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"La legge e' uguale per tutti, e io sono un po piu' uguale degli altri"
Silvio Berlusconi, durante il processo sme

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"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
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"una sola isoletta (l'inghilterra) oggi tiene il mondo in catene. Se un'intera nazione di 300 milioni di abitanti si desse a uno sfruttamento economico di questo tipo, spoglierebbe il mondo come uno sciame di locuste"
Mohandas Ghandi, 1928

"Occhio per occhio lascia tutti ciechi"
Dr Martin Luher King

"tra tutte le cose vili che ci sono sulla Terra, Nessuna è vile come il denaro"
Antigone, Sofocle, 441 a.C.

"la speranza di diventare ricchi è una delle più diffuse cause di povertà"
Tacito

"Affermare che il sistema finanziario è impazzito è inesatto. La reale situazione supera questa descrizione, e sarebbe riduttivo credere che nessuno coinvolto in questo processo guardi a fondo in quello che stannofacendo e semplicemente scoppi a ridere dell'innata follia del processo"
Michael Rowbotham

"Le corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo,cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffiniati apparati simbolici.
Le corporation esercitano un'influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica."
Joel Bakan,
"the corporation"
Fandango editore

"Il fascismo dovrebbe essere definito più propriamente corporativismo, visto che rappresenta la fusione del potere statale e imprenditoriale"
Benito Mussolini.

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Pier Paolo Pasolini

"Ma coe fa la gente a guardare questi che tutto il giorno dicono stupidaggini?"
Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, a proposito de Il grande fratello
13 ottobre2004

"Un po' di lavoro, un po' di consumo, un po' di famiglia, un po' di sesso, un po' di calcio, un po' di tv e la vita passa senza fare domande."
(Umberto Galimberti)

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La democrazia del grande fratello
NOAM CHOMSKY

Antimanuale di economia
BERNARD MARIS
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lunedì, 27 febbraio 2006
Ho letto su repubblica.it un documento inquietante, l'intervista a Raffaele Cutolo.
L'intervista è stata passata sotto un titolo a dir poco vergognoso giornalisticamente parlando:
Cutolo, l'ultimo desiderio
"Il mio seme per un figlio"
Semplicemente indecente.

Perchè? Perchè in questa intervista ci sono rivelazioni da far accapponare la pelle, che coinvolgono al boss dei boss il governo italiano! Perchè la storia del "seme per un figlio" sta insieme a dichiarazioni come
"
Dunque mi vuol far credere che Cirillo ebbe salva la vita grazie al suo intervento?
Sì. Mentre era in corso il sequestro vennero da me, in carcere ad Ascoli Piceno, un sacco di persone: politici, agenti dei servizi segreti, mediatori. Un influente politico della Dc mi disse che dovevo intervenire con ogni mezzo per salvare la vita dell'assessore. Che in cambio avrei ottenuto il controllo di tutti gli appalti della Campania. "
Lo stato ha promesso ufficialmente a Cutolo tutti gli appalti della campania, ma il titolo è degno solo di una rivista scandalistica che parlasse di un vippuncolo da due soldi e della sua squallida storia d'amore.

Un'altra dichiarazione che meriterebbe da sola la prima pagina a caratteri cubitali è la seguente:
"
Che rapporti ha avuto coi politici? E che cosa pensa della politica?
Ne ho conosciuti molti. Con qualcuno sono sceso a patti. I politici non sono molto diversi dai camorristi. Pensano al potere, al consenso, all'arricchimento. Ma dei bisogni della gente se ne fottono".

Il Big Boss dichiara di aver conosciuto molti politici e che lo stato ha ufficialmente offerto alla mafia gli appalti della campania, ma la notizia rimane la sua stramaledetta volontà di figliare.
Questi pennivendoli della repubblica.it hanno per le mani un autentico scandalo, uno scoop di prim'ordine, e lo fanno diventare un trafiletto rosa sepolto nella carta, questo è un autentico atto di disinformazione che contravviene a qualsiasi norma di ogni sorta di giornalismo, da quello serio a quello scandalistico, passando per il buonsenso.
L'unica spiegazione ad un simile comportamento è una ferrea volontà di anteporre all'informazione del pubblico la stabilità dei potenti ai posti di potere che hanno, anche quando per garantirla bisogna controllare quella che ormai è la storia, dopotutto come diceva Orwell: "chi controlla la storia controlla il futuro, chi controlla il presente controlla la storia"!
postato da: paskal007r alle ore 18:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:controinformazione, inciuci, controllo di massa, cronache commentate
lunedì, 27 febbraio 2006

Contro la Legge Delega in campo ambientale

Appello al Presidente della Repubblica e ai principali organi dello Stato

I firmatari del presente appello, vivamente preoccupati per le disposizioni contenute nel testo del Decreto Legislativo predisposto dal Ministro dell'Ambiente e del Territorio in attuazione della Legge Delega in campo ambientale (L. 308/04), chiedono che tale Decreto non venga approvato nella sua ultima stesura resa nota e presentata al Consiglio dei Ministri del 18 corrente, che provocherebbe danni irreparabili al sistema di governo dell'ambiente e del territorio.

