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"Fatti non foste a viver come bruti"
Dante

"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario"
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"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero"
Antonio Gramsci

"La legge e' uguale per tutti, e io sono un po piu' uguale degli altri"
Silvio Berlusconi, durante il processo sme

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George Orwell

"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"
Peter Parker

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
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"Quando ero bambino, ragazzo, credevo in Dio. Adesso so"
Carl Gustav Jung

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Josè Figueres

"il bello della guerra è che ogni capo degli assassini fa benedire le proprie bandiere e invoca solennemente Dio prima di dedicarsi a sterminare il prossimo"
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"Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i dirittid'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa."
Licio Gelli, Repubblica,
28/09/2003

"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente"
G.Orwell

"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
Mohandas Ghandi, 1928

"Occhio per occhio lascia tutti ciechi"
Dr Martin Luher King

"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
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"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
(Umberto Galimberti)

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La democrazia del grande fratello
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venerdì, 21 luglio 2006
Trovo in rete una dichiarazione di zapatero
"Noi condanniamo ogni tipo di violenza e rifiutiamo il sequestro dei due soldati israeliani, ma dobbiamo esigere che nessuno si difenda con una forza illegittima che non permette difesa ad esseri umani innocenti. Gli Stati hanno il diritto di difendersi dal terrorismo e dal fanatismo ma, innanzitutto, i primi ad avere il diritto di essere difesi sono gli esseri umani innocenti: i silenzi di oggi, di fronte al Medio Oriente, potrebbero essere il pentimento di domani, quando si conteranno le perdite di vite umane."
Applausi, prego.

postato da: paskal007r alle ore 22:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:controinformazione
venerdì, 21 luglio 2006

Questa mail parla del sistema della televisione in Italia, della sua evoluzione e del punto di snodo importante in cui ci troviamo oggi e che ci riguarda tutti.

Per questa ragione abbiamo scritto al Dr. Viviane Reding, Commissario Europeo alla Società per l'Informazione e Media ed abbiamo inviato alcuni milioni di email agli utenti internet italiani. (www.regoleperiptv.it)

L'Autorità delle Comunicazioni ha concluso da poco un procedimento chiamato analisi del mercato dei servizi di diffusione radiotelevisiva per la trasmissione di contenuti agli utenti finali, ovvero l'analisi del mercato televisivo.

L'Autorità Italiana per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha ritenuto che nel mercato della televisione via cavo non sussistano oggi posizioni dominanti e, di conseguenza, non siano necessari provvedimenti pro-competitivi per il prossimo futuro.

Le scriventi organizzazioni ritengono tale decisione profondamente lesiva non solo della concorrenza, ma anche della pluralità di informazione e delle libertà costituzionali.

Infatti, in Italia, televisione via cavo significa sostanzialmente IPTV, ovverosia televisione su protocollo IP portata a casa degli utenti attraverso le tecnologie della convergenza ed il cosiddetto accesso a larga banda. Un mercato, quello dell'accesso ADSL, nel quale Telecom Italia (TI) detiene oggi una quota superiore al 70%.

E' pertanto prevedibile che

  • i fornitori di contenuti, per raggiungere il maggior numero di utenti, useranno la "piattaforma" a larga banda dell'operatore dominante e quindi
  • gli utenti finali, per accedere al maggior numero di contenuti, tenderanno a concentrarsi sulla rete larga banda della stessa Telecom Italia.

Una situazione diametralmente opposta all'Internet che tutti conosciamo ed apprezziamo che consente a chiunque di accedere a qualunque contenuto a prescindere dal fornitore di accesso utilizzato.

Il monopolista di fatto nel mercato dell'accesso alla rete, estenderebbe così il controllo dalla rete di accesso alla IPTV e ai relativi contenuti, anche informativi.

Le scriventi organizzazioni ritengono viceversa che tutti gli utenti a larga banda debbano poter scegliere liberamente e disgiuntamente i propri fornitori di accesso, di contenuti e di servizi larga banda e per questa ragione ha inviato al Commissario Europeo per la Società dell'Informazione ed i Media, S.E. Viviane Reding la mail in allegato.

