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Il Dipartimento della Difesa attribuisce un alto significato al controllo dell'informazione. Il nuovo programma illustra la sua determinazione a voler fissare i parametri della libertà di parola.
Il Pentagono vede l'informazione come un elemento essenziale nella manipolazione delle percezioni pubbliche e, quindi un mezzo cruciale per stimolare il sostegno verso politiche impopolari. Le recenti rivelazioni riguardo alla propaganda diffusa dai militari nella stampa straniera dimostra l'importanza che viene attribuita alla cooptazione della pubblica opinione.
La guerra dell'informazione viene usata per creare una nube impenetrabile con cui avvolgere le attività del governo così che le decisioni possano essere prese senza possibilità di alcun dissenso. La cortina fumogena dell'inganno che circonda l'Amministrazione Bush più che voler prevaricare i politici tenta di mettere in moto una politica dell'offuscamento chiaramente articolata. "The Information Operations Roadmap" è intesa al solo scopo di indebolire il principio di una cittadinanza informata.
Il focus del Pentagono su internet la dice lunga sui media del mainstream e sulle sue connessioni con l'establishment politico.
Perchè, per esempio, il Pentagono vede internet come una minaccia più grande dei media del mainstream, dove si stima che a procurarsi le proprie notizie sia il 75% degli Americani?
La ragione è chiara: perchè i MMS sono una componente già pienamente integrata del sistema delle multinazionali che provvede a fornire uno streaming di 24 ore al giorno di notizie vicine agli interessi del big business. Oggi i MMS operano come un de facto franchise del Pentagono, un affidabile autore di sofisticata propaganda a favore delle guerre di aggressione e del sotterfugio politico di Washington.
Internet, d'altra parte, è l'ultimo bastione della democrazia Americana, un mondo virtuale dove informazione affidabile si muove istantaneamente da persona a persona senza passare attraverso il filtro delle multinazionali. I visitatori che si muovono online possono avere una chiara fotografia delle depredazioni da parte dei loro governi con un semplice click del mouse. Questa è la liberalizzazione delle news, una open source di informazione che espande la mente ed eleva la consapevolezza della cittadinanza su questioni complesse e allo stesso tempo minaccia lo status quo.
Il programma del Pentagono è solo uno degli aspetti di una più ampia cultura dell'inganno, un ethos penetrante di disonestà che avvolge tutti gli aspetti della Casa Bianca di Bush. Il Dipartimento di "Intelligence Strategica" è una divisione dell'establishment della Difesa che è interamente consacrato all'occultamento, alla distorsione, all'omissione e alla manipolazione della verità.
In che maniera la "intelligence strategica" sarebbe diversa dalla semplice intelligence?
E' informazione che viene modellata in maniera da venire incontro ai bisogni di un gruppo particolare. In altre parole, non è di certo la verità, piuttosto una fabbricazione, una fiction, una bugia.
"Intelligence strategica" è un ossimoro, un esempio considerevole di incongruente linguaggio Orwelliano che riflette il cinismo profondamente radicato dei suoi autori.
Internet è un obiettivo logico della guerra elettronica pianificata dal Pentagono. Già i memos di Downing Street, le minacce di Bush a base di bombe contro Al Jazeera, le elezioni fraudolente del 2004, e la distruzione di Falluja, hanno scardinato l'esecuzione pulita delle guerre di Bush. E' comprensibile che Rumsfeld & Co. cerchino di trasformare questo nemico potenziale in un alleato, tanto quanto hanno fatto con i MMS.
I piani del Pentagono per implementare una "guerra virtuale" sono impressionanti. La BBC nota: "Le operazioni descritte nel documento comprendono un raggio sorprendentemente ampio di attività militari: ufficiali per gli affari pubblici che impartiscono istruzioni ai giornalisti, truppe per le operazioni psicologiche che cercano di manipolare i pensieri e le credenze del nemico, specialisti di attacchi contro network computeristici che cercano di distruggere i network dei nemici."
Il nemico, naturalmente, sei TU, caro lettore, o chiunque si rifiuti di accettare il proprio ruolo di stupido pendaglio del Nuovo Ordine Mondiale. Impossessarsi di internet è una maniera prudente di controllare ogni pezzo dell'informazione di cui uno fa esperienza dalla culla alla tomba; ossia ciò che è necessario per il funzionamento ordinato di uno stato di polizia.
La "Information Operations Roadmap" (IOR) raccomanda che le operazioni psicologiche (Psyops) "prendano in considerazione un vasto raggio di tecnologie allo scopo di disseminare propaganda nel territorio del nemico: veicoli aerei senza equipaggio, 'sistemi pubblici di indirizzi sparsi e miniaturizzati, tecnologie senza fili, telefoni cellulari e internet." Nessuna idea è troppo costosa o troppo complessa da poter sfuggire alla seria considerazione dei capi del Pentagono.
Il Dipartimento della Guerra sta pianificando di inserirsi esso stesso in ogni area di internet, dai blog alle chat room, dai siti web di sinistra ai commentari editoriali. L'obiettivo è quello di sfidare ogni singolo boccone di informazione apparso sul web che possa contrastare la narrativa ufficiale: ossia la favola del benigno interventismo Americano per promuovere la democrazia e i diritti umani in tutto il pianeta.
