezzo della stampa che quello dell'indagine anzi, per usare le parole della lista con un "supporto conoscitivo".
Allo scopo si parla dell'istituzione di un apposito team. I nemici del regime dunque vengono dunque spiati, diffamati, "disarticolati".
Quanti casi del genere?
Tra Telekom Serbia (le immortali bufale del "faccendiere" Igor), un'infinita caciara su fatti penalmente irrilevanti riguardo ad Unipol (mentre il nome di Fiorani riposava in pace) e le infinite accuse di complotti e brogli inesistenti (o forse esistenti da tutt'altra parte?) il grande mentitore ha distrutto la credibilità di personaggi innocenti come il magistrato Caselli o Salvi e ottenuto immensi vantaggi politici.
Eppure ancora oggi se si vuol parlare di cose provate nei tribunali, come il fatto che Forza Italia è stata creata al solo scopo di fornire appoggio politico a cosa nostra, nella sinistra si sentono ancora borbottii "se lo si demonizza sarà solo peggio" si dice, e con la stessa scusa si rimanda all'infinito la legge sul conflitto d'interessi, della quale, per altro si è perfino smesso di parlare.
Nel frattempo i consensi crollano, le diserzioni aumentano e aumenta il potere di ricatto che certi professionisti della politichetta come Mastella sfruttano per mungere la smagrita vacca dello stato.
Sembra sempre più vicino il momento in cui dovremo di nuovo turarci il naso a scegliere i nostri strapagati governanti tra mafiosi, ignoranti patentati, drogati e corrotti.