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Le 10 ragioni per dire no al matrimonio gay giovedì, 29 marzo 2007..... Lettera aperta su afganistan e fedeltà domenica, 25 marzo 2007..... Il DNA culturale della prossima generazione martedì, 20 marzo 2007..... sabato, 17 marzo 2007..... Guantanamo e confessioni sabato, 17 marzo 2007..... Veleno ai bambini: decisione poco medica sabato, 10 marzo 2007..... Sintesi di un pensiero mercoledì, 07 marzo 2007..... Fede e Ragione martedì, 06 marzo 2007..... Le cattedrali nel deserto lunedì, 05 marzo 2007..... Nuda oscenità domenica, 04 marzo 2007.....
 
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Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
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giovedì, 29 marzo 2007
da http://www.queerblog.it/

1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l'aria condizionata.

2. Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay, allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti

3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi

4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste

5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta

6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini

7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali

8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all'intera nazione. Ecco perché in Italia c'è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita

9. I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10. Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all'allungamento della vita media

postato da: paskal007r alle ore 23:18 | Permalink | commenti (12)
categoria:religione, stupidità, dura a morire
domenica, 25 marzo 2007
Gentile Antonio Di pietro,
Leggo sul tuo blog che secondo te i nostri soldati dovrebbero poter affrontare adeguatamente i nemici o andare a casa.
Dato che lo status dei nostri soldati è quello di "missione di pace", se hanno dei nemici vuol dire che è necessario cambiare lo status in "missione di  guerra", ma questo credo equivalga a dire che devono andare a casa, o sbaglio?
Non potremmo per esempio seguire la strada tracciata dai tedeschi e inviare unicamente personale con mansioni umanitarie?
Dire che correrebbero rischi è certamente pretestuoso, visto che il personale di organizzazioni come la croce rossa o Emergency opera tranquillamente senza neppure sollevare la questione.
Anzi, certamente verrebbe a cadere la palese incostituzionalità della missione, forzosamente sostenuta "di pace", e i nostri connazionali in Afganistan oggi visti come "nemici" potrebbero venire percepiti come persone che davvero sono lì per aiutare e non per occupare.

Sulla questione della fedeltà, ho da porti una domanda, la tua fedeltà a chi va?
A Prodi o ai cittadini che hanno dato mandato sia a te che a lui?
Perchè se è ai secondi che va ti devo chiedere di attenerti al programma dell'unione e a quello dell'italia dei valori non che alle dichiarazioni della coalizione tutta in periodo di campagna elettorale e rendere questo governo un pò più vicino a quel governo della pace che abbiamo votato.

Più di tutto spero che vorrai rispondere all'ultima domanda, quella in grassetto.
Con stima,
Pasquale Franzese
web-alias: Paskal007r http://divideetimpera.splinder.com
P.S.
Spero non ti disturbi se pubblico la presente come lettera aperta.
postato da: paskal007r alle ore 15:47 | Permalink | commenti (5)
categoria:dura a morire
martedì, 20 marzo 2007
da Foruminsegnanti.it

Lettera aperta al Ministro On. Giuseppe Fioroni e al Viceministro On. Mariangela Bastico

RIPARTIAMO DAI PROGRAMMI
Le Indicazioni Nazionali sono inemendabili,
è giunto il momento di archiviarle definitivamente!

Apprendiamo, ancora una volta da canali non ufficiali, la costituzione di una commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali.
Da notare che l’utilizzo, non certo casuale, del termine revisione piuttosto che riscrittura, lascia intendere trattarsi di un’operazione meramente emendativa, la quale assume come testo base le Indicazioni Nazionali provvisorie allegate alla Legge 53, piuttosto che i Programmi Ministeriali del '91 (Infanzia) '85 (Elementare) '79 (Media) preesistenti e tuttora vigenti, dal momento che nessuna disposizione formale li ha mai abrogati. In virtù di ciò non sussiste alcuna ragione ostativa dal punto di vista giuridico tale da impedire di considerarli documenti di riferimento sui quali innestare eventuali necessari adeguamenti alle mutate realtà, mentre fondate e legittime motivazioni inducono ad archiviare definitivamente le Indicazioni Nazionali ampiamente criticate dalla comunità scientifica e decisamente respinte dal mondo della scuola reale.


