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"Fatti non foste a viver come bruti"
Dante

"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario"
G.Orwell


"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero"
Antonio Gramsci

"La legge e' uguale per tutti, e io sono un po piu' uguale degli altri"
Silvio Berlusconi, durante il processo sme

"tutti gli animali sono uguali e i maiali sono più uguali di tutti"
George Orwell

"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"
Peter Parker

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
Joseph Pulitzer

"Quando ero bambino, ragazzo, credevo in Dio. Adesso so"
Carl Gustav Jung

"La sabbia è oro per chi non sa"
Modena City Ramblers

"Uno stato che organizza un esercito diventa aguzzino di se stesso"
Josè Figueres

"il bello della guerra è che ogni capo degli assassini fa benedire le proprie bandiere e invoca solennemente Dio prima di dedicarsi a sterminare il prossimo"
Voltaire


"Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i dirittid'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa."
Licio Gelli, Repubblica,
28/09/2003

"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente"
G.Orwell

"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
Mohandas Ghandi, 1928

"Occhio per occhio lascia tutti ciechi"
Dr Martin Luher King

"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
(Umberto Galimberti)

LIBRI CONSIGLIATI

La democrazia del grande fratello
NOAM CHOMSKY

Antimanuale di economia
BERNARD MARIS
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domenica, 29 ottobre 2006

Sono i giorni della réclame per gli abbonamenti. I direttori e gli amministratori dei giornali borghesi rassettano la loro vetrina, passano una mano di vernice sulla loro insegna e richiamano l'attenzione del passante (cioè del lettore) sulla loro merce. La merce è quel foglio a quattro o sei pagine che va ogni mattino od ogni sera a iniettare nello spirito del lettore le maniere di sentire e di giudicare i fatti dell'attuale politica, che convengono ai produttori e venditori di carta stampata.

Vogliamo tentare di discorrere, con gli operai specialmente, dell'importanza e della gravità di quell'atto apparentemente così innocente, che consiste nel scegliere il giornale cui si vuole abbonarsi. E' una scelta piena di insidie e di pericoli che dovrebbe essere fatta con coscienza, con criterio e dopo maturata riflessione.

Anzitutto l'operaio deve negare recisamente qualsiasi solidarietà col giornale borghese. Egli dovrebbe ricordarsi sempre, sempre, sempre, che il giornale borghese (qualunque sia la sua tinta) è uno strumento di lotta mosso da idee e da interessi che sono in contrasto coi suoi. Tutto ciò che stampa è costantemente influenzato da un'idea: servire la classe dominante, che si traduce ineluttabilmente in un fatto: combattere la classe lavoratrice. E difatti, dalla prima all'ultima riga, il giornale borghese sente e rivela questa preoccupazione.

Ma il bello, cioè il brutto, sta in ciò: che invece di domandare quattrini alla classe borghese per essere sostenuto nell'opera di difesa spietata in suo favore, il giornale borghese riesce a farsi pagare... dalla stessa classe lavoratrice che egli combatte sempre. E la classe lavoratrice paga, puntualmente, generosamente.

Centinaia di migliaia di operai, danno regolarmente ogni giorno il loro soldino al giornale borghese, concorrendo così a creare la sua potenza. Perché? Se lo domandate al primo operaio che vedete nel tram o per la via con un foglio borghese spiegato dinanzi, voi vi sentite rispondere: " Perché ho bisogno di sapere cosa c'è di nuovo". E non gli passa neanche per la mente che le notizie e gli ingredienti coi quali sono cucinate possono essere esposti con un'arte che diriga il suo pensiero e influisca sul suo spirito in un determinato senso. Eppure egli sa che il tal giornale è codino, che il tal altro è palancaio, che il terzo, il quarto, il quinto, sono legati a gruppi politici che hanno interessi diametralmente opposti ai suoi.

Tutti i giorni poi, capita a questo stesso operaio di poter constatare personalmente che i giornali borghesi raccontano i fatti anche più semplici in modo di favorire la classe borghese e la politica borghese a danno della politica e della classe proletaria. Scoppia uno sciopero? Per il giornale borghese gli operai hanno sempre torto. Avviene una dimostrazione? I dimostranti, sol perché siano operai, sono sempre dei turbolenti, dei faziosi, dei teppisti. Il governo emana una legge? E' sempre buona, utile e giusta, anche se è... viceversa. Si svolge una lotta elettorale, politica od amministrativa? I candidati e i programmi migliori sono sempre quelli dei partiti borghesi.