La IOR aspira ad "assicurare il massimo controllo dell'intero spettro elettromagnetico" e sviluppare la capacità di "scardinare o distruggere l'intero spettro di sistemi di comunicazione, sensori, e sistemi di armi dipendenti dallo spettro elettromagnetico, emergenti a livello globale." [BBC]
Dominazione dell'intero spettro.
L'obiettivo ultimo del Pentagono è creare un paradigma per internet che corrisponda al modello mainstream delle multinazionali, senza immaginazione o punti di vista divergenti. Quello che hanno in mente è un internet che viene ristretto in maniera crescente dall'influenza ingorda dell'industria e dalla sua vasta "tappezzeria di bugie".
Internet è il moderno mercato delle idee, una risorsa dal valore incalcolabile per la curiosità umana e la resistenza organizzata. Fornisce un link diretto fra il potere esplosivo delle idee e il coinvolgimento informato della cittadinanza [conosciuto anche come democrazia partecipativa].
Il Pentagono sta elaborando i preparativi per la privatizzazione di internet così che la rivoluzione dell'informazione possa essere trasformata in una tirannia dell'informazione, estesa a tutte le aree della comunicazione e al servizio degli interessi esclusivi di un ristretto numero di influenti plutocrati Americani.
Note:
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info Fonte : http://www.radioforpeace.info/articolinuovaera/itapiece138.htm
La Associated Press ha riportato il 13 Febbraio 2006, "Il governo ha concluso Venerdì scorso la sua esercitazione tattica chiamata 'Cyber Storm', la più grande simulazione mai tentata per testare la propria capacità di risposta ad attacchi devastanti scagliati attraverso Internet da parte di attivisti noglobal, underground hackers e bloggers.
"Bloggers?
"I partecipanti hanno confermato che durante la simulazione su scala mondiale gli ufficiali del governo e i manager dell'industria sono stati sfidati a rispondere a deliberate campagne di disinformazione e ad appelli da parte dei bloggers di Internet, dei diaristi online i cui 'Web logs' sono carichi di violenti commentari politici e di riflessioni deviate sugli eventi correnti."
"Campagne di disinformazione"? "Violenti commentari politici"? "Riflessioni deviate sugli eventi correnti"?
La risoluzione dell'amministrazione a precludere l'esercizio della libertà di parola non è mai stata tanto forte e continua a crescere a gran velocità.
Egregio Presidente, colpisce che per i cosiddetti "eroi di Nassiriya" non sia stata riservata la stessa medaglia d'oro né lo stesso vitalizio concesso ai familiari di Quattrocchi. Colpisce che niente di tutto questo sia stato da lei concesso alla memoria del costruttore di pace Enzo Baldoni, assassinato in circostanze del tutto analoghe, né di giornalisti come Maria Grazia Cutuli uccisa in Afghanistan. Colpisce ancora di più che niente di tutto questo sia successo per il servitore dello stato Nicola Calipari. Baldoni, Cutuli, Calipari, forse non sono morti da italiani egregio Presidente?
Voglio sperare, caro Presidente, che il fatto che non siano disponibili filmati su come sono morti gli italiani Baldoni o Cutuli (ma fin troppi dettagli sono noti su come è morto Nicola Calipari), non abbia avuto un ruolo nella sua scelta di non concedere loro medaglie d'oro alla memoria e invece concederla a Quattrocchi. Ci sono dei militari italiani morti in azioni di guerra in Iraq, oltre ai 18 di Nassiriya. Nel morire non hanno dimostrato sufficiente valore, egregio presidente? Non sono morti da italiani? Di sicuro lei non ha ritenuto opportuno concedere a questi caduti medaglie alla memoria.
Qual'è signor presidente, il ragionamento che la porta, tra tanto sangue anche italiano versato in Iraq, a concedere al solo Quattrocchi una medaglia al valore?
Caro Presidente, siamo in un paese dove due giornalisti come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, possono essere ammazzati in un paese straniero e, 12 anni dopo, una commissione parlamentare possa con sprezzo del ridicolo raccontare la loro morte come dovuta al caso. Caro Presidente, siamo in un paese dove la morte di Nicola Calipari può essere spacciata dal Ministro della Difesa, Antonio Martino, come dovuta al fato. Egregio Presidente, questa medaglia d'oro è motivo di scandalo per milioni d’italiani.
Almeno le chiedo di non far pensare a questi milioni d’italiani che ci siano morti comode, morti fotogeniche, e quindi morti premiabili con medaglie d'oro come quella di Fabrizio Quattrocchi e ci siano invece altre morti scomode, morti oscene, sconvenienti, come quella di Nicola Calipari. Personalmente ritengo che Fabrizio Quattrocchi fosse un mercenario, andato a combattere per denaro una guerra non solo sbagliata ma criminale. La sua morte merita rispetto, come tutte le morti, ma non meritava nessuna medaglia.
Sono anche cosciente che il mio punto di vista non possa essere esaustivo della sensibilità di tutti gli italiani né tanto meno della sua. Ma se così è, egregio presidente, se Fabrizio Quattrocchi è per lei un eroe, perché mai per lei non sono eroi Baldoni, Cutuli, Alpi, Hrovatin e tanti altri, mio caro Presidente?
In cosa sono difettose le loro morti? Mi spiega per quale ragion di stato non è un eroe Nicola Calipari? Non c'è un filmato, Presidente Ciampi, ma ci sono molte testimonianze su come muore un italiano come Nicola Calipari.
Ci deve delle spiegazioni, signor Presidente.
Gennaro Carotenuto
http://www.gennarocarotenuto.it