Questo obiettivo può essere facilmente raggiunto imponendo e facendo rispettare, come è nei poteri dell'Autorità, due semplici regole: il soggetto che detiene a monte un rilevante potere di mercato nell'accesso larga banda deve essere obbligato ad interconnettere, ai diversi livelli, la sua rete di distribuzione dei contenuti con quelle dei concorrenti, e deve essere fatto rispettare, anche per la rete di distribuzione di contenuti IPTV la regola, già in vigore per le altre piattaforme televisive, di separazione strutturale tra la rete e contenuti.

Se condividi questa opinione, inoltra questa eMail e sottoscrivi anche tu L'appello per la libertà di televisione via Internet pubblicato su http://www.regoleperiptv.it

Stefano Quintarelli
Presidente AIIP (http://www.aiip.it)

Maurizio Gotta
Presidente Anti Digital Divide (http://www.antidigitaldivide.org)

Matteo Fici
Presidente Assoprovider (http://www.assoprovider.it)

Guido Tripaldi
Presidente Voipex (http://www.voipex.it)

Questa mail è stata spedita usando alcuni fornitori di servizi commerciali di mail marketing per i quali il ricevente ha dato il proprio consenso in base al D.Lgs. 196/2003 per ricevere abitualmente mail a carattere commerciale.

ALLEGATO

A S.E.
Viviane Reding
Commissario alla Società per l'Informazione e Media
viviane.reding@ec.europa.eu

Signor Commissario,

Le sottoscritte organizzazioni hanno deciso di scriverLe, condividendo questa mail con alcuni milioni di utenti della rete Internet, perché il mercato italiano delle comunicazioni si trova di fronte a scelte che potrebbero pesantemente pregiudicarne lo sviluppo, la concorrenza e l'offerta di servizi innovativi quali l'IPTV.

Lei ha ricevuto, notificata dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Italiana, la proposta di regolamentazione del c.d. "mercato 18" (c.d. mercato broadcasting)[1].

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni aveva il compito, in base alle norme europee, di dettare le regole non solo per la televisione "classica", ma anche per quella del futuro: l'IPTV, cioè la televisione che si riceve attraverso Internet. Tuttavia, questo compito non è stato portato a termine, avendo l'Autorità italiana deciso che la televisione via Internet non costituirebbe un mercato suscettibile di regolamentazione ex ante[2].

Si tratta di una decisione gravissima nonché di un deciso passo indietro persino rispetto alle norme già vigenti in Italia dal 2005[3].

Se questa situazione (cioè, questa assenza di regole) diventasse definitiva, sarà il consumatore a rimetterci, divenendo preda di pochi operatori dominanti che potranno fornire il servizio senza che siano state stabilite le minime norme utili a salvaguardare la concorrenza, il consumatore, e l'utente.

Già ora l'operatore dominante fornisce il proprio servizio televisivo su Internet senza standard condivisi dal mercato e gestendo unilateralmente i fornitori di contenuti, così limitando le possibilità di scelta degli utenti.

Con le regole proposte dall'Autorità italiana esso potrà ulteriormente limitare il servizio: l'utente vedrà solo i contenuti selezionati dall'incumbent e li potrà fruire esclusivamente attraverso le apparecchiature che questo gestore selezionerà.

Il tutto in palese violazione dei principi di neutralità tecnologica ed interoperabilità che riconoscono il diritto dell'utente Internet a non essere vincolato da tecnologie specifiche e di poter utilizzare le apparecchiature più adatte ed efficienti per la fruizione ed il trasporto dei contenuti.

I piccoli e medi operatori, che avrebbero potuto dare un contributo formidabile allo sviluppo dell'IPTV e rivitalizzare l'intero settore delle comunicazioni con nuovi investimenti, ne saranno virtualmente esclusi.

Eppure, essi sono i promotori delle iniziative più significative in questo campo, in particolare quella del decoder unico, promosso nel rispetto degli obiettivi della Direttiva Quadro[4].

Signor Commissario, Le chiediamo in base a quanto esposto, di esercitare il potere di veto e chiedere all'Autorità Italiana per le Garanzie nelle Comunicazioni di definire e regolamentare il mercato della tv via cavo ip.