Nel ravvisare la necessità di un confronto vero e serio di metodo e di merito

DENUNCIAMO

un difetto di trasparenza e democraticità nei rapporti tra il Ministero e i diversi soggetti della scuola, che reiteratamente ed intenzionalmente sono stati tenuti all’oscuro di iniziative che direttamente li riguardano;
vedi:

Progetto Ascolto (?): mai apparso sul sito nazionale del MPI, del quale ad oggi sono pressochè sconosciute le finalità, i metodi, i contenuti e gli esiti

Nota riservata del ministro alle case editrici, che in quanto tale non ci è dato di conoscere, ma facciamo davvero difficoltà a comprendere la necessità del “sotterfugio”…

…che, tra l’altro, si ripete con la missiva segreta (svelata dal quotidiano il Secolo XIX) in cui il Ministro invita capi dipartimento, direttori regionali e provveditori a non rilasciare dichiarazioni pubbliche su argomenti di carattere politico.

Per ultimo il Decreto Compartimentale n.7 del 22 gennaio 2007 con il quale viene costituita la commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali, introvabile alla data odierna sul sito del MPI.


In merito al succitato decreto

RILEVIAMO

che dalla composizione della commissione restano esclusi gli insegnanti della scuola pubblica statale e gli specialisti delle discipline. Inoltre essa non rispecchia adeguatamente le diverse realtà geografiche.


CHIEDIAMO

- che la commissione che sarà preposta all’elaborazione dei nuovi Programmi sia composta soprattutto da insegnanti provenienti dai diversi ordini di scuola;
- che l'attività della stessa preveda una vera campagna di ascolto nelle scuole, con il coinvolgimento diretto e attivo di insegnanti, genitori e studenti;
- che il testo su cui lavorare non siano le “Indicazioni” ma i “Programmi” del '91 (Scuola dell’Infanzia), '85 (Scuola Elementare), '79 (Scuola Media).

Attendiamo, vorremmo dire fiduciosi (ma non nascondiamo la nostra preoccupazione di essere per l’ennesima volta delusi) un riscontro a questo nostro appello.

FIRMA>>>
postato da: paskal007r alle ore 20:47 | Permalink | commenti
categoria:passaparola, agire, inciuci, controllo di massa
sabato, 17 marzo 2007
postato da: paskal007r alle ore 15:47 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 17 marzo 2007
Khalid Sheikh Mohammed, catturato ed imprigionato a Guantanamo già da più di quattro anni, ha infine confessato di essere la mente che ha ideato ed organizzato gli attentati dell'undici settembre 2001 e quelli del 1993 contro le stesse torri, oltre ad altri 27 crimini di cui sarebbe stato la mente.

La confessione è stata rilanciata su tutti i media, finalmente il mandante dell'11/9 confessa.
Quello che forse pochi hanno notato è che la confessione è stata resa a Guantanamo, sotto la tortura dell'annegamento ("Water Boarding"), di certo non ne hanno fatto accenno nei tg. Khalid addirittura, secondo quanto dichiarato dagli stessi ufficiali C.I.A. avrebbe resistito un "tempo record di due minuti e mezzo circa alla tortura del Water Boarding prima di iniziare a confessare".
Quello che Luogocomune.net sottolinea con prova di buona memoria storica è che il reo confesso di essere la mente dell'undici settembre in realtà c'era già, infatti la confessione era già stata estorta con la tortura nel lontano 2003 allo stesso Khalid.
Va anche ricordato che l'attentato del 1993, che lui ha "confessato", venne effettuato da una cellula che era stata infiltrata e finanziata dall'FBI, la quale aveva anche autorizzato l'attentato, come provarono delle registrazioni pubblicate sul New York Times.
A questa notizia si aggiunge il ricordo della presunta infermità mentale di Mohammed Atta (il "ventesimo attentatore" condannato per il dirottamento che non sarebbe riuscito a commettere), costretto a non difendersi da solo proprio in virtù di tale follia, della quale non ha dato nessun segno nè prima, nè durante, nè dopo il processo.
Dopo queste notizie lo stile d'indagine dell'amministrazione USA non può non ricordare quello della Russia sovietica, in cui i criminali confessavano crimini di cui erano innocenti, e chi era contro la verità ufficiale veniva spesso internato in manicomio.