E non parliamo di tutti i fatti che il giornale borghese o tace, o travisa, o falsifica, per ingannare, illudere, e mantenere nell'ignoranza il pubblico dei lavoratori. Malgrado ciò, l'acquiescenza colpevole dell'operaio verso il giornale borghese è senza limiti. Bisogna reagire contro di essa e richiamare l'operaio all'esatta valutazione della realtà. Bisogna dire e ripetere che quel soldino buttato là distrattamente nella mano dello strillone è un proiettile consegnato al giornale borghese che lo scaglierà poi, al momento opportuno, contro la massa operaia.

Se gli operai si persuadessero di questa elementarissima verità, imparerebbero a boicottare la stampa borghese con quella stessa compattezza e disciplina con cui la borghesia boicotta i giornali degli operai, cioè la stampa socialista. Non date aiuti di danaro alla stampa borghese che è vostra avversaria: ecco quale deve essere il nostro grido di guerra in questo momento che è caratterizzato dalla campagna per gli abbonamenti fatta da tutti i giornali borghesi. Boicottateli, boicottateli, boicottateli!

Antonio Gramsci
"Avanti!", ediz. Piemontese, 22 dicembre 1916
postato da: paskal007r alle ore 16:34 | Permalink | commenti (3)
categoria:controinformazione, controllo di massa
mercoledì, 25 ottobre 2006
Un concetto con cui sto giocando nella mia testolina da qualche mese, quella che definisco singolarità.

il numero 0,9 periodico è normalmente considerato, in matematica nell'insieme dei numeri reali, equivalente a 1.
Tuttavia possiamo affermare senza ombra di dubbio che
1-0,9(periodico) è una quantità ben precisa (per quanto non scrivibile) e maggiore di zero.
definisco questa quantità singolarità e la scrivo come
0,0(periodico)1.
ossia una serie infinita di zeri dopo la virgola seguita da un uno.
E' un numero indefinito, inconoscibile ma esistente, come pi greco o radical 2.
La sua particolarità però è che costituisce il mattone base dei numeri reali.
tra 0,0(periodico)1 e [0,0(periodico)1*2] non esistono numeri intermedi.
supponiamo che esistessero.
dovremmo poter prendere una quantità maggiore di 0,9(periodico) e minore di 1 e aggiungerla a 0,0(periodico)1.
Per ottenere questa quantità che chiameremo infUnità è necessario scrivere un numero che abbia come parte intera 0 e parte decimale superiore di un epsilon > 0 alla serie infinita di nove.
La quantità più piccola teorizzabile va scritta aggiungendo 1 all'ultima cifra di 0,9(periodico).
Indipendentemente da quale questa cifra sia, avendo aggiunto 1 a 9 dovremo sostituirlo con 0 e riportare uno sulla cifra a sinistra, il processo va ripetuto all'infinito fin quando si arriva alla prima cifra decimale il cui riporto si aggiunge alla parte intera.
l' infUnità così ottenuta risulterebbe uguale a 1, e questo contraddice la definizione.
Dunque posso affermare con certezza che non esiste un numero reale maggiore di 0,0(periodico)1 e minore di [0,0(periodico)1*2].
Così facendo ho però contraddetto uno dei teoremi che ci hanno insegnato all'università che sostiene che tra due numeri reali ce ne è sempre uno in mezzo(e sono troppo stanco per scriverlo stasera, sto teorema).

La domanda è:
Sono impazzito, ho sbagliato o posso andare dal mio prof e sconvolgergli la giornata?
postato da: paskal007r alle ore 23:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 20 ottobre 2006
E’ pesante come un macigno il risultato di uno studio della scuola medica Bloomberg, della prestigiosa università John Hopkins di Boston, reso pubblico dal quotidiano Usa New York Times. La guerra in Iraq, dal marzo 2003 a luglio 2006, ha provocato la morte di 601.027 civili iracheni. La cifra è ricavata dalla media tra una cifra minima di 426.369 decessi e un massimo di 793.663.