Noi la ringraziamo sin d'ora per il tempo e l'attenzione che ci sta concedendo e, nel ringraziarLa, Le segnaliamo che siamo sin d'ora disponibili ad un incontro sui temi sopra esposti.

Stefano Quintarelli
Presidente AIIP

Maurizio Gotta
Presidente Anti Digital Divide

Matteo Fici
Presidente Assoprovider

Guido Tripaldi
Presidente Consorzio Voipex

AIIP è l'Associazione Italiana Internet Providers, associata di EUROISPA (European Internet Service Providers Association) e Federcomin (Federazione Italiana di settore di Confindustria. www.aiip.it

Anti Digital Divide è una Associazione di volontariato di utenti per la riduzione del digital divide. www.antidigitaldivide.org

Assoprovider è una Associazione Indipendente di Aziende che svolgono l'attività di Internet Service Provider (ISP), affiliata all'organigramma nazionale di ConfCommercio. www.assoprovider.net

Voipex è un consorzio di aziende, associazioni ed enti che presidia, abilita e certifica l'interoperabilità, la qualità e la trasparenza dei servizi su IP. www.voipex.it

[1]
http://forum.europa.eu.int/Public/irc/infso/ecctf/library?l=/italia/register edsnotifications/it20060424&vm=detailed&sb=Title

[2]
http://forum.europa.eu.int/Public/irc/infso/ecctf/library?l=/italia/register edsnotifications/it20060424&vm=detailed&sb=Title, Allegato A, PP 328-336

[3]
Il Testo Unico Radiotelevisione, D.Lgs. 177/2005, http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/05177dl.htm dimostra di avere un oggetto più ampio sin dai primi due articoli.

[4]
Considerando 31, Direttiva 2002/21/CE, http://www.comunicazioni.it/it/index.php?IdPag=290.

postato da: paskal007r alle ore 19:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:passaparola
giovedì, 20 luglio 2006
Dal blog di Piero Ricca

 
Enrico Buemi (Rosa nel pugno)