Un'altra notizia vecchia quanto ignorata da chi sceglie quali far conoscere al pubblico e quali no: secondo la rivista New Statesmen, il governo americano ha offerto al governo pakistano una sostanziosa taglia per ogni "combattente nemico" che gli fosse stato consegnato generando così il rastrellamento sommario di  circa 689 individui venduti senza neppure che li si sospettasse di alcun legame con il terrorismo. Il quotidiano La Jornada quantifica che il 95% dei prigionieri di Guantanamo sia stato comprato in questa maniera.

Ma cosa spinge la C.I.A. a fare tutto questo?
Riflettiamoci, che senso ha subire le proteste di tutto il mondo per le atroci torture inflitte a persone che sono state comprate al mercato delle taglie, senza che possano avere oggettivamente delle informazioni utili?
Che beneficio possono sperare di trarne i generali a stelle e strisce dalla spesa di milioni di dollari solo per acquistare inutili riempitivi per celle e di altri milioni di dollari per estorcergli infornazioni che non hanno?
Forse si potrebbe trattare di un'elaborata mess'inscena per far si che si possano loro imboccare le confessioni giuste?
Per quanto abbiano fatto anche questo ciò non basta a spiegare un simile sforzo politico ed economico.
Inoltre perchè creare Guantanamo e le altre prigioni extraterritoriali della tortura per qualcosa che avrebbero potuto fare con comodo in una qualsiasi struttura militare?

No, il motivo deve essere ben più profondo.
Il motivo è più probabilmente che questi teocrati della violenza hanno voluto creare dei luoghi in cui potessero infrangere ogni legge ed ogni regola morale, una dimostrazione di potere assoluto e arbitrario, ma anche dei luoghi di totale impunità, luoghi che garantiscono un grande potere. Il motivo è anche che se li si accusa di eccessivo zelo nel perseguire i terroristi non li si può accusare nè dell'averli creati, nè dell'essere i veri organizzatori e realizzatori degli attentati stessi, e neppure di aver scatenato una guerra senza motivo.

Motivi quindi sia tattici che propagandistici, di un tentativo di eversione dell'ordine democratico e costituzionale delle grandi nazioni industrializzate in cui il cittadino è ancora libero di dissentire oggi un pò meno di ieri, ma ancora un pò più di domani.
sabato, 10 marzo 2007

COMUNICATO STAMPA DEL 07/03/07

 

SENATO, AUDIZIONE AIFA: UN’OFFESA ALLA COMMISSIONE SANITA’

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in audizione in Senato per ottenere il via libera all’introduzione del Ritalin® in Italia ed all’attivazione del Registro Nazionale dei bambini in terapia con psicofarmaci.La Commissione ha espresso un parere positivo, ma sulla base di una descrizione dello scenario del tutto parziale da parte dell’AIFA, che ha omesso documenti importanti: questo è a nostro avviso offensivo per tutti i Senatori e per noi addetti ai lavori del settore salute. Non siamo stupiti di quest’ottimo “servizio” a big pharma: ai vertici dell’AIFA siede un ex dirigente di FarmIndustria”.