I motivi di viva preoccupazione sono:

  • viene più volte violato il dettato costituzionale;
  • viene notevolmente diminuito il livello di protezione dell'ambiente con pregiudizio per la salute;
  • viene sostanzialmente smantellato l'assetto sanzionatorio per violazione delle leggi ambientali;
  • numerose norme eccedono i limiti della delega;
  • viene disegnato un sistema di governo di carattere spiccatamente centralistico, eliminando ogni carattere di leale collaborazione tra Stato ed Enti Locali anche in campi di competenza costituzionalmente definita concorrente;
  • viene scardinato l'attuale sistema di governo, gradualmente e faticosamente costituito nel recente passato attraverso numerose leggi, ampiamente dibattute in sede parlamentare, con il contributo delle migliori competenze disponibili in sede giuridica e tecnico-scientifica e che ha dato frutti positivi;
  • vengono disattese importanti specifiche normative comunitarie, anche in settori nei quali sono tuttora in corso procedure di infrazione;
  • vengono ignorati i risultati del lavoro di Commissioni di indagine parlamentari, a cui si è pervenuti con ampia condivisione;
  • i testi contestati sono stati formulati da un gruppo ristrettissimo di estensori, senza il ricorso ad alcuna consultazione formale con le rappresentanze istituzionali e degli interessi e con i depositari di reali competenze tecniche e scientifiche;
  • la normativa tecnica contenuta nel testo contestato allenta in modo a volte pericoloso i livelli e le procedure di controllo dell'inquinamento e contiene errori ed imprecisioni;

In conclusione, ritengono che il Ponte sullo Stretto di Messina non sia un'opera sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, né un'infrastruttura strategica per il paese.

Confidando nella responsabile attenzione e nell'intervento dei destinatari dell'Appello, li ringraziamo per quanto vorranno fare nell'interesse dell'ambiente e del territorio del Paese.

firmate anche voi l'appello QUI>>>>

postato da: paskal007r alle ore 17:20 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, agire
lunedì, 27 febbraio 2006
11 milioni di persone, l'equivalente di un quinto d'Italia, provate a immaginarlo, significherebbe almeno una persona in ogni famiglia italiana.
11 milioni di persone, Milano, Roma e Napoli messe insieme con un pò di periferia per contorno.
11 milioni di persone, più ci penso più resto stordito dall'enormità di questa cifra, cerco di visualizzarla ma non ci riesco. E' troppo immensa.

In questo momento 11 milioni di persone rischiano di morire di fame per un "accavallamento" di siccità e conflitti armati.
Gli addetti al meteo dicono che prima di aprile di pioggia non se ne parla.
I conflitti armati pensano di continuare fino a quando l'ultimo uomo non avrà ucciso il penultimo.
E 11 milioni di persone in africa rischiano di morire di fame.
Già ci sono state centinaia di vittime e si sono persi migliaia di capi di bestiame.
Le Nazioni Unite hanno lanciato l'allarme, servono aiuti e servono subito, sarebbe necessario mobilitare tutta l'europa, almeno far parola della cosa su tutti i media, tra una puntata di zelig e una di striscia la notizia.
In fondo mediaset sta spremendo i generosi con la "fabbrica del sorriso", lodevole iniziativa, certo, ma il silenzio stampa è indice di una cattivissima fede.
La notizia, della CNN, è del 20 febbraio, è stata data anche dalla reuters (agenzia stampa di primo piano), ma i nostri tg fanno orecchie da mercante.

Certo, è sacrosanto e importantissimo sostenere Emergency (campagna dritto al cuore) o la fabbrica del sorriso, ma vi sembra davvero che il giorno 20 ci fossero nei tg notizie tanto essenziali da far scivolare in letale silezio 11 milioni di persone? Non lo credo, e non credo che "non sapessero" quelle stesse persone che ci invitano con un sorriso a contribuire anche noi a "la fabbrica del sorriso", ma saranno poi animati da un grande spirito umanitario questi che prima ti chiedono il tuo sostegno e poi non ti dicono che 11 milioni di persone rischiano di morire di fame?
postato da: paskal007r alle ore 01:27 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione
sabato, 25 febbraio 2006
L'avete voluta voi, eh!

ok, partiamo dall'inizio, sono nato nell'anno che è anche il titolo del mio romanzo preferito, 1984, se nascevo pure il 25 aprile era perfetto, ma mi è toccato novembre.

Fin da piccolo in ogni tipo di gruppo (amici, palestre, classi) sono stato sempre uno di quelli anagraficamente più vecchi, ma ero sempre il piccoletto della situazione, aggiungete che ero il ritratto del bravo bambino (ubbidiente, religioso, non uscivo senza permesso...) e avrete un individuo con grossi problemi sociali...
Ma daltronde una faccia così non è che viene da sola...

Belle occhiaie vero?