Non ci si può distrarre un attimo, specie in questi giorni di canicola.
Il 24 luglio è fissato alla Camera il dibattito sull‘indulto. Nei giorni scorsi, rinviata a tempi migliori l’ipotesi dell’amnistia, una larga maggioranza (contrari i soli gruppi della Lega e Italia dei Valori più qualche cane sciolto) ha approvato in commissione Giustizia della Camera il testo-base, concepito da quel pezzo d’uomo dell’onorevole Enrico Buemi (Rosa nel pugno). Il testo stabilisce uno sconto di pena di tre anni per quasi tutti i reati, compresi quelli tanto amati dal ceto trasversale di potere: corruzione, peculato, concussione, frode fiscale, falso in bilancio, aggiotaggio, appropriazione indebita, fallimenti. Per ora esclusi, in un soprassalto di giustizialismo, mafia, terrorismo e pedopornografia.
Lo sconto di pena, secondo calcoli ufficiali, dovrebbe aprire i cancelli del carcere per 12.756 detenuti. ”Un atto doveroso di solidarietà, da concludere entro agosto”, ha dichiarato Fausto Bertinotti, alta carica d’un parlamento con una novantina di imputati, prescritti e pregiudicati.
Un compiacimento bipartisan, di tipo umanitario, ha salutato il licenziamento del testo.
Nell’occasione i legislatori, senza dirlo troppo in giro, hanno avuto un pensiero di riguardo anche per quegli imputati e pregiudicati che non stanno ammassati in galera, tipo Cesare Previti per intenderci. Il monito del Papa non c’entra. Ma la logica, anche in questo caso, può definirsi umanitaria: se uno, dopo tutte le leggi su misura, i condoni, le depenalizzazioni, le prescrizioni, l’intimidazione dei magistrati, gli ostacoli di ogni tipo posti negli anni scorsi alla giustizia, se dopo tutto questo uno s’è fatto condannare o è ancora sotto processo per qualche reato di fascia alta, beh non può che essere una persona onesta o un sprovveduto. Per una ragione di equità, occorre dunque fargli uno sconto. Se proprio non si vuole azzerare il reato (amnistia), almeno gli si condoni in tutto o in parte la pena (indulto). Un ragionamento come questo è senz’altro alla base dell’estensione dello sconto ai reati da gentiluomini: i Ricucci, i Tanzi, i Consorte e simili. Con buona pace dei tanti truffati, che devono pur imparare come si sta al mondo. Ed è uno stimolo aggiuntivo alla clemenza, per questi caritatevoli legislatori, l’inquietante sequenza di scandali emersi negli ultimi mesi.
Per la cronaca Cesarone, dopo aver incassato un bello sconto di tre anni, che gli apre la via dell’affidamento ai servizi sociali, potrebbe anche non dimettersi da deputato, se in aula, il 24 luglio, cadesse l’emendamento approvato in commissione per evitare l’estrema vergogna, in base al quale l’indulto non toccherà le pene accessorie permanenti, come l’interdizione dai pubblici uffici.
L’ineffabile Buemi era contrario all’emendamento: “Non è giusto che il Parlamento passi il tempo a fare leggi pro o contro qualcuno”, ha dichiarato, tentando di scongiurare l’accanimento contro Previti, condannato a sei anni per corruzione. E non ha tutti i torti: diciamolo, il Parlamento non sarebbe più lo stesso senza Cesarone.
In questo bel quadro, resta da capire se gli elettori dell’Unione, il 9 e 10 aprile, abbiano votato per assistere a tali atti di clemenza verso i delinquenti dal colletto bianco o, al contrario, come alcuni si ostinano a credere, per una politica di netta discontinuità nei confronti del precedente governo, fondata sul principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. 
Tra le poche voci di dissenso si registra quella di Antonio Di Pietro, che ha annunciato voto contrario e minacciato le dimissioni da ministro. Il solito fissato con la legalità e la questione morale. Gli altri unionisti stanno zitti. Non soffrono di simili ossessioni. Rispettano il vincolo di casta. E confidano nell’indifferenza di chi li ha eletti.
postato da: paskal007r alle ore 22:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:controinformazione, corruzione, passaparola, inciuci, grandi menzogne, senza pudore
giovedì, 20 luglio 2006
Londra - Il Ministero degli Interni britannico ha proposto un disegno di legge per istituire nuove forme di prevenzione dell'e-crime. Nella speranza di abbattere il numero di reati connessi a spamming e frode online, il cosiddetto phishing, i legislatori vogliono dotare le autorità di poteri speciali: anche senza prove, gli investigatori potranno ottenere la messa al bando dalla Rete di tutti gli individui sospetti.

In pratica, basterà il criterio di legittimo sospetto per ottenere un'ordinanza di diffida, denominata ASBO, Anti Social Behaviour Order. Questo tipo di ordinanza viene solitamente utilizzata come avvertimento per tutti coloro che possono disturbare l'ordine pubblico o si ritiene possano tenere un comportamento potenzialmente criminogeno: organizzatori di rave, adolescenti affiliati a gang giovanili e persone dal carattere incandescente.

"L'obiettivo è dare grande potere alle forze dell'ordine ed ai magistrati", ha dichiarato un portavoce del governo alla stampa locale, "così che gli individui sospettati di poter causare danni ai sistemi informatici vengano tenuti al di fuori da Internet". Le fonti ufficiali parlano addirittura della confisca dell'hardware arbitraria, così da rendere ancora più inoffensivi i potenziali criminali.

La proposta dell'amministrazione Blair sta spaccando la società civile e gli esponenti dell'industria informatica: se da una parte molti osservatori sostengono che la nuova legge sia una chiara limitazione dei diritti civili degli utenti casuali, in grado di finire nei guai anche se de facto innocenti, dall'altra è un potentissimo deterrente.

"Sembra un bel pezzo d'arsenale giuridico contro il crimine informatico", ha detto Richard Starnes, presidente della International Systems Security Associations, in un'intervista rilasciata a ZDNet. Starnes ha ricordato che "una legge di questo tipo, ad esempio, negli Stati Uniti sarebbe incostituzionale" perché violerebbe gravemente le libertà individuali dei cittadini. Tuttavia "c'è da sperare che le autorità utilizzino i poteri di questa nuova legge con parsimonia e con giudizio", ha poi aggiunto.

