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"Fatti non foste a viver come bruti"
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"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario"
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"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero"
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"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
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Licio Gelli, Repubblica,
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"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente"
G.Orwell

"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
Mohandas Ghandi, 1928

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Dr Martin Luher King

"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
(Umberto Galimberti)

LIBRI CONSIGLIATI

La democrazia del grande fratello
NOAM CHOMSKY

Antimanuale di economia
BERNARD MARIS
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domenica, 25 febbraio 2007
La questione dell'immondizia è una questione, per chi vive al di sopra di un certo meridiano, semplice ordinaria amministrazione. Per altri, come me, è sinonimo di morte, di inquinamento, di scorie tossiche, di tumori, di chemioterapie, di inadempienze politiche, di omertà, di malavita.
Eppure anche se è sinonimo di tutte queste cose difficilmente riuscirei a spiegare come mai è così, e certamente non sono in grado di raccontare tutte le malefatte, tutte le coltellate affondate nel grembo della nostra madre terra qui in campania.

Per fortuna c'è un libro che ci racconta tutto questo, chiedetelo nella vostra libreria, è importante che si diffonda!

Scheda sintetica del libro
:

Titolo: Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
Autore: Alessandro Iacuelli
Prezzo: versione cartacea a partire da € 12,46; e-book € 1,33
Dati: 15.24cm x 22.86cm, 236 pagine
Anno: 2007
Editore: Altrenotizie.org / Lulu
ISBN: 978-1-84753-184-1
Sinossi e breve recensione del libro
“Le vie infinite dei rifiuti” è un’inchiesta giornalistica di Alessandro Iacuelli in cui si ricostruisce il
viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell’ormai
cronica “emergenza rifiuti” della regione.
Il suo libro denuncia e racconta come oggi Napoli sia diventata un desolante paesaggio che agonizza
soffocato dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e perché la Campania sta morendo avvelenata da materiali
tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
Ciclicamente l’emergenza rifiuti in Campania torna a far parlare di sé non appena un qualcosa, anche
un episodio molto piccolo e apparentemente insignificante, interviene ad interrompere l’ormai oliato
sistema delle connivenze mafiose su cui gira da sempre una macchina illegale che lo Stato non riesce (o
non vuole riuscire) a sovvertire in alcun modo. Eppure, questa morsa di "monnezza" che opprime la
Campania potrebbe essere spazzata via. Basterebbe solo volerlo.
Perché, allora, non si vuole? Cosa c’è dietro un’inquietante immobilità della classe politica che
nonostante impegni gran parte del proprio tempo a raccogliere dati ed elementi sul problema, poi resta
colpevolmente silente quando si tratta di passare all'azione? E, soprattutto: chi guadagna montagne di
denaro sulla pelle delle persone?
Con una coraggiosa inchiesta giornalistica, Alessandro Iacuelli ha scavato nelle radici di questa
imbarazzante pagina della storia del nostro Paese ricostruendo nei dettagli il percorso che le ecomafie
hanno fatto in quindici anni per conquistare il “potere” sul territorio e garantirsi introiti stratosferici
attraverso traffici illegali che avvengono sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno muova un dito per
fermarli. Soprattutto quelli che avrebbero il dovere di farlo. Perchè la soluzione - anzi, le soluzioni - ci
sono eccome. E Iacuelli non le tace, così come non manca di ricordare nomi, circostanze, luoghi e
omertà che inchiodano i responsabili di questo scempio davanti all’opinione pubblica senza possibilità
di sconti.
Un’inchiesta, dunque, che consente a chiunque di vedere lucidamente i contorni del problema ed
arrivare a capire qual è oggi il vero “oro di Napoli”. E poter guardare negli occhi gli autori di questa
vergogna senza alcun timore.
L'autore:
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Attualmente fa parte della redazione della testata on-line
Altrenotizie (http://www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l’altro, inchieste sull’emergenza
gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare
“emergenza” che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la “sua” terra, il
commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica e
l’aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
Per ulteriori informazioni e contatti
http://rifiuti.alessandroiacuelli.net
mercoledì, 21 febbraio 2007
Si ringrazia il sen.Franco Turigliatto, si ringrazia anche il sen.Fernando Rossi.
Si ringrazia la loro coerenza.
Invece Prodi si deve vergognare.