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postato da: paskal007r alle ore 19:35 | Permalink | commenti
categoria:violenza di stato
venerdì, 20 ottobre 2006
“Potrebbe essere necessario cambiare le regole d’ingaggio. Le incursioni israeliane sono una chiara violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Queste azioni non sono accettabili. Ogni volta che accadono, noi riferiamo con urgenza al Segretario Generale dell’Onu protestando con veemenza, ma così non posso proteggere i miei uomini”.
 
il generale pellegrini decora un casco bluReazione a sorpresa. Il generale francese Alain Pellegrini, comandante dell’Unifil, il contingente dei caschi blu inviato dalle Nazioni Unite in Libano, incontrando la stampa al quartier generale dell’Onu a New York non usa mezzi termini per criticare le operazioni dell’aviazione israeliana nel Libano meridionale. Fino ad arrivare a paventare l’ipotesi di una reazione armata.
“Se la diplomazia non riesce a ottenere il rispetto delle regole, forse bisogna cominciare a pensare a soluzioni differenti, in Libano ci sono i missili antiaerei francesi, ma al momento non possiamo utilizzarli per proteggerci”, ha concluso il generale Pellegrini, con un’allusione neanche troppo velata alla possibilità di sparare contro i caccia israeliani. Il comandante dell’Unifil ha aggiunto che, rispetto alle accuse d’Israele, non esistono prove dirette del traffico di armi provenienti dalla Siria e dirette a Hezbollah come invece sostengono i servizi segreti di Tel Aviv.

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postato da: paskal007r alle ore 19:16 | Permalink | commenti
categoria:agenzie riportate
venerdì, 20 ottobre 2006
Numerosi superstiti a diversi genocidi, dall'olocausto nazista al massacro in Ruanda, hanno sottoscritto oggi una lettera aperta agli stati Ue. L'obiettivo è sollecitare l'Unione Europea ad adottare delle sanzioni per porre fine al conflitto in Darfur. La situazione in Sudan intanto continua a peggiorare: il governo sudanese rifiuta il consenso all'invio di 20.000 truppe Onu in sostituzione dei peacekeeper dell'Unione africana, ed in Darfur il bilancio delle vittime è già di 300.000 morti e di 2.5 milioni di dispersi.
postato da: paskal007r alle ore 19:04 | Permalink | commenti
categoria:agenzie riportate
venerdì, 20 ottobre 2006
ROMA, 20 OTT - Ieri pomeriggio le Commissioni riunite Bilancio e Finanza della Camera hanno approvato l'emendamento del deputato della Rosa nel Pugno Maurizio Turco che sopprime l'articolo 32 del decreto fiscale collegato alla Finanziaria. Lo ricorda in una nota lo stesso Turco spiegando che la norma prevedeva che «i soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti». «Ai tempi di Internet, - aggiunge Turco - impedire la libera circolazione dei contenuti informativi dei giornali sarebbe a dir poco un assurdo. Chiedo pertanto che il Governo, qualora decidesse di porre la fiducia sull'approvazione del decreto, recepisca il pronunciamento del Parlamento».(ANSA). Dunque, per il momento, la norma ingiusta è stata soppressa. La nostra battaglia è finita prima di cominciare. Certo, avremmo voluto ringraziare la sinistra per questo. Comunque, meglio una rosa nel pugno, che un decreto nel cuore.
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categoria:buone nuove, passaparola, agenzie riportate
venerdì, 20 ottobre 2006
Come si fa a far drogare in pace un bambino?
Facile, chiama "psicofarmaco" quello che vuoi dargli e tutto è permesso!
Mi riferisco al Ritalin, uno psicofarmaco, in Italia, usato per la "cura" della presunta malattia definita ADHD.
Sintomi?
"Non sta mai fermo e non ubbidisce","va male a scuola" e simili amenità, che bello, con una definizione simile potrei finire anch'io nella lista dei malati, certo ho 22 anni suonati (quasi) ma non è mai troppo tardi.
Ma parliamo del Ritalin, una droga, in Inghilterra, considerata tra le 20 più pericolose al pari di LSD, molto peggio dell'ecstasy.
Per farlo avere a vostro figlio dovete andare solo dal vostro medico di fiducia, lamentarvi dei suoi voti e passare a prendere la vostra droga legale.
Pensate che per una canna invece rischiereste 4 anni di galera o la formula nientepatente+riabilitazione a scelta del giudice!
Non è meravigliso?
Correte subito a drogare vostro figlio!