La proposta di legge, secondo gli esperti britannici, potrebbe violare i diritti individuali che l'Unione Europea riconosce ai propri cittadini. L'ultima parola sul provvedimento spetta adesso ai parlamentari. Il più oscuro tra i nuovi poteri che verrebbero conferiti alla polizia è sicuramente la possibilità di eseguire ispezioni finanziarie in modo del tutto arbitrario, così da poter ottenere i movimenti e la lista delle transazioni eseguite online.

Tommaso Lombardi - Punto Informatico
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categoria:controinformazione, violenza di stato
lunedì, 17 luglio 2006

All'indomani del 9 giugno, quando un missile aria-terra dell'aviazione israeliana ha colpito un'automobile palestinese causando 3 vittime, si è conclusa la tregua che Hamas aveva unilateralmente dichiarato un anno e quattro mesi fa, mai rispettata da Israele ; solo il giorno prima, tra l ’altro, un altro attacco era stato lanciato tramite carri armati, facendo 3 vittime tra i poliziotti palestinesi. Lo stillicidio da parte israeliana era iniziato molto prima. Secondo il giornalista Mike Whitney "durante i 5 mesi del governo presieduto da Hamas, Israele ha costantemente aumentato i suoi attacchi nei territori occupati. Solo negli ultimi due mesi il governo israeliano ha autorizzato il lancio di oltre 6000 granate sulla Striscia di Gaza. Insieme a quello statunitense, inoltre, il governo israeliano ha apertamente collaborato per sovvertire il risultato delle elezioni palestinesi tentando di rovesciare il nuovo governo. Attualmente entrambi i paesi stanno portando avanti un embargo su cibo, acqua e materiale medico essenziale per la popolazione palestinese. Tre milioni e mezzo di Palestinesi vengono deliberatamente puniti in violazione della Convenzione di Ginevra per raggiungere gli obiettivi politici di Israele."

Il primo ministro palestinese a febbraio aveva dichiarato sulle pagine del Washington Post che non appena Israele avesse finalmente riconosciuto la legittimità dello stato palestinese sarebbe stato disposto a riconoscere Israele, il 22 giugno, nonostante i continui attacchi che la palestina ancora stava subendo, ha chiesto un cessate il fuoco dato che le aggressioni degli ultimi giorni avevano causato 14 vittime tra i civili del suo popolo.

Per tutta risposta solo due giorni dopo è avvenuto il primo rastrellamento in territorio palestinese da parte dell'esercito israeliano che rapisce due fratelli: un medico, tornato solo il mese prima dal sudan, ed uno studente di diritto islamico. E' importante tener presente questo doppio rapimento, poiché rivela con quale falsità si sia montato un casus belli sugli eventi che sono avvenuti il 25 giugno: viene catturato un soldato israeliano (il caporale Gilad Shalit).

In “risposta” a questo è stata scatenata un'offensiva senza precedenti, nonostante non sia stata nemmeno esplicitamente ipotizzata da alcuno una connessione tra la cattura del prigioniero israeliano e l'Autorità Nazionale Palestinese. Inoltre lo stesso 25 giugno Abu Mazen, presidente dell'ANP ha espresso la sua ferma condanna sulla cattura del soldato.

La macchina da guerra dello stato d'Israele però non ha minimamente rallentato la sua folle corsa verso la distruzione, il primo ministro israeliano Olmert nemmeno 24 ore dopo ha già dato ordine allo stato maggiore dell'esercito di prepararsi ad una grande offensiva, ed ha annunciato “Colpiremo chiunque e dovunque. Loro lo sanno. Non vi sara' impunita' per alcuno.” Nel far questo viene completamente ignorata la richiesta di scambiare il prigioniero con le donne ed i bambini detenuti illegalmente in Israele.