Prodi deve vergognarsi della sua decisione di far cadere il governo perchè E' STATO RISPETTATO IL PROGRAMMA DELL'UNIONE.
Merito dell'opposizione e di quei due coraggiosi, che non hanno ceduto al ricatto del governo.
Anche D'Alema deve vergognarsi, per la sua politica estera, opposta al programma dell'unione.
Tutti dicono che il governo ora cadrà perchè 2 persone hanno votato secondo coscenza.
NON E' VERO!

Il governo è cauduto perchè 160 stronzi hanno deciso che piuttosto che fare quello per cui li avevamo votati lo hanno voluto far cadere!
E questa è la più colossale vergogna per un paese democratico.

Ho rispetto per quelli che, come Franca Rame, hanno ceduto al ricatto dei vertici, perchè è comprensibile, perchè c'era l'eterno ricatto che altrimenti torna il fantasma delle destre.
Ho rispetto di loro, ma anche loro hanno sbagliato.

Si deve vergognare la destra che ha votato CONTRO IL SUO PROGRAMMA DI POLITICA ESTERA.
Anche la destra ha fatto esattamente l'opposto di quello che era il suo mandato popolare e ora ha il coraggio addirittura di ammettere che l'hanno fatto solo per poter andare loro ad occupare le poltrone del governo. E la faccia tosta di rinfacciare la pace alla sinistra mentre sono i primi guerrafondai.

Più di tutti si deve vergognare De Gregorio, che ha votato contro il governo che gli ha dato il seggio, perchè volgarmente venduto.
postato da: paskal007r alle ore 21:24 | Permalink | commenti (13)
categoria:controinformazione, stupidità, senza pudore, dura a morire
martedì, 20 febbraio 2007
Tensione alle stelle a Herat, base occidentale del contingente italiano, all'indomani dei violenti scontri tra manifestanti e polizia, terminati con un bilancio di almeno due morti e molti feriti. A protestare erano centinaia di guidatori di moto-risciò, infuriati per la decisione del governatore di vietare il loro uso come taxi. I manifestanti hanno assediato il palazzo della Provincia, scontrandosi duramente con la polizia. Un agente è stato colpito alla testa da un sasso, ed è morto; un manifestante è stato ucciso da un colpo sparato dalla polizia contro la folla. Almeno altre dieci persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave.
 
MappaScontri e agguati nell’ovest. La situazione è critica anche fuori da Herat, nelle altre province occidentali (Farah e Ghor) che rientrano nella zona di competenza militare italiana: il Comando Regionale Ovest, diretto dal generale di brigata Antonio Satta, un veterano della Somalia e dell'Iraq, già comandante della brigata paracadutisti Folgore.
Ieri, trecento talebani hanno attaccato e occupato il distretto di Bakwa, nella provincia di Farah: è la prima volta che accade in questa zona. Finora i talebani avevano conquistato solo distretti nella provincia meridionale di Helmand, come ad esempio Musa Qala. Quella di Bakwa è stata una sorta di "prova": già la notte scorsa, infatti, i talebani hanno lasciato il distretto, che è stato subito rioccupato dalle forze militari afgane e dalle truppe Nato.
Sempre nella provincia di Farah, quattro poliziotti afgani sono stati uccisi ieri in un agguato dei talebani: una bomba radiocomandata è esplosa al passaggio del loro mezzo. Gli agenti stavano tornando da un'operazione antidroga nell'ovest della provincia: avevano distrutto alcuni campi di papavero da oppio.
Anche nella provincia di Ghor, sempre sotto comando regionale italiano, ieri è stata una giornata di sangue. Anche qui per colpa dell'oppio: un contadino è morto e due sono rimasti gravemente feriti in violenti scontri con la polizia afgana che stava distruggendo i loro campi di papaveri.
 