Comunque, tornando a noi, anzi a me, ho fatto sia le elementari che le medie da "secchione", non chè bersaglio di scherzi di ogni sorta... talvolta con la collaborazione di qualche prof troppo su di giri.
Poi sono cresciuto, non troppo perchè al metro e settanta non ci sono mai arrivato, ma almeno ho cominciato ad approfondire la mia religiosità, che però è rimasta inconciliabilmente in conflitto con la mia volontà di continuare a tenere il cervello acceso. Gravissimo errore per un credente.
Infatti ora non sono più nè cattolico, nè cristiano... Ho una mia religione, piuttosto "striminzita" (sintetica), ma che mi basta e mi avanza, in fondo so quel che c'è da sapere, dopo la morte in pagella solo due voti: amore verso il prossimo e conoscenza.
Il resto sono dettagli.
Nel mentre sono già arrivato al liceo, non sono più un secchione ma i problemi di comunicazione col mondo sono ancora quasi tutti lì. Essendo finito per volontà paterna al liceo scientifico, e odiando non poco la matematica, avevo già deciso il voto da prendere alla maturità: 60 secco, sufficienza minima vitale.
Perseguivo la meta del 6, e riscuotevo molto spesso un successo...
-"Franzese"
"si prof?"
-"sei..."
"Olè!"
-"Sei scarso!"
"d'oh!"
Storia di una vita (quanti "potrebbe-ma-non-si-impegna" nella mia carriera scolastica!).
Pur di prendere il sessanta secco con pietà all'esame del liceo ho fatto l'impossibile, ho persino litigato con una prof, la Danzica.
La Danzica era la barzelletta della situazione, incompetente, ignorante nelle sue stesse materie, assente durante le interrogazioni, bastava infilare nel discorso le parole giuste anche in ordine errato e per lei andava bene, l'importante è che ogni tanto sentiva le parole chiave "napoleone".." Waterloo"..."sconfitta", anche se hai raccontato la strana storia di Waterloo che viene sconfitto a Napoleone da Trafalguar square, andava bene lo stesso; una poveretta interrogata tre volte sullo stesso argomento diede la prima volta la risposta esatta (quella del libro) ma la prof disse di no, che era un'altra, la seconda volta diede la risposta che la prof le aveva detto nella prima interrogazione, e la prof disse di no che la risposta era un'altra ancora, la terza volta la ragazza interrogata ancora diede la risposta "ufficiale" della prof nell'interrogazione numero 2, e anche lì la prof disse che no, era la prima risposta... Ovviamente al minimo accenno di polemica la prof si incazzava, faceva fuoco e fiamme, minacciava terribili conseguenze.
Quella prof ci fece arrivare in storia fino alla seconda guerra mondiale (il 45 insomma), e in filosofia ci fece saltare MARX (del tutto, nemmeno l'introduzione ci ha fatto fare la baldracca).
Io nella tesina d'esame (tema scelto "il materialismo storico") porto sia Marx, che la guerra del vietnam.
Quando lo annuncio in classe quella mi passa un'ora a minacciarmi, dicendo che mi avrebbe fatto fare un esame tremendo, che mi avrebbe chiesto tutto il programma, etc. etc.
Pur di minacciarmi rifiuta di interrogare due "secchie" che si erano offerte.
Il giorno dell'esame mi presento con maglia rossa e pantaloni rossi (lei comunistofoba, io pieno di cazzimma).
La metto a figura di merda, lei e la sua profonda ignoranza.
Nonostante questo non sono riuscito a prendere 60, mi hanno promosso con 78.
Forse ho copiato troppo bene agli scritti, forse le altre prof pure non sopportavano la Danzica, forse ho fatto troppo bene la tesina, ma non mi è proprio riuscito di passare con il minimo.
Ora faccio l'accademia di belle Arti di napoli, ma dall'anno prossimo vado ad Architettura.
Ho scelto questo percorso di studi per diventare fumettista, andando all'accademia per imparare l'anatomia e il disegno dal vero, ma ho imparato molto di più ad un corso privato, la scuola italiana di Comix (...la COSTOSA scuola italiana di Comix).
Nel frattempo ho continuato a seguire un motto che mio padre mi ha insegnato quando ero piccolo (cosa di cui probabilmente lui si è pure scordato) "chiediti sempre perchè, solo i muratori (per lui quasi sinonimo di schiavi, da bravo ingegnere edile) non si chiedono mai perchè".

Mio padre forse non si è nemmeno accorto di quanta saggezza c'è in quelle parole.
Per "chiedermi perchè" mi sono messo in testa di capire perchè il mondo va come sta andando, perchè gli uomini si comportano come fanno di solito, e simili cosucce, i massimi sistemi insomma; e allora giù psicologia, macroeconomia e Chomsky a volontà.
Ora il mio sogno lavorativo è di diventare un fumettista, perchè è un lavoro che mi piace fare, e io credo che se devi passare la metà del tempo della tua vita a fare un lavoro che non ti piace, allora tanto vale che cambi lavoro.
Il mio sogno e basta invece è di diventare il "Chomsky d'europa", un pò ambizioso, ma chi non punta in alto non arriva mai in alto.

Oufff... penso che per oggi può anche bastare...
Ciao!
postato da: paskal007r alle ore 10:05 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 24 febbraio 2006
L'Iraq è in fiamme. Tre intere province, compresa quella di Baghdad, sono sotto il coprifuoco. Dalle 8 di ieri sera fino alle 16 di oggi nessuno potrà circolare, e con tutta probabilità, alle 8 di questa sera il coprifuoco tornerà fino a domani mattina. Da lì in poi, è tutto un incognita.

Come noto, la scintilla che ha provocato questa violenta accelerazione verso la guerra civile, è stata la distruzione della moschea di Samarra, una fra le quattro più importanti moschee per la popolazione sunnita.

Una delle conseguenze più vistose dell'escalation è stato l'omicidio a freddo di 47 civili, da parte di altri iracheni, che svetta su una serie ormai infinita di attentati, omicidi, vendette, rapimenti, assalti e violenze di ogni tipo, in ogni luogo e in ogni direzione. Una volta scatenato l'odio, specialmente su base religiosa, è perfettamente inutile stare a seguirne le tracce, o cercare di tenerne una qualunque contabilità.