Tutto quello che l'UE sa fare in questo momento è chiedere il rilascio del soldato israeliano fatto prigioniero, bisognerà infatti aspettare il 7 luglio perché per bocca di Matti Vanhanen, presidente di turno dell'UE, si arrivi ad una condanna di questa folle aggressione. Nel frattempo nelle prigioni di Israele ammuffiscono, secondo palestine monitor, 9'599 palestinesi di cui circa 750 senza neppure uno straccio di processo, tra questi, appunto, c'è anche una gran quantità di donne e bambini. Civili innocenti, non militari che l'UE e la comunità internazionale assieme ai media di tutto il mondo non sembrano neppure in grado di vedere. Inoltre va sottolineato che a partire dal 1967 fino ai giorni nostri hanno assaggiato l'acciaio delle manette israeliane ben 650'000 palestinesi, ossia uno ogni cinque.

In quelle stesse carceri, i più importanti tra i detenuti palestinesi elaborano un manifesto per una nuova linea d'azione politica che ammette implicitamente il riconoscimento di Israele e punta alla soluzione a due stati; la risposta arriva nemmeno due ore dopo dalla casa bianca, “aspettiamo qualcosa di concreto”.

Detto a coloro che hanno mantenuto unilateralmente quello che più che una tregua andrebbe definito un “porgi l'altra guancia” per sedici mesi e che adesso sono vittime di un'autentica aggressione militare suona ridicolmente ipocrita.

E' la notte tra il 27 ed il 28 giugno, sono passati meno di tre giorni da quando il soldato con la stella di David Gilad Shalit è stato catturato, eppure già inizia l'attacco.

In soli tre giorni da un “imprevedibile rapimento” è stato approntato un piano d'assalto e mobilitato l'esercito, una prontezza di riflessi degna di un serpente, quantomeno sospetta, specie visto quanto sembrano tenere gli alti vertici alle vite dei loro soldati: inutile dire che in un attacco in grande stile si rischia la vita di coloro che sono mandati a morire per la patria. Questo solo per riavere indietro uno di loro?

L'assalto è feroce e metodico, prima che iniziasse l'invasione via terra un'azione aerea ha distrutto la centrale elettrica che rifornisce diversi rioni di Gaza, assieme a vari ponti, acquedotti e strade; bulldozer spianano la strada ai carri armati per evitare mine.

Il giorno dopo l' “operazione di recupero” mostra in maniera inequivocabile il suo vero volto: vengono fatti prigionieri il vice-premier Naser al-Shaer, una decina di ministri ed una settantina di funzionari tra parlamentari e dirigenti politici.

Una portavoce dell'esercito ha affermato che non c'è neppure l'intento di barattare questi “arrestati” con il prigioniero, infatti i rappresentanti legittimamente eletti di quello che doveva essere un popolo sovrano vengono, nella totale indifferenza del resto del mondo, catturati per essere poi “messi sotto inchiesta, portati davanti a un giudice” che si sa già che “confermera' il loro arresto”, questo è già accaduto per 27 tra deputati e ministri, mentre per gli altri si è ancora in attesa di giudizio.

Ma anche questo non basta a placare la furia di Olmert, che autorizza ulteriori atti di forza in territorio palestinese, nella notte viene anche bombardato il ministero dell'interno palestinese. I bombardamenti si protraggono per settimane, senza sosta.

L'assoluta criminalità di questa invasione della palestina è ben espressa da quanto riporta Reuters: “Israele ha anche alluso alla possibilità di uccidere i leader di Hamas, il cui governo è sotto l'embargo internazionale degli aiuti, se Shalit non dovesse essere liberato. "Voglio far notare, che nessuno di loro sarà immune", ha detto Olmert.”


La crisi subisce un'escalation quando, il 12 luglio anche la truppa di guerriglieri libanesi degli Hezbollah entra nella partita, in soccorso della palestina, catturando 2 soldati israeliani che erano a bordo di mezzi militari sconfinati nei territori libanesi. Il parlamento Libanese non perde tempo nel pronunciarsi contro questa azione, ed intima ad Hezbollah il rispetto di tutte le disposizioni ONU, inclusa la cosiddetta “linea Blu” di confine tra Libano e Israele.

Lo stato con la stella di David per tutta risposta ordina allo stato sovrano del Libano di sgomberare, dall'oggi al domani, la città dove ritengono i guerriglieri si trovassero, e prima ancora di avere risposta scatenano l'offensiva aerea, che colpisce per prima cosa, come da consueta strategia, ponti, strade e aereoporti impedendo ogni via di fuga alla popolazione.