Qualcosa di nuovo dal fronte occidentale. Questi episodi, in particolare l’occupazione talebana del distretto di Bakwa, confermano che la guerra, finora confinata al sud, sta contagiando anche le regioni occidentali sotto comando italiano.

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postato da: paskal007r alle ore 18:25 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, senza pudore
martedì, 20 febbraio 2007
postato da: paskal007r alle ore 17:56 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 20 febbraio 2007
La Monsanto, multinazionale della chimica da qualche anno anche leader nelle biotecnologie e nella produzione di sementi transgeniche, è accusata di aver scaricato in Inghilterra numerosi rifiuti tossici risultato degli scarti della lavorazione industriale . La multinazionale avrebbe pagato 100 milioni di sterline per seppellire nel Galles del sud rifiuti speciali che hanno contaminato non solo il terreno ma anche tutta la catena alimentare.
In una discarica di Groesfaen, nei pressi di Cardiff, sono stati ritrovati materiali la cui tossicità è acclarata da anni: diossina, policlorobifenili, derivati dell’agente orange, un misto di due erbicidi il 245T e il 24D, che furono usati dai militari statunitensi nella guerra in Vietnam per la distruzione delle foreste. Tutti questi materiali sono stati sepolti in un terreno senza seguire le norme previste per i rifiuti speciali, nonostante il prezzo elevato pagato dall’industria per "infossare" questo materiale.

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postato da: paskal007r alle ore 17:29 | Permalink | commenti
categoria:macroeconomia, corporations at work
venerdì, 16 febbraio 2007
Qualcuno ha detto che un appello è qualcosa che viene fatto da persone con le migliori intenzioni per essere ignorato da persone con le peggiori intenzioni.
E' vero, probabilmente i destinatari leggono solo il titolo dell'appello prima di cestinarlo.
Però quando l'appello comprensivo dell'elenco dei firmatari non entra dentro il cestino, curiosamente, sembra che non venga del tutto ignorato. Il destinatario magari decide che comunque non li ascolterà, ma inizia a sentirsi sotto pressione, a concedere qualcosa in cambio di nulla.
Lo sa bene amnesty international, che fonda il suo sistema di "intervento" proprio su questo principio (le possibilità che le condizioni di chi è oggetto dell'appello migliorano in un terzo dei casi circa, un "per favore" su tre non viene affatto ignorato quindi) e forse faremmo bene a ricordarcene anche noi, facendo capire a "quelli la sopra" che siamo davvero stufi di questa politica di guerra del "governo della pace".
Basta mandare nome , cognome e occupazione a: nobasenoguerra@gmail.com

Il testo dell'appello in questione:

Siamo donne e uomini impegnati da sempre per la pace. Abbiamo marciato in questi anni nelle straordinarie manifestazioni contro la guerra globale divampata in Iraq ma nata nel 2001 in Afghanistan. Lo abbiamo fatto nella convinzione che la guerra deve uscire dalla storia e che la politica si riduce a gestione tecnica se non fa di questo obiettivo, di questa grande aspirazione umana la sua bussola regolatrice.
Quando nel 2006 abbiamo contribuito, ciascuna e ciascuno nel suo ambito e con le modalità proprie, a sconfiggere Berlusconi e le destre lo abbiamo fatto anche in nome della pace di quell'impegno, con la speranza che si sarebbe potuto iniziare a cambiare strada. Il ritiro dei soldati italiani dall'Iraq ce lo ha fatto sperare. E invece oggi guardiamo con sconcerto alle scelte dell'attuale governo in politica estera e militare: mantenimento delle truppe in Afghanistan, al seguito della guerra statunitense. Piena fedeltà alla Nato, aumento spropositato delle spese militari fino alla sciagurata decisione di permettere la costruzione di una nuova base (e non allargamento!!) Usa a Vicenza; intesa di assemblare in Italia, presso Novara, i micidiali bombardieri Joint Strike Fighter, acquistati dagli Stati Uniti per la bellezza di 13 miliardi di euro! La costituzione dice che l'Italia ripudia la guerra e che per di più siamo in Afghanistan come missione di pace. E allora che cosa ce ne facciamo di aerei d'attacco e distruzione che possono trasportare testate atomiche? Bisogna fermarsi, fermarsi e riflettere.
Bisogna ricostruire una connessione con il proprio popolo e il proprio elettorato. Crediamo che la sacrosanta protesta della popolazione di Vicenza vada non solo sostenuta ma ascoltata e indurre il governo a cambiare idea. Così come crediamo che l'avventura senza ritorno della guerra in Afghanistan debba cessare.
Invitiamo il governo e i politici tutti ad ascoltare queste parole e invitiamo i deputati e i senatori che hanno creduto alla lotta per la pace di essere conseguenti con le loro idee votando no al rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Se qualcuno pensa che dalla base di Vicenza debbano partire le forze d'azione per ogni tipo di guerra mediorientale ed esportare "un cimitero di pace e democrazia"in cambio di petrolio e di quotidiani massacri, noi pensiamo che dalla guerra bisogna invece cominciare a uscire.
On.Teresa Mattei- Partigiana e membro della Costituente,
Padre Alex Zanotelli,
Vauro - emergency, giornalista,
Gianni Minà - giornalista,
Giorgio Cremaschi - segretario nazionale FIOM - CGIL,
Marco Revelli - scrittore
postato da: paskal007r alle ore 16:33 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, passaparola, agire, senza pudore, dura a morire
venerdì, 16 febbraio 2007
http://www.politicamentescorrettosempre.blogspot.com/

Presentato il Rapporto annuale dell’Osservatorio Crisi Dimenticate di Medici Senza Frontiere.
Troppe le vicende drammatiche e le aree critiche trascurate da giornali e tv.

E se la malaria uccide un bambino ogni trenta secondi, i media si concentrano solo sull’ipotetica epidemia dell’influenza aviaria. Solo disattenzione o colpevole indifferenza?. Sappiamo bene che la verità sta nella seconda ipotesi.Sono paure che si costruiscono ad arte e tragedie che si ignorano. Vicende sminuzzate con la lente di ingrandimento e date in pasto all’opinione pubblica per influenzarne le idee, e storie drammatiche finite nel dimenticatoio, o magari nemmeno accennate. Per il terzo anno consecutivo, il rapporto dell’Osservatorio sulle crisi dimenticate curato da Medici Senza Frontiere, è la spietata cartina di tornasole sullo stato di salute dei media italiani, e sulla loro attenzione ai tanti mondi trascurati del nostro tempo globale e globalizzato. Dalla Cecenia alla Colombia, da Haiti al Niger, dall’Angola alla Somalia, e poi Sri Lanka, India centrale, Sudan, Repubblica democratica del Congo, Ciad. L’elenco delle guerre, delle pandemie, delle carestie che flagellano il mondo è sempre più corposo e sempre più ignorato. Lo studio curato dall’Osservatorio di Pavia (che si è occupato gratuitamente dell'analisi dei TG), per conto di Msf (che ha invece realizzato lo screening sulla stampa), analizza lo spazio dedicato dai mezzi di comunicazione italiani alle crisi umanitarie nel corso del 2006, prendendo in considerazione 22 quotidiani, 13 periodici, e i telegiornali di punta (delle 13 e delle 20) dei sei canali televisivi più importanti. Ne emerge un quadro di colpevole trascuratezza, in tendenza coi dati degli ultimi anni, che, a fronte di un aumento dell’approfondimento, soprattutto televisivo, denota una mancanza di attenzione su certi temi nelle fasce di maggior ascolto, e quindi l’impossibilità di avere informazioni sulle crisi dimenticate da parte del grande pubblico.
Msf ha individuato una “top ten” di crisi umanitarie (Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Sri Lanka, Colombia, Cecenia, malnutrizione, Haiti, tubercolosi, Repubblica Centrafricana e India centrale) a cui è stato dedicato uno spazio minimo dagli organi di stampa.
postato da: paskal007r alle ore 00:03 | Permalink | commenti (3)
categoria:controinformazione, passaparola
sabato, 10 febbraio 2007
(ANSA) - ROMA, 9 FEB - Si' a una moratoria per le privatizzazioni dell'acqua che sono in corso. E' l'accordo raggiunto a Palazzo Chigi. All'incontro erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta e i ministri per l'Ambiente Pecoraro Scanio, per gli Affari Regionali Linda Lanzillotta e per la Solidarieta' sociale Paolo Ferrero. Nei prossimi giorni nascera' anche un comitato di ministri ad hoc per affrontare la questione dell'acqua.
postato da: paskal007r alle ore 20:47 | Permalink | commenti (3)
categoria:buone nuove, macroeconomia, agenzie riportate
giovedì, 08 febbraio 2007
Di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