Diventa invece più interessante tentare magari di risalire alla radice, cercando anche qui il famoso cui prodest della situazione.

Curiosamente infatti, la distruzione della moschea è avvenuta proprio nel momento in cui il parlamento iracheno stava tentando un difficile compromesso fra la maggioranza sciita, chiaramente favorita dagli americani fin dai tempi di Najaf*, e la minoranza sunnita, da sempre più ostile e più sospettosa nei confronti dei primi. I kurdi, come noto, non sono mai stati veramente della partita.

A prima vista, persino agli occhi di chi sostiene che l'avventura irachena sia stata davvero intrapresa per "portare democrazia" e "liberare il paese dal tiranno Saddam", dovrebbe apparire di comune interesse degli alleati una pronta e completa pacificazione dell'intero territorio, sotto la guida di un parlamento pienamente legittimato.

C'è invece la possibilità, tutt'altro che remota, che il vero interesse degli americani sia quello di portare il paese ad una profonda divisione, lungo gli argini etnico-religiosi sopra descritti: fa molto più comodo agli Stati Uniti che la parte meridionale del paese sia sotto il fermo controllo sciita, mentre il nord sunnita rimanga in stato di guerra permanente, proprio per evitare che un paese unito si ritrovi magari ad avere un sussulto di coscienza nazionale, e si accorga che nel frattempo gli alleati gli stanno rubando tutto il petrolio da sotto i piedi.

A conferma di questa teoria - peraltro nota fin dai tempi più remoti come "divide et impera" - vi sono svariati documenti, resi pubblici in passato in ambito PNAC, dove si descriveva chiaramente la "preferibilità" di un Iraq spezzato in tre parti, ad un Iraq unito e compatto. E sotto Rumsfeld, come sappiamo, ogni desiderio del PNAC diventa legge.

Da cui deriverebbe la doppia ipocrisia di aver prima mentito alla nazione sui veri motivi della guerra d'invasione, e di farlo adesso sulle effettive intenzioni di portare il paese ad una reale pacificazione.

Noi, come sguattere senza voce in capitolo, non faremmo che subire i riflessi di questo doppio inganno, rendendo le responsabilità di chi ci ha trascinato in questa vergognosa situazione ancora più gravi.

Per fortuna che siamo in vista di elezioni, e che la "possibilità di un cambiamento è finalmente a portata di mano": che vinca infatti la destra, o che lo faccia la sinistra, in Iraq ci rimarremo comunque, finché il nostro padrone lo vorrà.

Sguattere di professione, quindi, ma servi - a quanto pare - per sempre. (Un sentito ringraziamento, a proposito, a tutti quelli che "voteranno il meno peggio").

Massimo Mazzucco


Vedi Anche:

* COME SI DICE "GUERRA CIVILE"?
(Art. dell'Ottobre 2005)[…] Forse ci siamo già dimenticati come andarono le cose a Najaf: il martedì sera eravamo ad un assedio "che ormai stiamo per entrare e spacchiamo tutto quello che troviamo", mentre il mercoledi mattina le truppe si ritiravano in buon ordine, senza aver rotto nemmeno una tazzina di caffè, e senza dare spiegazioni a nessuno. Nella notte c'era stato l'Ayatollah Al-Sistani, che aveva evidentemente ottenuto la promessa di guidare lui il paese […]

C'E' SEMPRE UN KURDO DI TROPPO
(Art. del Giugno 2004) […] Minoranza etnica che si aggira sul 15% della popolazione, sono gli unici musulmani del paese a non essere arabi. Sarà per questo, o sarà per altri motivi, ma tutto ciò che avevano ottenuto in questi mesi di dure trattative a tre (con sciiti e sunniti) è sfumato d’un colpo nella mano conclusiva: [...]

MAI FARE I CONTI SENZA L'AYATOLLAH
(Art. del Novembre 2003) […]Ma di colpo qualcuno a Washington deve essersi accorto che a Novembre si rielegge il presidente, e che di questo passo arriviamo in campagna elettorale con talmente tanti morti sulle prima pagine che conviene quasi non presentarsi nemmeno. Ecco che allora l’animale inferiore “irachenus mussulmanus” diventa di colpo “una società con una grande cultura alle spalle”, che sarà certo in grado di farsi una costituzione da sola, una volta votato un governo qualunque.[…]