Segue un fuggi fuggi generale di cittadini stranieri dal libano, tra cui 300 italiani.

La situazione è in evoluzione continua, ed è inequivocabilmente nella direzione di far saltare l'intera polveriera medio-orientale, col coinvolgimento della Siria e con tutta probabilità anche dell'Iran. L'intera area sembra destinata ad essere spianata dal bulldozer delle politiche estere dell'impero Israelo-Americano.

Israele è stato oggetto di 65 risoluzioni ONU di condanna delle sue azioni. Anche per questo assalto l'ONU si è trovata a votare una mozione cui però si è opposto il Veto degli USA.

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categoria:controinformazione, grandi menzogne, violenza di stato
domenica, 16 luglio 2006
Roma, 15 luglio 2006 - 16:27
 
Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori, non accetta l'idea che venga concesso l'indulto anche a corruttori, evasori e truffatori e minaccia di prendere le distanze dalla coalizione di governo, chiedendo ai 'vertici' un chiarimento definitivo. "Il silenzio assordante con il quale tutta la coalizione di centrosinistra risponde alla nostra richiesta di non introdurre i tre tipi di reato, finanziario, societario e contro la pubblica amministrazione, che abbiamo chiesto che siano tolti dal provvedimento di indulto - dice Di Pietro - ci sta portando seriamente a riflettere sulla compatibilita' dell'Italia dei Valori con il programma dell'Unione e con tutta la coalizione. Per questo motivo chiediamo di avere un incontro con i leader degli altri partiti della coalizione per discutere della questione". "E' inammissibile che proprio un governo di centrosinistra - ha concluso Di Pietro - assicuri l'impunita' ai corruttori, agli evasori fiscali e a coloro che fanno falsi in bilancio". (AGI)
postato da: paskal007r alle ore 12:43 | Permalink | commenti
categoria:agenzie riportate
giovedì, 13 luglio 2006
A "Enigma" su RAI 3, stasera 13 luglio alle ore 23:55, Maurizio Blondet e Carlo Panella discuteranno che cosa è avvenuto l’11 settembre 2001 al Pentagono!
postato da: paskal007r alle ore 17:54 | Permalink | commenti
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lunedì, 10 luglio 2006
Colombia, la finta lotta alla coca
Il narcotraffico non accenna a diminuire nonostante le fumigazioni
Per ogni ettaro di coltivazione illecita fumigata, ne vengono distrutti altri otto occupati da animali, foreste o campi seminati a yucca o banane. E dai contadini, costretti a sfollare perché non hanno più di che vivere e per evitare le malattie cutanee e respiratorie causate dagli agenti chimici sganciati dagli aerei. Intanto, i battaglioni dell'esercito colombiano addestrati dagli Usa attraverso il Plan Colombia, invece di combattere i trafficanti li proteggono combattendo le squadre anti-droga. E nel commercio della coca, anche alti ufficiali Usa risultano coinvolti
postato da: paskal007r alle ore 17:28 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, grandi menzogne, violenza di stato
martedì, 04 luglio 2006
APPELLO: Fuori le atomiche dall'Italia, fuori le atomiche dalla storia

Il prossimo 7 luglio, si terra' a Pordenone la prima udienza dell'azione civile intentata da cinque pacifisti contro il governo USA, con la richiesta di rimozione delle 50 atomiche presenti nella base Usaf di Aviano. E' una causa storica: per la prima volta, un giudice viene chiamato a decidere sulla legittimita' della presenza di atomiche sul territorio italiano.

Noi riteniamo che quelle atomiche costituiscano una flagrante violazione del Trattato di Non Proliferazione (NPT), che la loro presenza non abbia alcunche' di deterrente o difensivo, che siano pericolose ed immorali, che compromettano pesantemente la convivenza pacifica tra i popoli.

Mantenere lì quelle atomiche e' anche un vero e proprio tradimento: si preferisce accodarsi alla volonta' di un governo straniero piuttosto che rispettare la volonta' dei propri cittadini.