 

 

Si è tenuta ieri l’audizione in Commissione Sanità del Senato di Nello Martini, Direttore dell’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, massimo organismo di controllo sanitario in Italia, per ottenere l’assenso alla strategia di reintroduzione del Ritalin® in Italia e all’attivazione del Registro per monitorare i bambini in terapia con psicofarmaci. Nel corso dell’audizione il rappresentante dell’AIFA ha da un lato ammesso l’esistenza di abusi in altri paesi, e dall’altro rassicurato i Senatori circa il presunto “approccio prudenziale” dell’AIFA stessa a queste delicate tematiche. “Come cittadini e come addetti ai lavori del settore salute siamo sconcertati dalla descrizione del tutto parziale, e quindi non genuina, rappresentata dall’AIFA alla Commissione Sanitàha dichiarato Luca Poma, portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia. Pur di ottenere il via libera, l’Agenzia ha omesso ad esempio di illustrare nel dettaglio gli ultimi ‘warnings’ della Food and Drug Administration, che allertano tutti i medici americani circa il rischio di crisi maniaco-depressive, ictus, arresto cardiaco e morte improvvisa dei bambini in terapia con questi psicofarmaci, anche bimbi sani che non avevano mai avuto queste patologie. Questo atteggiamento di fatto reticente nei confronti della Commissione è a nostro avviso irriguardoso verso i Senatori presenti, autorevoli rappresentanti del popolo la cui opinione rischia di venire così viziata da tali gravi omissioni. L’AIFA ha “dimenticato” di spiegare alla Commissione che i protocolli diagnostico-terapeutici, elaborati con l’Istituto Superiore di Sanità e classificati come “documenti confidenziali”, sono totalmente orientati verso la terapia farmacologica, e ignorano in larga misura le alternative al farmaco, anche se scientificamente testate, e che inoltre non vengono stanziate risorse aggiuntive per garantire la presa in carico del bimbo, se non a base di psicofarmaci. D’altra parte – conclude Poma – non ci stupisce che l’AIFA – al di la delle chiacchiere – non tuteli i piccoli pazienti, dal momento che la Presidente del Consiglio di Amministrazione AIFA, organo che darà nel corrente mese di marzo il via libera definitivo alla somministrazione di questi psicofarmaci ai bimbi italiani, prima di occupare questo incarico era un’alta dirigente di FarmIndustria, la lobby dei produttori di farmaci: ecco che i “controllati” siedono nei posti chiave degli organismi di controllo, con buona pace del diritto alla salute dei minori italiani. Non comprendiamo come possa il Ministro Turco continuare a tollerare questo grave conflitto d’interesse”. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini”®, che rappresenta centotredici associazioni ed enti, si oppone fermamente a questa strategia, ed ha già anticipato azioni in sede giudiziaria.

 

Media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org

mercoledì, 07 marzo 2007
"La sinistra è un male che solo la presenza della destra rende sopportabile"

 Massimo D'Alema

mi è arrivata oggi su logos quotes... che dire... un pò me l'aspettavo.
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categoria:corruzione, inciuci, senza pudore, dura a morire
martedì, 06 marzo 2007
C'è chi dice che Fede e Ragione non sono contrapposte, niente di più falso.

Non c'è molto da dire, bastano poche e semplici parole, due righe, ma per una volta voglio essere puntiglioso e fare una dimostrazione "passo passo".

Prendiamo la logica, strumento principe della Ragione.
Se qualcosa è contro la logica è anche contro la Ragione, su questo assioma fondamentale non credo ci siano dubbi.
Nella logica esiste un errore comune, detto "Ricorso all'autorità" ne incollo la definizione dal Nikzor project (un sito che tratta di errori logici sia in italiano che in inglese).

Descrizione di Ricorso all'autorità

Un Ricorso all'autorità è un errore con la seguente forma:

  • La persona A è (o si afferma che sia) un'autorità sull'argomento S.
  • La persona A fa l'affermazione C sull'argomento S.
  • Quindi, C è vero.
  • [...]

    Quando una persona cade preda di questo errore, sta accettando una tesi come vera senza che ci siano adeguate prove per farlo. Più specificamente, sta accettando la tesi perchè crede che la persona che fa l'affermazione sia un vero esperto e che quindi sia ragionevole accettare l'affermazione. Dato che la gente tende a credere alle autorità (e ci sono, infatti, buone ragioni per accettare alcune affermazioni fatte dalle autorità) questo errore è piuttosto comune.