Copia-incolla a dir poco d'obbligo dal sito di Mazzucco, luogocomune.net.
postato da: paskal007r alle ore 23:25 | Permalink | commenti
categoria:grandi menzogne, controllo di massa
venerdì, 24 febbraio 2006
Il governo italiano, ne ha fatta un'altra delle sue, grazie a due righe infilate nel blindatissimo ma sempre accogliente decreto per le olimpiadi di torino, ha salvato un altro "amicone", ossia Ugo Gassalli Beretta padrone della ditta armiera omonima.
La storia comincia con una impiegata della Beretta, una magazziniera, scoperta dalla polizia a rubacchiare, ha causato delle indagini in una zona in realtà molto scottante, quasi ustoria, infatti in quel magazzino sono saltate fuori le prove di un commercio d'armi davvero poco pulito, fatto non da qualche impiegatuccio disonesto, ma dalla proprietà della fabbrica stessa.
Pistole senza numero di matricola (che non l'avevano mai avuto s'intende), pistole senza numero di matricola (nel senso che l'hanno raschiato via stavolta), pistole con un numero di matricola falso ("ripunzonate" per i precisini), il tutto in attesa di essere vendute oltreconfine.
Da dove arrivavano?
Erano pistole vecchie di un buon ventennio, ufficialmente fuori uso, ma spesso perfettamente funzionanti, date a poco, anzi niente, rispetto al loro valore, solo 10 euro, vendute alla beretta dal ministero dall'interno (e per ogni pistola che va in pensione ovviamente un'altra dovrà pur sostituirla... una nuova... e beretta!).
Le berette una volta riparate venivano profittevolmente rivendute.
Alcune di queste sono finite in Iraq, ma non in mano alla polizia locale, in mano alla resistenza.
Se si ripensa a tutte le polemiche che sono nate dopo che un giudice s'è permesso di dire che si tratta non di terroristi ma di guerriglieri, ora se si dovesse scoprire un commercio illegale d'armi verso dettinon-terroristi-ma- guerriglieri, che cosa succederebbe?
Ma non temete, per impedirlo ci ha pensato il parlamento.
Impedire che si scopra la cosa, mica impedire la vendita!
Maggiori informazioni? Leggete l'articolo di Peter Gomez su l'espresso.
postato da: paskal007r alle ore 19:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:controinformazione, corruzione, inciuci, cronache commentate
venerdì, 24 febbraio 2006
Riposto a seguire un vecchio articolo sulle armi.
No, non c'è bisogno di leggerlo tutto, ma può servire a chi avendo letto l'articolo di sopra vuol saperne di più... e ai più curiosi...

Teleserata italiana, il nulla assoluto, ancora due ore mi separano dallo show di Paolini (imperdibile, raitre di giovedì seconda/terza serata)... mentre guardo il fuoco che brucia mi torna in mente un intelligente film con Sordi "finchè c'è guerra c'è speranza", m'interrompe uno spot di un film di Steven Segalle. Penso alla differenza tra i due film: Sordi interpreta un commesso viaggiatore che per dare una migliore vita alla propria famiglia arriva a diventare un trafficante d'armi, che pur di vendere arriva a corrompere parlamenti interi perchè votino per la guerra, ed a vendere caccia ad un esercito per poi vendere ai ribelli relativi le armi con cui abbatterli, si difende dicendo che nel momento in cui vende l'arma questa è solo un'oggetto, che non ha responsabilità di come verrà usata, film intelligente per il modo in cui tale personaggio verrà messo a confronto con le sue contraddizioni e con la società; Steven Segalle invece è solo il solito, tosto poliziotto con grossa pistola che ammazza montagne di criminali senza il minimo rimorso, dimostrerà di essere lui il più duro dei duri cadavere su cadavere.

Due ottiche diametralmente opposte per un'unico argomento: le armi.

Argomento scottante, questo è indubbio, scottante quanto glissato dai media ufficiali...
"L'Italia, dal 1945 ad oggi, si è annualmente piazzata tra i primi dieci produttori di armamenti nel mondo; sono italiani i presidenti delle più importanti realtà armiere europee; un sostegno incondizionato all'industria non proviene da una sola fazione politica, ma coinvolge quasi tutto l'arco parlamentare; e, in epoca di grandi privatizzazioni, la massima parte della produzione di armamenti rimane, per il tramite di Finmeccanica, saldamente sotto il controllo dello Stato"(Armi d'Italia - Protagonisti e ombre di un made in Italy di successo; Riccardo Bagnato, Benedetta Verrini.)
Si badi non sono necessariamente armi da guerra, anche semplici armi leggere, che per essere esportate necessitano solo del permesso del locale posto di polizia.

"Nel luglio 2001 il Segretario Generale dell’O.N.U. Kofhi Annan, ha definito le armi leggere e di piccolo calibro, “armi di distruzione di massa”.
L’Italia è il terzo Paese produttore mondiale di armi leggere."(http://www.beati.org/documenti/2003/0002.htm).
Innumerevoli casi di cronaca vengono spesso strumentalizzati da individui inspiegabilmente connessi alla politica quali Calderoli, per caldeggiare oltre alla riduzione dei controlli sulle armi l'istituzione di taglie per i criminali, misure utilissime, la cui perfetta applicazione possiamo ammirare negli USA armi sancite come diritto costituzionale, taglie come istituzione secolare e soprattutto una criminalità a tassi stratosferici, specie per quello che riguarda i crimini violenti.
La folle teoria è che il cittadino armato è in grado di difendersi da solo, ma è un'emerita falsità che solo un bambino può prendere per buona: è ovvio che nessuna pistola può fare da scudo; le armi si possono usare solo per attaccare, per uccidere o ferire, non per fermare un aggressione, il che significa "non per difendersi". Un giubbotto antiproiettile è una difesa, un fucile è un'arma! E se il cittadino onesto è in grado di procurarsi una pistola inevitabilmente il criminale si procura un mitra. E se il cittadino si deve difendere da solo significa che lo stato non solo non è lì a difenderlo ma anche che in quel momento e in quel luogo lo stato NON ESISTE, significa che si degenera alla legge del più forte.

