L'avete voluta voi, eh!
ok, partiamo dall'inizio, sono nato nell'anno che è anche il titolo del mio romanzo preferito, 1984, se nascevo pure il 25 aprile era perfetto, ma mi è toccato novembre.
Fin da piccolo in ogni tipo di gruppo (amici, palestre, classi) sono stato sempre uno di quelli anagraficamente più vecchi, ma ero sempre il piccoletto della situazione, aggiungete che ero il ritratto del bravo bambino (ubbidiente, religioso, non uscivo senza permesso...) e avrete un individuo con grossi problemi sociali...
Ma daltronde una faccia così non è che viene da sola...

Belle occhiaie vero?
Comunque, tornando a noi, anzi a me, ho fatto sia le elementari che le medie da "secchione", non chè bersaglio di scherzi di ogni sorta... talvolta con la collaborazione di qualche prof troppo su di giri.
Poi sono cresciuto, non troppo perchè al metro e settanta non ci sono mai arrivato, ma almeno ho cominciato ad approfondire la mia religiosità, che però è rimasta inconciliabilmente in conflitto con la mia volontà di continuare a tenere il cervello acceso. Gravissimo errore per un credente.
Infatti ora non sono più nè cattolico, nè cristiano... Ho una mia religione, piuttosto "striminzita" (sintetica), ma che mi basta e mi avanza, in fondo so quel che c'è da sapere, dopo la morte in pagella solo due voti: amore verso il prossimo e conoscenza.
Il resto sono dettagli.
Nel mentre sono già arrivato al liceo, non sono più un secchione ma i problemi di comunicazione col mondo sono ancora quasi tutti lì. Essendo finito per volontà paterna al liceo scientifico, e odiando non poco la matematica, avevo già deciso il voto da prendere alla maturità: 60 secco, sufficienza minima vitale.
Perseguivo la meta del 6, e riscuotevo molto spesso un successo...
-"Franzese"
"si prof?"
-"sei..."
"Olè!"
-"Sei scarso!"
"d'oh!"
Storia di una vita (quanti "potrebbe-ma-non-si-impegna" nella mia carriera scolastica!).
Pur di prendere il sessanta secco con pietà all'esame del liceo ho fatto l'impossibile, ho persino litigato con una prof, la Danzica.
La Danzica era la barzelletta della situazione, incompetente, ignorante nelle sue stesse materie, assente durante le interrogazioni, bastava infilare nel discorso le parole giuste anche in ordine errato e per lei andava bene, l'importante è che ogni tanto sentiva le parole chiave "napoleone".." Waterloo"..."sconfitta", anche se hai raccontato la strana storia di Waterloo che viene sconfitto a Napoleone da Trafalguar square, andava bene lo stesso; una poveretta interrogata tre volte sullo stesso argomento diede la prima volta la risposta esatta (quella del libro) ma la prof disse di no, che era un'altra, la seconda volta diede la risposta che la prof le aveva detto nella prima interrogazione, e la prof disse di no che la risposta era un'altra ancora, la terza volta la ragazza interrogata ancora diede la risposta "ufficiale" della prof nell'interrogazione numero 2, e anche lì la prof disse che no, era la prima risposta... Ovviamente al minimo accenno di polemica la prof si incazzava, faceva fuoco e fiamme, minacciava terribili conseguenze.
Quella prof ci fece arrivare in storia fino alla seconda guerra mondiale (il 45 insomma), e in filosofia ci fece saltare MARX (del tutto, nemmeno l'introduzione ci ha fatto fare la baldracca).
Io nella tesina d'esame (tema scelto "il materialismo storico") porto sia Marx, che la guerra del vietnam.
Quando lo annuncio in classe quella mi passa un'ora a minacciarmi, dicendo che mi avrebbe fatto fare un esame tremendo, che mi avrebbe chiesto tutto il programma, etc. etc.
Pur di minacciarmi rifiuta di interrogare due "secchie" che si erano offerte.
Il giorno dell'esame mi presento con maglia rossa e pantaloni rossi (lei comunistofoba, io pieno di cazzimma).
La metto a figura di merda, lei e la sua profonda ignoranza.
Nonostante questo non sono riuscito a prendere 60, mi hanno promosso con 78.
Forse ho copiato troppo bene agli scritti, forse le altre prof pure non sopportavano la Danzica, forse ho fatto troppo bene la tesina, ma non mi è proprio riuscito di passare con il minimo.
Ora faccio l'accademia di belle Arti di napoli, ma dall'anno prossimo vado ad Architettura.
Ho scelto questo percorso di studi per diventare fumettista, andando all'accademia per imparare l'anatomia e il disegno dal vero, ma ho imparato molto di più ad un corso privato, la scuola italiana di Comix (...la COSTOSA scuola italiana di Comix).
Nel frattempo ho continuato a seguire un motto che mio padre mi ha insegnato quando ero piccolo (cosa di cui probabilmente lui si è pure scordato) "chiediti sempre perchè, solo i muratori (per lui quasi sinonimo di schiavi, da bravo ingegnere edile) non si chiedono mai perchè".
Mio padre forse non si è nemmeno accorto di quanta saggezza c'è in quelle parole.
Per "chiedermi perchè" mi sono messo in testa di capire perchè il mondo va come sta andando, perchè gli uomini si comportano come fanno di solito, e simili cosucce, i massimi sistemi insomma; e allora giù psicologia, macroeconomia e Chomsky a volontà.
Ora il mio sogno lavorativo è di diventare un fumettista, perchè è un lavoro che mi piace fare, e io credo che se devi passare la metà del tempo della tua vita a fare un lavoro che non ti piace, allora tanto vale che cambi lavoro.
Il mio sogno e basta invece è di diventare il "Chomsky d'europa", un pò ambizioso, ma chi non punta in alto non arriva mai in alto.
Oufff... penso che per oggi può anche bastare...
Ciao!