Avete il sospetto che la cosa non sia esattamente un bene?
Allora siete amici di "giu le mani dai bambini"
sabato, 14 ottobre 2006
 Legalizzare droghe leggere e prostituzione come strumento per riempire le casse dello stato e togliere profitti (e vite umane) dalle mani delle mafie...

mercoledì 11 ottobre 2006, di Ugo Giansiracusa - 84 letture

Una semplicissima proposta, che nessuno sembra avere preso in considerazione, in questi tempi di vacche magre.

Ci sono due giri d’affari miliardari che sfuggono completamente al controllo dello Stato, con tutte le conseguenze nefaste che questo significa, essendo entrambi gestiti dalla malavita.

Due commerci molto diversi che hanno come unico comune denominatore il fatto di essere illegali e di arricchire le casse, già pingui, della malavita. Sto parlando del commercio di droghe leggere e della prostituzione. Due realtà molto diverse che non è facile accomunare se non per la quantità di denaro che mettono in moto, assolutamente non tassato.

Basterebbe legalizzare (e quindi controllare e normalizzare) questi due commerci per far entrare nelle casse dello stato una tale quantità di denaro - togliendolo alla malavita, lo ripeto - che sarebbero assai utili per il rilancio dell’economia e per evitare drastici tagli al sistema del welfare e cioè a pensioni, istruzione, sanità.

Vediamo i lati positivi...

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postato da: paskal007r alle ore 18:38 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, passaparola, agire
venerdì, 13 ottobre 2006

Fonte: www.giubizza.tk
Progetto moneta locale

L'eco-consorzio bio-regionalistico Marque-eque (http://www.marche-eque.it/) ha avviato un progetto di moneta locale per favorire un'economia equa, solidale e sostenibile.

Il progetto ruota attorno a tre figure

1. l'utente finale, ossia il consumatore

2. l'attore di filiera ossia l'esercente, chi ha un attività o una ditta.

3. le associazioni ossia gli enti o associazioni beneficiarie che, scelte dall'utente finale, ricevono dagli esercenti una percentuale del denaro speso dall'utente finale presso di loro.

Le tre figure accedono al circuito moneta locale tramite la compilazione del modulo corrispondente che da diritto a ricevere la tessera a che viene letta dai POS (lettori di smart-card) forniti in dotazione agli attori di filiera, ossia gli esercenti..


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postato da: paskal007r alle ore 20:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:passaparola, economie alternative
venerdì, 13 ottobre 2006
Incollo dal blog di Alessandro Iacuelli  http://alex321.splinder.com/ :


Dada.net, cioè per intenderci quelli di SuperEva, società controllata di RCS - Gruppo Rizzoli Corriere della Sera, ha comprato Splinder per 4,5 milioni di euro.
Il comunicato ufficiale di Splinder sta qua.
Facciamo un calcoletto facile facile? Anzi due?
Primo calcoletto: l'ultimo fatturato di splinder è stato di 90.000 euro. Quindi il prezzo di cessione è 50 volte superiore al fatturato. Alla faccia. Manco le banche comprano a questo rapporto costo/fatturato.
Domanda spontanea: che intenzioni ha Dada?
Secondo calcoletto: facendo una divisione semplice semplice, ognuno dei 220.000 blog attivi (i nostri) è stato valorizzato in media 20,40 euro.
Premesso che non vorrei affatto che Splinder facesse la fine di Clarence, che da quando era una splendida piattaforma... è scaduta in poco tempo non appena finita nelle mani di Dada.net, sarebbe carino venire a conoscenza, dalla stessa Dada.net o da RCS, che intenzioni hanno. In altre parole, se hanno investito 4,5 milioni di euro... come intendono riaverli. E come intendono guadagnarci.
Altra domanda, rivolta sia a Splinder sia a Dada.net: cosa intendono per "integrazione", come ho letto sul blog di uno sviluppatore.
 
Per concludere, non sto certo gridando "al fuoco", o lanciando allarmi, però come utente sarebbe bello avere chiarimenti.
In ogni caso, visto l'andamento aziendale di Dada.net ed il modello di "rete" che propone al pubblico, a scanso di equivoci sono già pronto alla migrazione su un altro server, se Splinder dovesse scadere.

incollo... e sottoscrivo!
Nel caso la piattaforma di destinazione sarà quasi certamente altervista.org
Spero tuttavia di non dovermene servire...
postato da: paskal007r alle ore 20:06 | Permalink | commenti
categoria:passaparola