Quanto alle armi da guerra invece la situazione è assolutamente priva di senso, perchè?
Perchè COSTANO, gente, tutti voi con le vostre tasse pagate cifre esorbitanti per il solo mantenimento degli armamenti italiani. Eppure l'italia ripudia la guerra. Ma non temete siete in buona compagnia:
"Ogni anno in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi, somma che avrebbe permesso a questi paesi di ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno) ed eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno). Il totale delle spese militari mondiali in un anno è di 956 miliardi di dollari, mentre la spesa complessiva (in 11 anni!!) per raggiungere gli obiettivi del millennio per lo sviluppo sarebbe di 760 miliardi.... si raggiungerebbero spendendo solo il 10% in meno in spese militari all'anno.[...]In tutta la regione [l'Asia] oltre il 50% delle armi viene venduto dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU mentre... solo 8 miliardi di dollari sono inviati in queste zone come aiuti ufficiali allo sviluppo. L’Asia è al secondo posto, dopo il Medio Oriente, come maggiore acquirente di armi convenzionali, secondo fonti del Dipartimento di Stato americano nel biennio 1990-2000 la regione ha comprato armi per un valore di 130 miliardi di dollari.
[...]
Nel 2003 le spese militari mondiali sono cresciute, in termini reali, dell’11%: un tasso di incremento quasi doppio rispetto al comunque già notevole 6,5% registrato nel 2002. Prendendo a riferimento l’ultimo biennio si arriva ad un aumento del 18% che fa lievitare il valore complessivo dei fondi assegnati all’ambito militare fino a 956 miliardi di dollari (correnti).
[...]
i Paesi sviluppati sono responsabili di circa il 75% di tutte le spese militari, a fronte di una popolazione che raggiunge solamente il 16% di quella mondiale."(disarmo.org)
Una montagna di quattrini spesa in cosa? in Morte.

Costa Rica, 1948, "Josè Figueres, l'allora presidente, smantellò l'esercito. I fondi per la difesa furono assegnati all'istruzione e alla sanità. Le banche, le assicurazioni, tutti i servizi di pubblica utilità e le ferrovie furono statalizzati. Furono introdotti una tassa sulla ricchezza e un sistema di sicurezza sociale. Fu concesso il diritto di voto alle donne e agli immigrati dai caraibi.[...] Gli Stati Uniti cercarono di cacciare Figueres nel 1950 e tentarono per 2 volte di assassinarlo. Una vecchia disputa di cent'anni col Nicaragua per lo sfruttamento del fiume San Juan s'infiammò nel 1998 ma fu sedata dopo due anni di pazienti negoziati senza ricorrere alle armi. E, cosa significativa, il Costa Rica è l'unico stato della regione a non essere mai stato invaso o usato come base dagli Stati Uniti. Ora il paese è democratico, relativamente ricco e regolarmente nelle prime 50 posizioni dell'Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite."(James Bruges "Salva la terra ...o tutti giù per terra", Nuovi mondi media) (per la cronaca, di recente a causa di privatizzazioni - causate da una forte spinta del Fondo Monetario Internazionale, o IMF - si sono scatenate rivolte diffuse)

Apriamo gli occhi, le armi sono un danno al mondo intero con il loro solo esistere, nessuno dovrebbe usarle, nessuno dovrebbe fabbricarle eppure c'è chi si ostina a favorirne la vendita: la legge per il momento pone vincoli severissimi, ma già esistono infinite scappatoie e come se non bastasse sempre più numerosi sono coloro che cercano in tutti i modi di abbattere le barriere legali riguardo al commercio di armi da fuoco.
"L’autorizzazione ai trasferimenti [esportazione di armi n.d.io] deve essere concessa direttamente dai Ministri degli Esteri e della Difesa; viene poi presentata annualmente dal Presidente del Consiglio una relazione al Parlamento sulle vendite e autorizzazioni e sono infine previsti rigidi controlli sulla situazione interna dei paesi destinatari perchè in caso di conflitto armato, embargo o violazioni dei diritti umani scatta il divieto di esportare armi verso quelle destinazioni. Anche a livello europeo il Codice di Condotta sui Trasferimenti di Armi prevede che si operino severi controlli seguendo gli stessi criteri di negazione dell’autorizzazione all’export in caso di embarghi, conflitti e violazioni. Per quanto riguarda le armi ad uso civile invece, la normativa italiana non prevede invece controlli né sanzioni. Pistole, revolver, fucili e carabine, concepiti per l’uso sportivo e l’autodifesa, godono così di una grande capacità di movimento e possono entrare pressoché indisturbati anche in paesi colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani, sottoposti a embargo dell’Onu o dell’Ue e paesi con guerriglie in corso sul proprio territorio.

L’andamento annuo delle vendite si aggira intorno ai 300 milioni di euro.

Di tutte le armi una quantità pari all’80% circa si è diretta verso paesi dell’orbita nord-occidentale, mentre tra il restante 20% compaiono anche paesi con situazioni interne precarie. È il caso della Malaysia, paese ripetutamente accusato di gravi violazioni dei diritti umani, che ha potuto acquistare nel corso del quinquennio armi civili italiane per un totale che supera i 30 milioni di euro; o della Colombia e dell’Algeria, i cui governi sono entrambi coinvolti da anni in conflitti interni, che hanno acquistato rispettivamente 2,5 e 3,8 milioni di euro di pistole, fucili e munizioni; o della Cina, soggetta a embargo dell’Ue a causa dei gravi episodi di violazione dei diritti fondamentali, che ha importato oltre mezzo milione di euro di armi dall’Italia.
È anche il caso del Congo-Brazzaville e della Repubblica Sudafricana: i due maggiori importatori africani di armi civili italiane sono presenti nei rapporti annuali di Amnesty International per le violazioni di diritti umani che avvengono sul loro territorio, così come la Turchia, il Brasile, il Messico, l’India, le Filippine e la Federazione Russa (paesi quest’ultimi che stanno anche affrontando attacchi armati di gruppi separatisti).