    In pratica è un errore il ritenere vera una affermazione in base all'autorità della fonte di questa affermazione.

    In logica, palesemente, è anche un errore prendere per vera una affermazione in maniera arbitraria, in base ad un proprio convincimento.

    Ecco invece la definizione di FEDE, in ambito religioso, secondo il dizionario di Sapere.it:

    féde

    s. f.

    credenza ferma e certa che si fonda su un interiore convincimento o su un'adesione all'autorità di altri, senza bisogno di prove di fatto o di dimostrazioni logiche

    Insomma per la logica dato che "ritenere vera una affermazione in base alla sola autorità altrui" o "in base alla sola propria arbitraria volontà" è un errore e per definizione aver Fede è esattamente questo, ciò vuol dire che per la Ragione aver Fede è un errore.

    Quindi abbiamo dimostrato che la Ragione è contro la Fede.

    Dal punto di vista della Fede invece si possono avere diversi casi:

    O il fedele ritiene di essere irrazionale o il fedele ritiene di essere razionale.

    Se ritiene di essere irrazionale, è automaticamente vero che nel suo caso non si può aver Fede e Ragione contemporaneamente, per propria ammissione.

    Se invece ritiene di essere razionale, allora ritiene anche che la sua situazione non è una contraddizione, perchè se sapesse di essere in contraddizione ammetterebbe di essere irrazionale e quindi rientrerebbe nel caso precedente.

    Dato che come abbiamo dimostrato nella prima parte essere razionali significa anche considerare la Fede un errore allora se si ha Fede e si è razionali si deve anche considerare un errore la Fede il che è una contraddizione! A questo punto o il fedele ritiene di essere irrazionale e torna al primo caso, o decide di accettare la contraddizione e pretendere contemporaneamente di essere razionale. Ma ammettere di accettare una contraddizione è come ammettere di rifiutare una regola fondamentale della logica, il principio di non-contraddizione. Quindi equivale a rifiutare la Ragione.

    In conclusione per ognuno dei casi esaminati in cui si ha Fede (altri casi non esistono) non si può avere anche Ragione, quindi possiamo anche dire che la Fede è contro la Ragione.

    Quindi in base a quanto detto Fede e Ragione non possono coesistere.

    Questo vale per le persone dotate di Ragione, le persone dotate di Fede decideranno o che possono fare a meno della Ragione o, in base ad un loro "interiore convincimento", che questa dimostrazione logica è sbagliata, per Fede appunto, ma così facendo andrà contro la Ragione.
    postato da: paskal007r alle ore 18:20 | Permalink | commenti (6)
    categoria:religione, stupidità, grandi menzogne, dura a morire
    lunedì, 05 marzo 2007
    dal blog di franca rame

    Parliamo un po’ della Banca d’Italia…Con l’aiuto di Elio Lannutti, Presidente dell’ADUSBEF  (www.adusbef.it)

     

    Ecco un elenco di alcune OPERE INTRAPRESE NEGLI ULTIMI ANNI DAL VERTICE della Banca D'Italia NELL'AREA ROMANA (Escluse le Filiali in tutta Italia).
    Se qualcuno avesse notizia di ulteriori opere in giro per l’Italia, ce lo faccia sapere!
     
     

    Il complesso "Donato Menichella "costruito a Vermicino, costato milleduecento miliardi (quanto una manovra economica), per alloggiare 1200 dipendenti, in pratica ogni posto di lavoro costa un miliardo. La struttura, progettata negli anni del terrorismo e dimensionata per elaboratori che ormai appartengono alla preistoria, considerata l'evoluzione soprattutto dimensionale degli stessi. Notevole è lo sperpero di danaro fatto per costruire questo centro con corridoi enormi con conseguenti costi per la climatizzazione degli stessi; statue, anfiteatri, sperpero di tecnologie avanzate e lusso.
     