Scriveva Günther Anders, quasi cinquant'anni fa, a proposito della pretesa di politici e militari a decidere nel campo dei problemi atomici senza coinvolgere la popolazione, invitata a non immischiarsi:
"Se la parola 'democrazia' ha un senso, e' proprio quello che abbiamo il diritto e il dovere di partecipare alle decisioni che concernono la 'res publica', che vanno, cioe', al di la' della nostra competenza professionale e non ci riguardano come professionisti, ma come cittadini o come uomini. E non si puo' dire che cosi' facendo ci 'immischiamo' di nulla, poiche' come cittadini e come uomini siamo 'immischiati' da sempre, perche' anche noi siamo la 'res publica'. E un problema piu' 'pubblico' dell'attuale decisione sulla nostra sopravvivenza non c'e' mai stato e non ci sara' mai."

Ecco, noi abbiamo deciso di immischiarci: la questione nucleare e' troppo importante per lasciarla in mano ai generali.

Per questo abbiamo costituito, in appoggio a questa azione legale,  il Comitato 'Via le Bombe' e chiediamo a tutti di aderirvi. Il comitato interverra' nella causa a nome di tutti i suoi aderenti e quanti piu' saremo, tanto maggiore sara' l'impatto di questa azione legale: immaginate quale effetto dirompente potrebbero avere centinaia, migliaia, e – perche' no – milioni di persone che chiedono il rispetto della legalita' internazionale, che esigono di essere trattati come cittadini e non come ostaggio o bersaglio delle partite a Risiko planetario tra i signori della guerra.

Cosi' come, quattro anni fa, pochi ragazzi si misero in testa di far sventolare la bandiera della pace da ogni balcone e nel giro di qualche mese pochi fiocchi divennero valanga, cosi' anche oggi tanti piccoli gesti, ciascuno il segno di un impegno personale e collettivo, possono innescare una reazione a catena di proporzioni inimmaginabili.

Tocca a noi scegliere, cos'e' che vogliamo veder deflagrare: un'esplosione di pace o gli arsenali nucleari.

La sottoscrizione dell'appello può essere inviata a: adesioni@vialebombe.org
L'adesione al Comitato e altre informazioni nel sito: www.vialebombe.org
 
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sabato, 01 luglio 2006
Sulla questione dei CPT le mie posizioni dovrebbero ormai essere note, almeno per chi mi segue, e nel periodo pre-elettorale mandai una e-mail a Di Pietro, che tra l'altro è tra i pochi ad aver accettato la definizione di "dipendente", mail di cui vi incollo un estratto:

[...]
Volevo darti qualche suggerimento per il tuo programma, a cominciare dalla
voce "Tutela del lavoro e immigrazione regolare".
Tu sai, credo, della vergogna dei Centri di Permanenza Temporanea o CPT
(in caso contrario ti invito a guardare "mare nostrum" su
www.arcoiris.tv); in quei luoghi oltre alle vergognose condizioni avviene
un'altra violazione: ai poveracci lì rastrellati è negata la possibilità
di avere un giudizio legale sulla loro situazione.
La legge stabilisce che in determinate situazioni si può concedere asilo
politico e altre possibilità di ingresso legale in italia, ma perchè
questo accada è necessaria l'assistenza legale all'immigrato, senza
assistenza legale anche coloro che potrebbero essere immigrati regolari
vengono spinti a forza nella clandestinità.

Quello che ti chiedo è di inserire nel tuo programma la chiusura dei CPT e
la garanzia di assistenza legale ai migranti che arrivano in Italia.
[...]

Risposta (
10 Mar 2006) :

Caro Pasquale

Ti ringrazio per i tuoi suggerimenti, tra l'altro la questione dei CPT è una
questione di cui ho parlato anche ieri sera a Porta a Porta e su cui sono
pienamente d'accordo.
[...]

"Pienamente daccordo" include, è italiano, la chiusura dei CPT ma sul suo blog oggi il dipietrino scrive che vuol limitarsi a renderli più "vivibili", insomma non li vuol più chiudere.
Meno male che lui doveva essere il "politico diverso"...
Meno male che alla fine non l'ho più votato...
postato da: paskal007r alle ore 21:28 | Permalink | commenti (3)
categoria:senza pudore