I grandi sistemi d’arma, infatti, costosi e difficili da reperire, vengono sostituiti dalle armi piccole e leggere, meglio trasportabili, semplici da usare (anche per i bambini soldato) e reperibili anche sul mercato nero. L’attività dei brokers, gli intermediatori nelle vendite di armi, si inserisce perfettamente in questo sistema, attraverso l’organizzazione dei trasferimenti di partite d’armi tra venditore e cliente, andando così ad incrementare il commercio illegale."(disarmo.org)

E non speriate che l'Italia non abbia avuto un ruolo di spicco negli innumerevoli genocidi silenziosamente andati in scena dietro il sipario di un teatro di guerre lontane dai riflettori, l'Africa. Il piombo era nostro, in buona parte.
Brian Wood,Discorso tenuto all'ESF, Nov 2002:
"Proprio prima di questa settimana, ho avuto modo di parlare con alcuni rappresentanti del governo italiano a proposito delle proprie esportazioni di armi. Ho chiesto alle autorità italiane per quale motivo fosse stata autorizzata nel 1999 l'esportazione di 5.000 mitragliette alle forze armate governative algerine, dopo che queste avevano commesso, con tali armi, atrocità sulla popolazione civile. Saprete che la legge italiana in materia di esportazione di armi (legge 185 del 1990) proibisce esplicitamente le esportazioni di armi dall'Italia verso quei paesi, dove tali armi saranno presumibilmente usate per commettere violazioni dei diritti umani.

Le autorità italiane hanno riconosciuto che, da quando le armi furono trasferite, sono stati commessi ulteriori massacri di civili da parte delle forze armate algerine, compresa una carneficina di uomini, donne e bambini berberi; hanno anche riconosciuto che queste violazioni di diritti umani non potevano essere giustificate dalla leggi internazionali, anche in presenza di gruppi armati di ribelli che eseguissero massacri di civili e perfino se fossero minacciati i progetti energetici. Quando domandai alle autorità se sapevano come rispettare le leggi internazionali sui diritti umani ed umanitari, mi indirizzarono ad un altro ufficio governativo e si misero a scherzare. 'Noi in questa sezione siamo mercanti di morte'! Come moltre altre leggi sul controllo delle armi, la legge italiana è stata disegnata per consentire alle industrie belliche di sfruttare alcune scappatoie; per le fabbriche italiane in questo caso, risulta ancora possibile esportare rivoltelle e pistole, ottenendo semplicemente il permesso del comando di polizia locale! Non deve sorprendere che nel 1997, durante i massacri della popolazione di Brazzaville in Congo, furono scoperte munizioni per armi italiane di piccolo calibro; la stessa cosa é venuta alla luce più recentemente in Sierra Leone; tali munizioni sono state usate dai ribelli del RUF (Fronte Unito Rivoluzionario [ndt]) che in quei luoghi hanno commesso crimini contro l'umanità.

Nel caso di Brazzaville in Congo, sappiamo da documenti ufficiali che un mediatore d'armi tedesco ha trattato un affare da 26 milioni di dollari con il governo di Brazzaville di allora, per fornire armi dall'Europa, dal Sud Africa e dalle repubbliche dell'Asia Centrale, in cambio della vendita di future produzioni di petrolio. La trattativa venne finanziata attraverso una banca francese. Il mediatore tentò di vendere vecchi elicotteri militari francesi provenienti dal Sud Africa, dopo che il governo italiano aveva venduto nuovi elicotteri militari Augusta proprio al Sud Africa. Egli aveva anche ordinato che venissero consegnati, dalle repubbliche dell'Asia Centrale, elicotteri militari russi d'attacco, accompagnati da piloti mercenari. Questi furono usati per mitragliare a bassa quota le abitazioni di Brazzaville, uccidendo più di 5.000 civili e ferendone molti di più, danneggiando inoltre scuole e altre infrastrutture civili. L'intermediario tedesco riciclò il suo denaro usando rifugi fiscali off-shore in Europa. Lui e la banca francese non hanno mai dovuto render conto delle loro azioni o della violazione dei diritti umani a cui contribuirono.

Durante le cinque settimane di genocidio in Ruanda nel 1994, un altro trafficante d'armi con base a Roma organizzò la fornitura di quasi 1 milione di dollari in piccole armi, direttamente a coloro che stavano commettendo atti di sterminio. Siamo in possesso di un fax che egli inviò ai responsabili del genocidio, la sera della spedizione delle armi. Così le armi in questione furono caricate sull'aereo a Tirana, per essere consegnate a Goma, nello Zaire orientale; la spedizione aerea fù scortata da uomini israeliani che erano appena giunti da Roma. Per una tragica ironia della storia, funzionari israeliani che potrebbero rivendicare il diritto alle lezioni dell'olocausto consentirono anche di caricare, nell'Aprile del 1994 a Tel Aviv, altre due spedizioni di armi, le quali sarebbero state usate nel genogidio del Ruanda, che stava avvenendo nello stesso periodo. Conosciamo questi aspetti perché siamo in possesso di documenti ed interviste fatte con l'equipaggio dell'aereo, i piloti e la persona addetta al carico e scarico delle armi. Generalmente l'equipaggio comprendeva personale inglese e africano, che aveva pilotato l'aereo da Ostend in Belgio al Medio Oriente per i trasporti d'armi.

se l'attività di contrattazione delle armi è extra-territoriale, questo non rappresenta un reato per la legge italiana; questa lacuna legislativa è la stessa nella maggior parte dei paesi europei."

