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Licio Gelli, Repubblica,
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G.Orwell

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Mohandas Ghandi, 1928

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"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

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Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

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La democrazia del grande fratello
NOAM CHOMSKY

Antimanuale di economia
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sabato, 21 aprile 2007

clap clap clap

Che belle parole si sentono ultimamente sul partito democratico della domenica.

Quasi sembra che non nasca solo per vendersi tutti in gruppo da bravi corrotti bipartisan.
Magari si può far fessi così tre o quattro milioni di persone, ma davvero la cosa potrà durare?
In realtà l'evento fa anche piacere: se i marci si uniscono la gente se ne accorgerà più facilmente; più si mettono insieme gli inciuciones più finisce in fretta l'era del "meno peggio", più si cerca qualcuno di affidabile, e non semplicemente "diverso dall'altro".

E qualche spiritoso potrà anche permettersi lo sfizio di andarglielo a dire in faccia, perchè tanto, non cambia niente, i vertici ormai hanno deciso, questi spettacolini detti "congressi" servono solo a dare ai galli del pollaio il tempo di fare la spartizione dei poteri interni da un lato e a far abituare il popolo bovino all'idea di un nuovo simbolino, per quei pochi asini che ancora credono che dietro la cartapesta magari sopravvivano i contenuti.

Resta poi un mistero il nome: partito democratico.
Come democratico?
Forse che al suo interno sarà prevista una democrazia, possibilità di libero voto, primarie per i tesserati, almeno loro che avranno diritto ad un voto onesto e non di scambio o di contrasto dell'altra fazione come noialtri semplici cittadini?
Ma no, più probabilmente "democratico" perchè la democrazia è il suo totem, la sacra (nel senso proprio del termine, cioè intoccabile) ideologia che ormai da sola resiste in un mercato delle idee dove anche l'ideologia del libero mercato non è più accettata da tutti.

Un bel colpo di marketing per il partito dei marchettari.

Certo, democratizzare l'Italia sarebbe una bella iniziativa, in questa oligarchia pseudo-repubblicana di cui abbiamo cittadinanza ce n'è un gran bisogno.

Eppure ho questa sensazione fastidiosa che questioni come la assoluta non-rappresentatività dei partiti, il ladrocinio del voto di preferenza, la salvaguardia della libertà di informazione, il conflitto di interessi, il finanziamento pubblico ai partiti (altrimenti detto rimborso elettorale), il finanziamento delle aziende private ai partiti (più onestamente detto corruzione, ma così è legale) e altre simili amenità non saranno mai affrontate dal PD, se non con fiumi di vuote parole e languide promesse per quei poveretti proni elettori.
In fin dei conti non stupisce l'entusiasmo di Berlusconi, perchè in fondo quel partito è il suo trionfo, il culmine di un ventennio di duro lavoro di rieducazione della nazione intera attraverso i tubi catodici.
La vittoria completa del berlusconismo, un nuovo partito di plastica che nasce per contrapporsi al suo partito di plastica, ma senza i mezzi mediatici (in mano sua), senza la forza della ragione che le idee di pace, di legalità e giustizia sociale arrivavano (si noti il passato) da sinistra rendendo quei figli della prima repubblica passabili da un punto di vista intellettuale-morale, senza la base storica ereditata dagli anni sessanta e rimasta stabile forse per pigrizia, forse per una fiducia troppo dura a morire.

Un partito che non griderà allo scandalo per le mazzette o i trasformisti ma che si limiterà ad un'alzata di spalle, mentre una mano lava l'altra e tutte e due inciuciano trionfalmente.

postato da: paskal007r alle ore 23:02 | Permalink | commenti (5)
categoria:inciuci
sabato, 21 aprile 2007

In questi giorni Travaglio lancia, quasi inascoltato, un grido di disperato allarme dalle pagine dell'unità. Passate parola, è importante.

"L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.

“è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.

“non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”.

L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. ... Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini."

venerdì, 13 aprile 2007
Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa.

Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso
per sottoscrivere:


http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/03/8_per_mille_all.html

postato da: paskal007r alle ore 20:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:religione, macroeconomia, passaparola, agire
domenica, 08 aprile 2007
Tra antiche divinità nordiche e simbologie pagane

di Andrea Romanazzi

Introduzione

Nella religione cristiana grande importanza ha la festività di Pasqua, la Resurrezione di Cristo che con il suo sacrificio cancella le ataviche colpe umane.
Tra le pieghe di questa festa religiosa, però, sono ben nascosti molti simboli e tradizioni di origine pagana, ricordi di altre e ben più antiche festività poi cancellate dal Cristianesimo con una vera e propria opera di sincretismo.

Inizieremo così un viaggio che ci porterà tra le desolate lande dell'Europa del nord, alla ricerca di antiche divinità celtiche che ci aiuteranno a scoprire le vere origini e i simboli di questa festività.

Per effettuare un esame etimologico della "Pasqua" dobbiamo rifarci al termine inglese "Easter" che ci riporterebbe ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e in particolare ad una antica divinità pagana, la Dea Eostre.

Questa antica Dea non è molto conosciuta nella mitologia nordica, viene menzionata per la prima volta dal Venerabile Bede (679-735) nel suo "De Temporum Ratione" dove è messa in relazione alla primavera e alla fertilità dei campi.
Infatti il nome sembrerebbe provenire da aus o aes e cioè Est, dunque è una divinità legata al sole nascente e al suo calore, del resto il tema dei fuochi e del ritorno dell'astro sarà un tema ricorrente nel proseguo delle tradizioni pasquali.

Le origini di questa Dea però non sono molto chiare, dalle caratteristiche sembrerebbe una divinità nordica, anche se non viene per nulla citata nella mitologia celtica, tanto da far credere ad alcuni studiosi che si tratti di una divinità inventata dallo stesso Bede, spiegazione non molto plausibile in quanto un religioso cristiano non avrebbe avuto bisogno di creare una nuova divinità in un pantheon pagano già molto ricco e variegato.

Il Grimm, noto studioso di mitologia nordica nel suo "Teutonic Mythology" descrive Eostre come una divinità pagana portatrice di fertilità e la collega alla luce dell'Est e in particolare all'equinozio di Primavera che veniva chiamato dai popoli celti "Eostur-Monath" e successivamente di "Ostara".

Uova pasquali e il mistico coniglio

Interessante tradizione tipica della Pasqua è lo scambio delle uova di cioccolato, in Germania ad esempio vi è l'usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal "coniglio pasquale", in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto.

Questa tradizione è fortemente legata al culto della Dea precedentemente descritta, infatti nelle tradizioni pagane si celebrava il ritorno della Dea andando a scambiarsi uova "sacre" sotto l'albero ritenuto "magico" del villaggio, usanza che dunque collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.

Simbolo della Dea è la lepre o il coniglio che in realtà rappresenta la stessa divinità che si rende immanente e concepisce se stessa come divinità dei boschi.

Questo carattere sembrerebbe far ritornare l'idea di Eostre come Dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che, come vedremo, sono collegate anch'esse a tale festività. L'animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre, sancendo così la sacralità dell'animale.

Una delle credenze dell'uomo antico era quella che, cibandosi dell'animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino che è insita nella sua immanenza.

Questa tradizione è ripresa poi anche dai pani dolci a forma di zig-zag che vorrebbero rappresentare l'animale e anche la runa Gebo o la ruota solare.
Anche l'uovo non è scelto a caso ma è da sempre simbolo di rinascita. Per l'antico raccoglitore e cacciatore la Primavera portava gli uccelli a deporre le proprie uova e dunque ad avere un nuovo sostentamento dopo l'austerità dell'inverno. La stessa deposizione di uova differenti da parte delle diverse specie di uccelli potrebbe portare all'idea delle uova differentemente dipinte che si sono poi tramandate fino ai giorni nostri.