«Dobbiamo tagliare», diceva Berlusconi. E le spese di funzionamento di Palazzo Chigi sono passate in pochi anni, nei «suoi» bilanci, da 214 a 302 milioni di euro. Fino a toccare nel 2006, secondo i conti ulivisti (ma la responsabilità va divisa: metà alla destra, metà alla sinistra) i 373 milioni.

«Dobbiamo tagliare», dice Romano Prodi. Ma per le stesse spese prevede di tirar fuori nel 2007, nella «sua» Finanziaria, 17 milioni in più. Fino ad arrivare a 391. Pari a 757 miliardi di lire.

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categoria:controinformazione, corruzione, passaparola, inciuci, senza pudore, dura a morire
martedì, 06 febbraio 2007
di Bianca Cerri

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A Miami, terza città più povera d’America, in questi giorni gli hotels da 600 dollari a notte sono stracolmi di bionde imperiali accompagnate da maturi signori, disposti a sborsare fino a novemila dollari per un biglietto. L’offerta di sesso è sempre generosa a Miami, ma il super-bowl ha richiamato battaglioni di allegre fanciulle da ogni parte d’America. Inseguono soprattutto i giocatori ma non disdegnano la compagnia dei generosi turisti arrivati per l’occasione. I dirigenti NFL si fregano le mani al pensiero dei 400 milioni di dollari venduti e gli albergatori sono al settimo cielo per i pacchetti da diecimila dollari, champagne compreso, andati a ruba. A Bal Harbour le boutiques resteranno aperte giorno e notte per accogliere i turisti che passeggeranno sul tappeto rosso da due milioni di dollari voluto dal sindaco.


Per non correre rischi, i senzatetto di Umoja, una baraccopoli di casupole messe su con il cartone pressato e munite di rudimentali scolatoi che riescono solo parzialmente a drenare l’acqua piovana, sono stati trasferiti in un residence. Si tratta soprattutto di lavoratori regolari che non guadagnano abbastanza per pagarsi una vera casa. Arrivarono tutti assieme nel 1998, quando le autorità comunali li costrinsero a sloggiare da un’altra zona dopo aver dato alle fiamme i loro averi. Ci sono anche tre famiglie con bambini piccoli che condividono ogni momento della giornata con tutti gli altri. Gli esseri umani hanno sempre lottato per realizzare i propri sogni, ma in posti come Umoja, che in swahili significa “unione”, i sogni difficilmente sopravvivono alla realtà quotidiana. Chi ha una baracca in cui vivere e il rispetto dei suoi simili si considera già fortunato. La cucina e il barbecue sono in comune, i vegetali vengono coltivati negli orticelli attigui alle baracche e quello che c’è viene messo a disposizione della comunità.

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