Ma non temete, sempre secondo Brian Wood, tra non molto la delocalization laverà bellamente le nostre coscienze cosicchè postremo godere i soldi della vendita di armi (o meglio lo potranno fare una dozzina o due di persone) senza che le nostre coscienze debbano portare il peso di avere assemblato armi in Italia: "Potete vedere come l'irresponsabilitá di potenti governi ed i mercati globali malamente regolati per molti prodotti, specialmente per le armi, forniscano le basi sulle quali si poggia lo sviluppo delle organizzazioni criminali internazionali, le quali sono responsabili di crimini contro l'umanitá. Viviamo in un pericoloso villaggio globale dove il governo americano non agisce da solo. Potenti stati europei fanno virtualmente le stesse cose, anche se su scala minore.

Possiamo notare un altro aspetto delle economie alimentate dalla guerra, la massiccia espansione delle fabbriche di armi a partire dal 1960, in particolar modo fabbriche di armi di piccolo calibro, dall'Europa e dal Nord America in tutto il mondo. L'Indonesia produce i suoi fucili d'assalto grazie a una societá belga. Il Pakistan produce fucili di assalto tedeschi, che ha venduto in Africa orientale. Il Kenya attualmente ha una nuova fabbrica di munizioni rifornita dal Belgio e situata proprio in prossimitá della regione dei Grandi Laghi, dove ci sono stati due decenni dei peggiori bagni di sangue della storia recente. I fucili kalashnikov russi vengono prodotti in dozzine di paesi. La lista potrebbe continuare ma una cosa é chiarissima: moltissimi stati che hanno capacitá produttive inadeguate e poche inclinazioni politiche, stanno comunque acquisendo le competenze per produrre e vendere armi".

Perchè LE ARMI, non l'acqua o il cibo, sono un diritto...
postato da: paskal007r alle ore 19:20 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, grandi menzogne
venerdì, 24 febbraio 2006
E' successo anche qui, in Italia, anche noi abbiamo il nostro Rodney King, è un anonimo immigrato clandestino, che è stato fermato in mutande dai carabinieri, quindi ammanettato e bloccato contro il terreno; a questo punto lo rialzano, cominciano a pestarlo (sia a mani nude che con un manganello), a insultarlo, sono tre contro uno, due in uniforme uno in borghese.
A un certo punto uno gli salta anche sopra con tutti e due i piedi (in quel momento il poveretto era stato ancora atterrato).
Il tutto sotto l'occhio vigile di un cellulare, che fatto il filmato è stato usato per diffondere le immagini su un sito di Giovani Mussulmani in Italia, i gestori del sito hanno poi tolto il filmato dal web e lo hanno consegnato alle autorità competenti, mostrando un buon senso e una prontezza che di certo mancano a quei razzisti autori del pestaggio o al nostro ex ministro magliettaro...
E' bello comunque vedere che qualcuno ancora ci crede ad un modo così pulito di agire... Mi riferisco a quei campioni di buonsenso che gestiscono il sito, ovviamente.
postato da: paskal007r alle ore 19:10 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, violenza di stato
giovedì, 23 febbraio 2006
Onitsha (Nigeria), 22 febbraio 2006 - 15:15
 
SATIRA-ISLAM: VENDETTA CRISTIANA IN NIGERIA, 20 MORTI
 
In Nigeria esplode la vendetta cristiana contro i musulmani. Almeno venti persone sono stati uccise nel sud est del Paese, sulla scia degli scontri avvenuti a nord, e costati la vita a decine di cristiani. A Onitsha, capitale dello Stato cristiano di Anambra, la violenza era cominciata ieri all'arrivo degli autobus che trasportavano le salme dei cristiani. Migliaia di giovani sono scesi nelle strade con in mano bastoni e machete. Nelle strade cittadine sarebbero stati contati non meno di 15 corpi bruciati o orribilmente straziati. Dalla vicina citta' di Asaba sono giunte notizie di altri 5 morti. (AGI)
postato da: paskal007r alle ore 22:23 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, agenzie riportate
giovedì, 23 febbraio 2006
Baghdad, 23 febbraio 2006 - 21:43
 
IRAQ: MILITARI USA RILASCIANO 95 PRIGIONIERI
 
Il rilascio di 95 prigionieri, su raccomandazione della commissione congiunta di revisione americano-irachena, e' stato annunciato oggi dal comando militare statunitense a Baghdad, che non precisa in quali centri di detenzione fossero carcerati. I 95, tutti uomini, sono stati rilasciati nei giorni scorsi. (AGI)

La decisione è avvenuta grazie ad un accordo politico, non grazie a dei regolari processi, se ne desume che il regolare processo non ci sia mai stato e tantomeno la regolare indagine.
Infondo ormai lo sappiamo tutti con che facilità si viene catturati (e molto spesso torturati) dall'esercito a stelle e strisce del "paese della libertà"...
postato da: paskal007r alle ore 22:21 | Permalink | commenti
categoria:controinformazione, buone nuove, cronache commentate, agenzie riportate