L'uovo diventa così potente talismano di fertilità e vita come testimoniato dalle usanze delle uova sacre Russe o Ucraine ove il cibarsi di questo alimento celebrerebbe la rinascita del sole e il ritorno delle stagioni dell'abbondanza.

L'idea del "sacro" uovo si è così tramutata nel tempo, basti pensare all'uovo alchemico di Hermete Trismegisto o agli antichi romani per i quali "omne vivum ex ovo". Una leggenda narra ad esempio che Maria Maddalena si presentò all'imperatore Tiberio con un uovo dal guscio rosso , o ancora la Vergine Maria donò a Ponzio Pilato un cesto di uova colorate per implorare la liberazione del Cristo. Il cibarsi delle uova, così, diventa un rituale collettivo di partecipazione alla nuova vita e dunque alla resurrezione.

La reminiscenza dello spirito arboreo

Come possiamo notare dunque la Pasqua è una festa dalle origini antichissime e che si collega ai rituali naturali e alla sacralità degli alberi, essa altro non sarebbe che un'altra forma di venerazione, di quel principio agreste basato sulla morte e rinascita dello spirito della vegetazione rappresentato spesso nell'uccisione e nella risurrezione della Dea o successivamente dell'Uomo Selvatico.

Una tradizione interessante è quella dei cosi detti Giardini di Adone: in particolare nell'area orientale si venerava, sotto i nomi di Tammuz e Adone, la decadenza e la rinascita annuale della vita e anche se le fonti intorno a queste divinità sono frammentarie e oscure, da esse deduciamo che morissero ogni anno per poi risorgere. Ad esse era dedicato una specie di giardino che altro non era che un simbolo basato sul principio della Magia Imitativa, cioè che il simile produce il simile: realizzare questi giardini fioriti era un modo per incoraggiare la crescita delle messi.

Si schiude come di incanto la spiegazione di un rituale creduto cristiano ma che affonda le sue radici nel paganesimo, i "sepolcri", realizzati il Venerdì Santo per il Cristo con piante, spighe e fiori, veri "giardini" realizzati sulla tomba del dio morto creando un legame ancora più stretto tra festività e rituali arborei.

Anche la simbologia dell'agnello o meglio del "capretto" sarebbe strettamente legata al culto arboreo nello stesso significato della lepre per la Dea Eostre. La capra infatti, errando nei boschi, rosicchia le cortecce degli alberi danneggiandoli notevolmente, così solo il dio della vegetazione si nutre della pianta da esso personificata, e dunque lo stesso animale non può che essere sacro.

Come nel caso delle uova, l'uomo antico mangiando la carne dell'animale crede di acquistare e assorbire una parte di divinità. Pertanto il cibarsi di animali sacri per il dio è un sacramento solenne come la celebrazione di Gesù, rappresentato da un Agnello che ancora oggi, in molte parti di Italia si consuma.

"…io sono l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo…"


La festa del fuoco

Strettamente connesso con i rituali legati alla vegetazione e alla rinascita è la tradizione pasquale di accendere falò. I cosi detti fuochi di gioia da cui poi deriverebbe la tradizione del cero pasquale.

In Germania ad esempio i contadini raccolgono tutti i rami secchi che trovano nelle loro campagne per poi farne un enorme rogo e spargere le ceneri nei campi per propiziare il raccolto, mentre tizzoni accesi vengono portati all'interno delle case come protezione dagli spiriti maligni. Tali rituali li troviamo anche in molte altre parti d'Europa e nella nostra stessa Italia.

La spiegazione data è molteplice, per alcuni si tratterebbe di un rito purificatorio, in sintonia con quello che poi sarebbe il significato della Pasqua cristiana, del resto è abitudine spesso bruciare in questi roghi delle effigie stregonesche o un fantoccio costituito da sterpaglie che comunemente viene chiamato "Giuda".
In realtà la tradizione ben si sposa con il concetto di Magia Imitativa molto caro all'uomo antico, infatti la festa legata all'equinozio di primavera è strettamente legata alla rinascita del Sole dopo la sua morte, il buio e la luce si equivalgono per poi far prendere il sopravvento di quest'ultima.

