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Partito "democratico"? sabato, 21 aprile 2007.....
 
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Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
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"the corporation"
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sabato, 21 aprile 2007

clap clap clap

Che belle parole si sentono ultimamente sul partito democratico della domenica.

Quasi sembra che non nasca solo per vendersi tutti in gruppo da bravi corrotti bipartisan.
Magari si può far fessi così tre o quattro milioni di persone, ma davvero la cosa potrà durare?
In realtà l'evento fa anche piacere: se i marci si uniscono la gente se ne accorgerà più facilmente; più si mettono insieme gli inciuciones più finisce in fretta l'era del "meno peggio", più si cerca qualcuno di affidabile, e non semplicemente "diverso dall'altro".

E qualche spiritoso potrà anche permettersi lo sfizio di andarglielo a dire in faccia, perchè tanto, non cambia niente, i vertici ormai hanno deciso, questi spettacolini detti "congressi" servono solo a dare ai galli del pollaio il tempo di fare la spartizione dei poteri interni da un lato e a far abituare il popolo bovino all'idea di un nuovo simbolino, per quei pochi asini che ancora credono che dietro la cartapesta magari sopravvivano i contenuti.

Resta poi un mistero il nome: partito democratico.
Come democratico?
Forse che al suo interno sarà prevista una democrazia, possibilità di libero voto, primarie per i tesserati, almeno loro che avranno diritto ad un voto onesto e non di scambio o di contrasto dell'altra fazione come noialtri semplici cittadini?
Ma no, più probabilmente "democratico" perchè la democrazia è il suo totem, la sacra (nel senso proprio del termine, cioè intoccabile) ideologia che ormai da sola resiste in un mercato delle idee dove anche l'ideologia del libero mercato non è più accettata da tutti.

Un bel colpo di marketing per il partito dei marchettari.

Certo, democratizzare l'Italia sarebbe una bella iniziativa, in questa oligarchia pseudo-repubblicana di cui abbiamo cittadinanza ce n'è un gran bisogno.

Eppure ho questa sensazione fastidiosa che questioni come la assoluta non-rappresentatività dei partiti, il ladrocinio del voto di preferenza, la salvaguardia della libertà di informazione, il conflitto di interessi, il finanziamento pubblico ai partiti (altrimenti detto rimborso elettorale), il finanziamento delle aziende private ai partiti (più onestamente detto corruzione, ma così è legale) e altre simili amenità non saranno mai affrontate dal PD, se non con fiumi di vuote parole e languide promesse per quei poveretti proni elettori.
In fin dei conti non stupisce l'entusiasmo di Berlusconi, perchè in fondo quel partito è il suo trionfo, il culmine di un ventennio di duro lavoro di rieducazione della nazione intera attraverso i tubi catodici.
La vittoria completa del berlusconismo, un nuovo partito di plastica che nasce per contrapporsi al suo partito di plastica, ma senza i mezzi mediatici (in mano sua), senza la forza della ragione che le idee di pace, di legalità e giustizia sociale arrivavano (si noti il passato) da sinistra rendendo quei figli della prima repubblica passabili da un punto di vista intellettuale-morale, senza la base storica ereditata dagli anni sessanta e rimasta stabile forse per pigrizia, forse per una fiducia troppo dura a morire.

Un partito che non griderà allo scandalo per le mazzette o i trasformisti ma che si limiterà ad un'alzata di spalle, mentre una mano lava l'altra e tutte e due inciuciano trionfalmente.

postato da: paskal007r alle ore 23:02 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    22 Aprile 2007 - 00:05
 
Singolare che il tupost sia in completa antitesi con le frasi difranki nergy che riporti nella testata del blog
utente anonimo

#2    22 Aprile 2007 - 12:09
 
quel testo è di dieci anni fa,e comunque si riferisce alla pubblica opinione, le fazioni che aumentano...sono quelle delle persone..il loro (loro dei politici) motto è stato "una persona, una opinione", non si puo negare che ognuno di noi, con i vari distinguo, faccia "partito a sé", e noi pecoroni, ognuno di noi con la nostra idea non è più capace di un dialogo con l'altro da sé..quindi, si sono ridotte le interazioni, moltiplicando esattamente le incomprensioni..perchè ognuno di noi è chiuso nel suo guscio di idee, ognuno convinto della giustezza della propria..ed è giocoforza che le persone siano divise in queste condizioni.
Loro, invece, si aggregano e fanno fronte comune proponendosi come punto di riferimento per far sì che appaiano come coloro che "desiderano" unità...e la loro unità è dovuta semplicemente ai vari "do ut des" interni...o come diceva un Manfredi d'epoca..."magna tu che magno anch'io....gnaaaammm"...
comunque, per quel che riguarda me...direi che è una bella "gattopardata"...amen. fine dei giochi.
Pis&Lov
utente anonimo

#3    23 Aprile 2007 - 17:42
 
pis&lov ci è andato/a a parare bene, ma aggiungo una precisazione per il caro anonimo n°1: il fatto che si uniscano è l'unico fatto positivo che ho rilevato, infatti ho scritto che più sono compatti loro più sarà facile accorgersi che sono identici...
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#4    24 Aprile 2007 - 20:14
 
Personalmente sono con Mussi
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente samuelesiani

#5    09 Maggio 2007 - 22:22
 
.... complimenti per il blog ... mi trovo in accordo con molte cose che dici.
utente anonimo

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categoria:inciuci