     
    Basti pensare che i soli costi di gestione ammontano a 25 miliardi di lire annui. Come se non bastasse, si stanno costruendo altri edifici in aggiunta, mentre in centro storico sono numerosi gli edifici vuoti e si continua ad acquisirne altri, come ad esempio il complesso di edifici del Credito Fondiario in Via Piacenza 6 per un importo di 120 miliardi di lire ed è prevista la spesa di 2'5 miliardi di lire per restauri. E' inoltre prevista una spesa di 12 miliardi di lire per l'edificio di Via nazionale 187 (vigilanza) per restauri.
     

     
    Sono stati effettuati lavori di ristrutturazione nella sede centrale di Via Nazionale 9 1, sul fabbricato che si affaccia su Via dei Serpenti su 1200mq destinati ad uffici per la politica monetaria e nuovi impianti. La spesa prevista è di 8 miliardi di lire. Sono stati  spesi circa 16,900 miliardi di lire per il restauro dell'edificio che ospita la vigilanza in Via Milano 53. Ancora, l’acquisto di Villa Huffer su Via Nazionale, angolo Via Milano al prezzo di 50 miliardi di lire e restaurata con 1,5 miliardi di lire. E' in fase di ristrutturazione un edificio di Via Due Macelli vicino piazza di Spagna (spesa prevista 10 miliardi di lire) per allocarvi il Servizio Personale prima trasferito negli edifici di Via Otricoli.
     

     
    Al CASC, centro per l'assistenza sociale e culturale per i dipendenti è stato assegnato un vecchio convento su Via del Mandrione ed il restauro è costato due miliardi di lire. Enormi sono le spese di gestione dell'adiacente Centro sportivo.
     

     
    Si continua ad assegnare alloggi a grossi dirigenti interni e politici, ed a personaggi esterni all'istituto senza passare all'esame della commissione alloggi, come accade per i comuni dipendenti, restaurandoli a spese del fondo pensione . E' stata costruita una nuova mensa in Via del Boschetto nell'ex edificio del Secolo D'Italia al costo di 10 miliardi di lire. Costosissimi sono i lavori di rifacimento degli uffici di alti dirigenti del1'A.C.' che vengono rifatti secondo i capricci degli stessi, anche quando non ve ne è la necessità. Per il cinema Quirinale è previsto un costosissimo progetto di trasformazione
     

     
    A  Perugia  è in costruzione un costoso centro congressi, quando a Vermicino esistono le idonee strutture per congressi. Sempre qui, c’è una intera collina di diversi ettari di terreno con dei villini attrezzati ad albergo ed un centro congressi con ristorante, piscina e campi da tennis . Mentre dal Serv. Fabbricazione Carte valori si mandano in altri servizi circa 80 operai per ridurre i costi, si progetta un nuovo grande edificio da costruire accanto a Fabbricazione.
     

     
    Senza rispettare quanto disposto dalla Legge Merloni è stato affidato al Prof. Vestroni dell'università di Roma un incarico miliardario per la verifica sismica di tutti gli edifici della Banca D'Italia.
     

     
    Avendo la Banca D'Italia perso le funzioni, nelle Filiali non ci sono più le file di una volta agli sportelli, le operazioni effettuate si contano sulle dita, gli enormi saloni del pubblico vengono utilizzati prevalentemente per i ricevimenti. Eppure la banca continua a mantenere in essere il mastodontico apparato tecnico del Servizio Attività Immobiliari (200 persone), oltre alle 60 persone addette alla manutenzione del complesso di Vermicino, ai tecnici addetti alla manutenzione del Servizio fabbricazione Carte Valori (20 persone) e del Servizio elaborazione sistemi informativi; inoltre in ogni filiale (99) viene retribuito un tecnico locale per la manutenzione.
     