I rituali erano così un modo di imitare il cammino dell'astro o ancora di portare in terra parte del suo calore infatti l'usanza di far ruzzolare ruote infuocate giù per una collina o il correre nei campi con le fiaccole accese fa proprio passare per una imitazione del percorso solare nel cielo.

In questa tradizione fortemente pagana si inserisce il cero pasquale, il fuoco sacro alla religione Cristiana che anche in questo caso attinge a piene mani dal mistico sacco dei rituali pagani. Così ecco che nelle chiese si spengono le luci, proprio a rappresentare il dominio assoluto del buio, visto solo successivamente come male, poi trionfa la luce, simboleggiata dal cero dal quale si accendono le varie candele, che si portano a casa come i pagani portavano i loro tizzoni accesi: un mistico intreccio di culture e credenze che si fondono in antichi rituali e simbologie che si perdono nella notte dei tempi.


Bibliografia:

J.Frazer: "Il Ramo d'Oro" Bolati-Boringhieri

A.Romanazzi: "La Dea Madre e il culto Betilico: Antiche conoscenze tra mito e folklore" Levante Editore Feb.2003
postato da: paskal007r alle ore 17:51 | Permalink | commenti
categoria:religione, grandi menzogne, dura a morire
sabato, 07 aprile 2007
Una nuova legge è stata approvata dalla Duma moscovita, ora in attesa della sola vidimazione da parte del sindaco della città, stabilisce la totale impossibilità pratica di organizzare qualsivoglia manifestazione, uccide il diritto delle masse di esprimere pubblicamente dissenso.
Certo, non si abolisce formalmente il diritto, ci si limita a renderlo impossibile da reclamare nella pratica, dopotutto l'effetto non cambia, ma si risparmiano parecchie accuse dall'europa, che per molto meno ha messo sotto embargo la palestina.
Si vieta che in un corteo ci siano più di due persone per metro quadro, così la piazza rossa (capienza mezzo milione) può ospitare appena quarantamila individui.
Divieto totale poi di manifestare vicino ad un qualsiasi luogo di interesse storico o artistico, come se fosse più importante tutelare la viabilità delle strade del centro o la visibilità di un monumento a Lenin che i diritti di una popolazione.
Ma tanto i manifestanti non noteranno grosse differenze: infatti fin ora già prima di arrivare lì dove una simile infrazione potrebbe essergli contestata venivano gentilmente caricati su cellulari e arrestati. Almeno questo è successo una quindicina di giorni fa, a 200 persone. Neppure il tempo di arrivare in città, alla stazione degli autobus e a quella ferroviaria li attendevano gli sfollagente, le camionette, un passaggio per uno stadio vicino dove sono stati ammassati.
Persino lo scacchista campione mondiale, Kasparov ha deciso di entrare nella scena politica e combattere contro il regime, guidando l'opposizione, anche in piazza. Per questo oggi è costretto a girare con una scorta di cinque uomini armati, quando si trova in Russia .
La situazione è tragica anche per i giornalisti che, diversamente dai nostri, fanno il loro dovere.
E' recente caso di Viktor Shmakov il quale è sotto processo con l'accusa di "istigazione all'insubordinazione alle autorità legittime", la stessa cosa che fecero Martin Luther King o Ghandi per intenderci.
Rischia cinque anni di carcere, per aver osato criticare il regime russo nel suo giornale.

Ma forse la notizia che merita maggior rilievo è l'esistenza di prigioni dei servizi segreti. La notizia è recente e la racconta il "novaja gazeta", il giornale della martire Politovskaia, sembra infatti che la duma stessa abbia approvato la legge che garantisce loro il controllo di alcune strutture detentive. In questi centri cosa succederà?
Facile indovinarlo, un servizio segreto a chi dovrà mai rendere conto delle persone che finiscono in simili centri, a chi se ogni sua operazione è coperta dal mistero?
Nessuno potrà impedire torture, indiscriminate operazioni di polizia, rapimenti, abusi di potere.

Questo e altro nella alleata dittatura russa.