     
    Senza facili demagogie, ci interroghiamo sul valore dei sacrifici che siamo chiamati a sostenere per rattoppare quest’Italia sul lastrico, a fronte di queste opere faraoniche, che pesano, neanche a dirlo, sulle spalle dei contribuenti.
     

    postato da: paskal007r alle ore 21:02 | Permalink | commenti
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    domenica, 04 marzo 2007
    W l'Italia, un programma di raitre, stasera ha deciso di deliziarci con un'inchiesta che mostra come è finita questa schifosa Italia del lassismo assoluto.
    Il clientelismo alla luce del sole, così, come se nulla fosse, un "capo elettore" rivela di favoritismi, reti di voto di scambio e tutto quel disgustoso marciume in cui annega catanzaro e la nazione intera. Sotto l'occhio della telecamera raccomanda uno studente per un esame universitario. Rivela che controlla tutti i voti che gli vengono promessi, voti che di fatto non sono segreti.

    I programmi non contano nulla, i partiti nemmeno, solo gli scambi di favori. Messo a nudo tutto quel marcio, passato finora sotto il nome di politica, in realtà miserabile lotta tra simoniaci delle poltrone. Metà degli elettori, o forse tutti, si vendono al miglior offerente, per cosa? favori, come un posto di lavoro o saltarsi la coda per un esame medico.

    Piatti di lenticchie.

    Cosa ci si è venduti? la crocetta su un foglio, la vita, l'anima... L'Italia intera. E' per colpa di questi venduti, di questi corrotti, si, corrotti elettori se le amministrazioni sono così inette, se la 'ndrangheta, la camorra o cosa nostra trova con chi accordarsi una volta passate le elezioni, se la legge viene buttata giorno per giorno nella spazzatura assieme ai nostri diritti e ai nostri soldi!

    E gli onesti invece ancora stanno lì a chiedersi quale sia tra i due gruppi di corrotti il meno peggio a scannarsi pur di stare nella padella anzichè nella brace senza rendersi conto che fritti o arrostiti sempre cotti e mangiati si finisce. Senza rendersi conto che quei pochi che ogni tanto decidono di prendere la mentalità giusta, la mentalità del non accontentarsi di quelle briciole che i corrotti lasciano per mandare avanti la farsa, la mentalità di pretendere il giusto, il rispetto del mandato popolare, vengono scannati in pubblico per aver osato fare il loro dovere, e il nostro bene.

    Si dirà che "altrimenti vince l'altro", che bisogna votare "contro", che bisogna "fermarli". Ma alla fine cosa si fa? Cos'è che vincono? poltrone e stipendi d'oro, nient'altro. Chi governa, chi fa le leggi è il parlamento, non i ministri, non il presidente del consiglio. Se anche vince una coalizione e riesce a mettere i suoi uomini al potere, quella coalizione non potrà far nulla senza i numeri sia alla camera dei deputati che al senato! E allora che succederà? nulla, i soliti corrotti faranno il salto della quaglia e verranno ben ricompensati, ma noialtri avremo imparato di chi ci si può fidare e di chi no.

    E' ora che la divisione si smetta di subirla, quella patetica illusione di dividersi tra destra e sinistra; in un paese tanto incivile quale è il nostro una cosa simile non esiste, è ora di cominciare a fare la divisione ma tra brave persone e farabutti, tra chi vuole che le regole si facciano per rispettarle e chi vuole che si facciano solo per evitarle ai raccomandati, ai venduti, agli uomini di partito, ai vermi, ai corrotti, agli amici degli amici. Anche questa, in fondo, è mafia!

    Non ne usciremo in tempi brevi, non basteranno nè cinque nè dieci anni. Se saremo fortunati la prossima generazione avrà a malapena la possibilità di assistere al conflitto tra onesti e corrotti. E bisogna iniziare a muoversi nelle sedi istituzionali, nei consigli comunali, nelle giunte regionali, nel parlamento, non soltanto nei movimenti o nei comitati che in fin dei conti più che fare pressione sui politici non possono. Non è possibile cambiare i politici, bisogna CAMBIARE POLITICI!

    Ma se non si comincia, non si finisce.